Di Mattoncini Colorati

Dovremmo porre più attenzione ai giochi dei “piccoli uomini”, al modo in cui loro costruiscono il futuro immediato nei loro ripetuti giochi. Creano le loro vite e le disfano istante per istante, legando tra loro pezzi e colori apparentemente incompatibili eppure prendono vita continuamente oggetti, storie, forme e figure del tutto reali.

Di mattoncini colorati ne è pieno il mondo e non c’è regola che ne detti il corretto montaggio! A Copenaghen, nei negozi di giocattoli, i mattoncini si comprano a peso e questa cosa m’ha sempre affascinato tantissimo. Sì perché più ce ne sono di mattoncini, più tempo si impiega ad utilizzarli tutti e più gusto c’è a disfarli per ricomporli in una sequenza nuova, nuovi abbinamenti, nuove scoperte, un nuovo gioco… un nuovo mondo.

Di mattoncini colorati ne è pieno il mondo, è di essi che ne è composto, tutti mattoncini in un disordinato disegno fantastico, un gioco chiamato Vita. Muri, castelli, oceani, macchine, aerei, treni, palafitte che montiamo e disfiamo continuamente ad ogni nostra scelta! Se avremo la lucidità di legare i mattoncini colorati come ci insegnano i bambini allora sarà un gioco bellissimo anche disfarli millemila volte ed anche gli abbinamenti tra i colori più improbabili Read More

Miss

No, non è riferito al titolo riservato alle nubili bensì al verbo! Gioco di parole o scherzo del destino, questo non lo so, ma sta di fatto che sebbene le mia vite non siano del tutto rette, ma di certo parallele, di tanto in tanto si incontrano.. e creano solo un gran casino! Indipendente dall’idioma quando si utilizzano a profusione dei termini, questi vengono decomposti, consumati, degradati, destituiti del loro reale ed originale significato! Ecco perchè la violenza e la cattiveria raggiungono sempre efficacemente il centro: perchè nessuno vuol parlarne o chi lo fa lo fa a sproposito!

Ma la mancanza è ben altro, è quel tassello del puzzle che sai essere andato perso nelle galassie di altre vite, è la nota mancante nella sinfonia perfetta, è una parte di te che si è nascosta in un castello di cui non sei più tu il proprietario e del quale non hai più manco un cazzo di doppione delle chiavi. Quella è la mancanza! Io l’ho provata, più volte, anche adesso. E’ la mancanza di chi mi ha messo al mondo, è la mancanza di chi invece mi ci tiene ancora, è la mancanza di chi mi ama (e ce ne … Read More

Colori bruciati

Questione di frequenza, lunghezze d’onda, “lambda”, spettri e sfumature, pulsazioni e cuore, tanto cuore per poter ancora vedere i colori sotto il bianco bruciato della neve. Freddo, come i toni ed il clima che attanagliano i pensieri costringendoli alla via del calore, per sopravvivere, per poter respirare anche nelle notti insonni sotto la volta di un grigiume unico che inviterebbe alla tristezza assoluta.

Eppure ci sono colori forti, fiamme ed onde, alimentati da fiumi di alcool voluttuosi che goccia dopo goccia profumano corpi troppo lontani nello spazio ma uniti nel tempo. Tempi lunghi, lunghissimi, che catturano vibrazioni e le rinchiudono in istogrammi tutt’altro che piatti, abbondanti di arcobaleni e prati sognati nelle notti sussurrate alla luna, sui cuscini di foglie bagnate della rugiada del mattino.

I raggi dell’alba non penetrano nella stanza d’albergo dalle spesse mura e dall’austero arredo, nel caos delle cortecce più disparate collocate alla rinfusa in ogni dove come a voler spezzare quell’apparente ordine nel turbinio della vita che comunque scivola via. Dalla piccola finestra che da verso il villaggio le baite cadenti di legno marcio, timide, mostrano tasselli di puzzle dell’ultimo strato di venice ed i tetti di un bianco puro e candido ne ridicolizzano i … Read More

Tailleur nero

Purtroppo hai dovuto darmi ragione, quando tutto è finito, sempre troppo presto, sempre inaspettato, sempre ingiusta e carogna. Sarebbe stato bello avere torto e sentirti ripetere “ci siamo dette tutto” ed abbracciarti gli occhi pieni della serenità di un calvario finalmente terminato non solo per lei.

E si ritorna coi piedi saldi a terra, la stessa terra! E ti senti un po’ più pesante con quello zaino che inizia a riempirsi di tatuaggi messi lì alla rinfusa, uno per ogni occasione, unici e solamente tuoi. Uno per ogni occasione, anche per queste occasioni qui. Rovistaci dentro, guarda bene, con attenzione, fatti aiutare da quelle lettere e dalle parole che a fiumi ti riempiono la testa. C’è un doppio fondo: è lì che hai nascosto quello più prezioso, quello che può impreziosire il tuo tailleur nero. Indossalo sul cuore e mi ridarai ragione!

