Abbi tu dini

Una delle cose che la vita da adulti tende sempre a far scivolare via sono le passioni che ci hanno accompagnato e tenuto compagnia nella nostra “beata” gioventù! Credo che più di tutte le cose e le sostanze che indubbiamente hanno segnato la mia adolescenza la musica sia certamente quella che mi è stata più vicina durante le fasi salienti della mia formazione umana.

Lo stereo si è sempre svegliato prima di me fin dai tempi della scuola ed è sempre stato lì ad osservarmi mentre mi lasciavo rapire da Morfeo nel fumo spesso delle mie sigarette fatte a mano che si fermava a mezz’aria nella mia stanzetta di gioventù. Su un’anta del mio armadio c’era Sid Vicious e di fronte a lui un piccolo Marshall, una chitarra elettrica ed una classica, la mia prima chitarra comprata con i risparmi delle paghette settimanali ai tempi delle scuole medie. Sid per un decennio ha fatto la guardia alle mie due cincubine, ed io per lui ho tentato di farle parlare una lingua quanto più comprensibile possibile.

A differenza di quello che pensano in molti comprai la mia prima chitarra per poter avere qualcuno (o qualcosa) con cui parlare e confidarmi. Sapevo benissimo che non avrei “cuccato” neppure se avessi imparato a suonare la chitarra perchè, a dirla tutta, avevo ben altri problemi ai tempi dell’adolescenza, problemi che, apparentemente, avevo solo io.

Cominciai ad imparare qualche accordo rubacchiato nelle appendici di qualche libro di musica di mia sorella, poi tentai di capire qualcosa sulle partiture delle mie canzoni preferite e intanto stringevo un rapporto di innaturale amicizia con un pezzo di legno con sei corde che mi parlavano e rispondevano alle mie nevrotiche domande da ragazzino adolescente.

Col tempo sono arrivate le certezze, che hanno spodestato i dubbi ed hanno organizzato un’azione rivoluzionaria sovvertendo la mente ed i suoi comandanti imponendo schemi e sistemi logici concatenati grazie ai quali è addirittura possibile sopravvivere. Non c’è mai più stato il tempo di pensare a cosa sia giusto ed a cosa non lo fosse, a cosa fosse bello ed a cosa non lo fosse.  L’evoluzione, la crescita o chiamiamola pure maturità ha spazzato via tutto ciò che rendeva il tempo un piacevole amico cedendo il passo a meccanismi “artificiali” che fanno del tempo lo strumento per poter edificare un inarrivabile futuro, il tutto dipinto in un ricercato obbligo vitale, dal lavoro alla quatidianità e perfino alle amicizie ed agli affetti. Sono tante le cose che ho portato con me nella mia nuova vita ma ora mi accorgo di aver lasciato in cantina molte delle cose realmente importanti, tra tutte ciò che Sid ha custodito per me durante tutta la mia adolescenza. Credo sia arrivato il momento di far conoscere la mia nuova vita anche alle mie due chitarre, non importa se non avranno spazio a sufficienza, so per certo che le mie carezze faranno bene sia a loro che a me!

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