A braccia conserte

Parodie del presente, zavorre del tempo quegli sguardi che si ha la fortuna di incontrare sulle panchine soleggiate nel parco, occhi persi nel vuoto che ripercorrono un’infinità di attimi ed episodi con una voglia matta di raccontarli tutti, uno per uno. Ma la memoria cede e gli eventi non si legano nell’ordine temporale esatto e tutto appare come una storia da cartone animato in cui goffi personaggi dalle fattezze improbabili si muovono e rimbalzano tra albe e tramonti della giovinezza andata.

Quando la domenica andiamo ad assistere alla mostra di ritratto me li racconti sempre tutti, sempre allo stesso modo, sempre con la stessa incomprensibile confusione che forse deve servire a depistarmi affinchè io ti degni della stessa attenzione ogni volta, per poi finire a non capire mai cosa sia realmente successo a quei due ragazzini che ci rimisero le vita mentre, andando a lavorare nei campi, che furono sotterrati dal terreno dello scavo che stavano facendo “i grandi”. E per ogni tre passi un ricordo ed un albero genealogico che sai benissimo non potrò mai ricostruire, con la nostalgia e forse anche la paura di chi può ancora raccontarle certe cose, storie di coetanei, di ragazzi più giovani di … Read More

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Dietro Le Quinte

Ma certo che ci credo ancora, cosa credi? E’ che poi, col tempo, tutto cambia, non che si debba per forza sbiadire anzi a volte col tempo la nebbia si dirada e la luce li colpisce perfettamente quei ricordi e quelle emozioni sbiadite che quasi ti sembra di poterle toccare anche meglio di come hai fatto quando li hai vissuti o eri solo convinto che li stessi vivendo. Sì che ci credo, so bene di non poter vivere senza la consapevolezza che esista. Sarebbe come mettere a repentaglio un’intera esistenza solo perchè il tempo è un gran giocatore di poker e le carte le scopre solo al momento giusto affinchè lui possa vincere. E’ che forse comincio a convincermi che la vita, in verità, non la viviamo nè da protagonisti né tantomeno da comparse. Forse sbirciamo solo la proiezione di noi stessi da dietro le quinte e a volte ci piace a volte no, a volte vorremo poter correggere quella battuta a volte ce ne compiaciamo ma ormai è in scena e non puoi far altro che osservare gli attori di spalle ed il pubblico in faccia, le loro smorfie, i loro fischi, i loro applausi e le smorfie che … Read More

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Illuminissimo

E’ da un po’ troppo tempo che si cerca di madare indietro l’orologio: ebbasta! Ritorno alle origini, riscoperta degli antichi sapori, riabbracciare la Terra, rinnegando fermamente il nuovo, la tecnologia ed il progresso, una lotta a spada tratta contro il presente e l’inevitabile futuro. Maledetti robot che respirano ossidi e polveri pesanti al posto degli uomini, maledetti cellulari, questi due o tre che ci portiamo dietro, maledetto internet su cui passiamo nottate intere, maledetto progresso.

E allora penso al diffuso desiderio di ritornare alle origini, quando l’acqua era pura e la Terra era intatta, quando non esistevano cancri e si moriva a quarant’anni perchè non si potevano conservare bene i cibi e le condizioni igieniche erano da schifo ed avrebbero fatto rabbrividire un topo. E allora mi balena l’idea che forse la salvezza potrebbe non esistere nel “recupero del Pianeta”, nel volerlo preservare dall’irrispettosità umana, forse più che impegnarsi nell’immane sforzo di voler riportare indietro le lancette del tempo sarebbe il caso di portare avanti l’Uomo, renderlo immune dai propri “sbagli”. Modifichiamo l’Uomo, rendiamolo capace di cibarsi di rifiuti e radioattività, tentiamo di renderlo anaerobico e fanculo l’Ozono e l’Ossigeno. Modifichiamoci! Le grandi menti si spingessero oltre, investire in ricerca … Read More