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©Sguardo avanti

Quando poi gli eventi si ripetono, a volte anche troppo ravvicinatamente, hai come la sensazione che il futuro non esista più, cominci a credere che esso sia la proiezione stessa del presente traslata di qualche emozione più in là nel tempo.

Ma gli occhi difficilmente mentono o almeno sono incapaci di farlo per troppo tempo per cui con essi conquisti spazi e vibrazioni, rubi gli istanti e li cataloghi come esperienze, ne fai tesoro e quando cominciano a diventarne troppe di identiche tra loro avvii una cernita impietosa. Guardi il mondo e le sue bellezze e lasci alle spalle quel fango che inquinava il presente, che seminava nebbia sui profumi degli istanti idilliaci che avresti voluto portare sempre con te, lo lasci asciugare e aspetti che il vento ne porti via la polvere “sguardando avanti” con quell’immutata curiosità di bambino.

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Si nasce una sola volta (per ogni vita)

E’ proprio vero che, per ogni vita, si nasce una sola volta, e non poteva che essere LA MADRE ad avere questa onnipotenza, questo potere magico, una forza talmente enorme da poterne contenere e combattere tutte le morti che ne sarebbero scaturite da quella nascita.

Si nasce solo una volta per poi assistere gradualmente, durante il cammino, a tante morti, interiori, tangenti, secanti e spesso proprie, forse troppo spesso proprie, pezzi di noi che sprofondano nella terra in cui si seminano parti di sè, le parti più preziose, quelle che vorremmo lasciare vive per l’eternità. L’eternità, un concetto surreale ed inspiegabile, asintodo del desiderio che punta all’infinito, all’ignoto, ad un futuro senza fine. Ma la fine arriva sempre, per tutte le cose e dai germogli, se raccolti in tempo, conserviamo nuovi semi da spargere di nuovo in quel campo che è la vita, campo sempre meno fertile e sempre più provato dalla coltura più intensiva che possa esistere, quella dei sentimenti, delle passioni, dell’amore più vero, lo stesso amore che ci ha generato.

Ma chi semina raccoglie, generalmente funziona così, peccato però che col tempo ci si fidi troppo del pusher di semi ed accecati dal tempo che, sempre più … Read More

Se mi rilasso collasso

Non hai tutti i torti Johnny, ci avevo già pensato anch’io, e forse è proprio così! Più vado lontano e più collasso nei ricordi, nelle radici, nel mio passato più vivo e ripercorro i miei passi, quelli impolverati, quasi del tutto erosi dal tempo e dal sale che li ha ricoperti per troppi anni. Tutto appare esigenza, vitale, indispensabile per la mente e per un corpo cambiato dai climi che ho incontrato ed a cui ho esposto la mia pelle, la stessa abituata al Sole delle mattine qui al sud.

Le ombre, oggi, mi sembrano un meraviglioso incantesimo ed il mare, ancora più di prima, cattura desideri e speranze e le ruba, astuto e lesto, portandole via lontano, lontanissimo, che quasi non ricordo cosa avessi nella tasca dei sogni. Rivivo la mia Terra con vibrazioni diverse, in costante analisi, alieno di un pianeta che fu mio per l’intera giovinezza, da cui nasco ed il cui risultato io sono, meravigliandomi di come possa essere accaduto tutto ciò, anche con un pizzico di compiacimento (lo ammetto). Non è disagio il mio anzi, mi diverte osservare quanto accade e come manichini di plastica e carne orbitano nelle notti mosse delle luci di auto, … Read More

Vergine

E’ la prima lo so, non l’ho mai fatto qui, così, mentre accadono le cose. Me la sono persa molte volte questa occasione, forse l’ultima a Dallas, in quel locale della mela… o forse era una ciliegia o una fragola… non ricordo. Giocavano i Cowboys in TV ma me la sono persa… e la memoria non tiene. Solo la sensazione mi è ancora chiara almeno per ora!

E allora ci provo, è molto che non uso più nemmeno la penna, e lo faccio proprio ora che la luce è scarsa e non si vede una mazza! Mi fa luce un Barbera D’Alba vuoto con al collo una candela, una di quelle strette e lunghe, di quelle che durano tanto, forse all’infinito, e fanno Luce. Nulla di superfluo ed estetico e fa pure un cacchio di freddo a dirla tutta. D’altronde cosa ti aspetti dal sobborgo di Manhattan?

Mi sarebbe piaciuto sapere cosa ne savrebbe pensato Giuliano di questo posto. Sì, tra i tanti mi è venuto in mente Lui, una persona che ha viaggiato più di me, che ha letto più di me, che ha scattato più di me, scritto e dipinto più di me… una persona più di me! … Read More