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Vuoto

Te lo raccontai una notte, quasi era l’alba credo, fermi in macchina davanti al cancello di casa tua. Ti parlai del vuoto, di cosa significasse vestirsi di Lui, di come fosse capace di riempirti fino all’inverosimile, di come riuscisse ad impadronirsi di ogni pensiero ed azione, di come gonfiasse gli occhi fino a farli sudare irrimediabilmente. Ma il vuoto non è mai immenso anzi è un bastardo ingordo che chiama a sè altro vuoto ed altro ancora ed altro ed altro ancora e continua gravido a generarne dell’altro, immortale, e si ciba di parole, di sguardi e di odori e pelle viva. Il vuoto è la cosa più ricca che possa esistere, è lo scrigno di quanto di più alto, bello e profondo ci sia in noi!… Read More

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Colori

Che fatica deve essere stato immaginarli tutti i colori di un paesaggio, delle bandiere o di una foto. C’erano i mondiali dell ’82 quando la TV a colori entrò in casa dei miei e tutta la famiglia si riunì per festeggiare quella vittoria. Per la prima volta nelle nostre vite gli Azzurri erano visibilmente tali. Che fatica dev’essere stata riannusare i ricordi tra le foto di famiglia e scovarne le sfumature nelle cortecce dei pensieri, abiti bianchi e lunghi veli. Che allenamento, però, a non dimenticare il passato, a valorizzare gli attimi del presente!… Read More

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DOVE IL TEMPO NON SMETTE DI SCORRERE

Tralasciando teorie ben più blasonate delle mie, assimilo il tempo ad una retta: non ha inizio e non avrà fine, se non per noi qualora lo circoscrivessimo alla nostra sola esistenza, una nullità a pensarla in confronto all’Universo! Felicemente vivo periodi in piccole realtà di paese, di quelle fatte da tradizioni contadine, in piccoli borghi di provincia spesso infernali da raggiungere, senza illuminazione pubblica e distanti ettari ed ettari di campagna dalla “città”. Sono quei gioiellini che si vedono, a volte, dalle autostrade o dalle strade statali, arroccati su colline che di sera sembrano assomigliare tutti a presepi della migliore tradizione cinquecentesca napoletana. Visitandoli poi da vicino ci si accorge spesso che non era solo un’apparenza dettata dalla lontana prospettiva: sono proprio così! Non solo per l’urbanistica scarna e spesso poco curata, fatta di portoni in pietra antichi riempiti con legno pitturato di verde scuro che parla del tempo e stradine ciottolate su cui ad ogni passo si respira l’aria dei contadini che all’imbrunire sembrano essere passati esattamente da lì.

L’aria che si respira è quella della notte di Betlemme, non che l’abbia mai respirata, ma la povertà del centro fa a cazzotti con la ricchezza umana, proprio come quella … Read More

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D’altra parte

Mi è sempre piaciuto pensare che quello che viviamo, quello che ci si presenta davanti, non sia per caso, e non mi riferisco al Tutto, al fato o a chissà quale altra umanamente inspiegabile fonte. Ho sempre creduto che uomini come me si celassero dietro le quinte del mondo, operose figure dedite al rispetto di un copione già scritto da un autore eccellente. Questi compongono e disfano scenografie, ingaggiano e collocano attori e comparse disseminandoli perfettamente nello spazio vasto che forse attraversiamo durante la nostra vita la quale è a sua volta tassello di un copione a noi sconosciuto e così ci ritroviamo, a nostra insaputa, ad essere protagonisti e comparse di una storia che non abbiamo nè scelto nè mai letto. Il Vesuvio, qui dietro di me, forse non è altro che una enorme installazione mobile creata per addurre quel senso di fatalità alle migliaia di personaggi che per gran parte della giornata vi recitano sotto la sua ombra. Ma quando gli occhi si girano dall’altra parte esso scompare per cedere il posto ad un deserto o magari ad una metropoli futurista abitata da esseri alati.

Difatti crediamo quasi esclusivamente a ciò che vediamo ed a ciò che ci … Read More

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