Miss

No, non è riferito al titolo riservato alle nubili bensì al verbo! Gioco di parole o scherzo del destino, questo non lo so, ma sta di fatto che sebbene le mia vite non siano del tutto rette, ma di certo parallele, di tanto in tanto si incontrano.. e creano solo un gran casino! Indipendente dall’idioma quando si utilizzano a profusione dei termini, questi vengono decomposti, consumati, degradati, destituiti del loro reale ed originale significato! Ecco perchè la violenza e la cattiveria raggiungono sempre efficacemente il centro: perchè nessuno vuol parlarne o chi lo fa lo fa a sproposito!

Ma la mancanza è ben altro, è quel tassello del puzzle che sai essere andato perso nelle galassie di altre vite, è la nota mancante nella sinfonia perfetta, è una parte di te che si è nascosta in un castello di cui non sei più tu il proprietario e del quale non hai più manco un cazzo di doppione delle chiavi. Quella è la mancanza! Io l’ho provata, più volte, anche adesso. E’ la mancanza di chi mi ha messo al mondo, è la mancanza di chi invece mi ci tiene ancora, è la mancanza di chi mi ama (e ce ne … Read More

Tailleur nero

Purtroppo hai dovuto darmi ragione, quando tutto è finito, sempre troppo presto, sempre inaspettato, sempre ingiusta e carogna. Sarebbe stato bello avere torto e sentirti ripetere “ci siamo dette tutto” ed abbracciarti gli occhi pieni della serenità di un calvario finalmente terminato non solo per lei.

E si ritorna coi piedi saldi a terra, la stessa terra! E ti senti un po’ più pesante con quello zaino che inizia a riempirsi di tatuaggi messi lì alla rinfusa, uno per ogni occasione, unici e solamente tuoi. Uno per ogni occasione, anche per queste occasioni qui. Rovistaci dentro, guarda bene, con attenzione, fatti aiutare da quelle lettere e dalle parole che a fiumi ti riempiono la testa. C’è un doppio fondo: è lì che hai nascosto quello più prezioso, quello che può impreziosire il tuo tailleur nero. Indossalo sul cuore e mi ridarai ragione!

©Sguardo avanti

Quando poi gli eventi si ripetono, a volte anche troppo ravvicinatamente, hai come la sensazione che il futuro non esista più, cominci a credere che esso sia la proiezione stessa del presente traslata di qualche emozione più in là nel tempo.

Ma gli occhi difficilmente mentono o almeno sono incapaci di farlo per troppo tempo per cui con essi conquisti spazi e vibrazioni, rubi gli istanti e li cataloghi come esperienze, ne fai tesoro e quando cominciano a diventarne troppe di identiche tra loro avvii una cernita impietosa. Guardi il mondo e le sue bellezze e lasci alle spalle quel fango che inquinava il presente, che seminava nebbia sui profumi degli istanti idilliaci che avresti voluto portare sempre con te, lo lasci asciugare e aspetti che il vento ne porti via la polvere “sguardando avanti” con quell’immutata curiosità di bambino.

Si nasce una sola volta (per ogni vita)

E’ proprio vero che, per ogni vita, si nasce una sola volta, e non poteva che essere LA MADRE ad avere questa onnipotenza, questo potere magico, una forza talmente enorme da poterne contenere e combattere tutte le morti che ne sarebbero scaturite da quella nascita.

Si nasce solo una volta per poi assistere gradualmente, durante il cammino, a tante morti, interiori, tangenti, secanti e spesso proprie, forse troppo spesso proprie, pezzi di noi che sprofondano nella terra in cui si seminano parti di sè, le parti più preziose, quelle che vorremmo lasciare vive per l’eternità. L’eternità, un concetto surreale ed inspiegabile, asintodo del desiderio che punta all’infinito, all’ignoto, ad un futuro senza fine. Ma la fine arriva sempre, per tutte le cose e dai germogli, se raccolti in tempo, conserviamo nuovi semi da spargere di nuovo in quel campo che è la vita, campo sempre meno fertile e sempre più provato dalla coltura più intensiva che possa esistere, quella dei sentimenti, delle passioni, dell’amore più vero, lo stesso amore che ci ha generato.

Ma chi semina raccoglie, generalmente funziona così, peccato però che col tempo ci si fidi troppo del pusher di semi ed accecati dal tempo che, sempre più … Read More

Vergine

E’ la prima lo so, non l’ho mai fatto qui, così, mentre accadono le cose. Me la sono persa molte volte questa occasione, forse l’ultima a Dallas, in quel locale della mela… o forse era una ciliegia o una fragola… non ricordo. Giocavano i Cowboys in TV ma me la sono persa… e la memoria non tiene. Solo la sensazione mi è ancora chiara almeno per ora!

E allora ci provo, è molto che non uso più nemmeno la penna, e lo faccio proprio ora che la luce è scarsa e non si vede una mazza! Mi fa luce un Barbera D’Alba vuoto con al collo una candela, una di quelle strette e lunghe, di quelle che durano tanto, forse all’infinito, e fanno Luce. Nulla di superfluo ed estetico e fa pure un cacchio di freddo a dirla tutta. D’altronde cosa ti aspetti dal sobborgo di Manhattan?

Mi sarebbe piaciuto sapere cosa ne savrebbe pensato Giuliano di questo posto. Sì, tra i tanti mi è venuto in mente Lui, una persona che ha viaggiato più di me, che ha letto più di me, che ha scattato più di me, scritto e dipinto più di me… una persona più di me! … Read More

Dietro Le Quinte

Ma certo che ci credo ancora, cosa credi? E’ che poi, col tempo, tutto cambia, non che si debba per forza sbiadire anzi a volte col tempo la nebbia si dirada e la luce li colpisce perfettamente quei ricordi e quelle emozioni sbiadite che quasi ti sembra di poterle toccare anche meglio di come hai fatto quando li hai vissuti o eri solo convinto che li stessi vivendo. Sì che ci credo, so bene di non poter vivere senza la consapevolezza che esista. Sarebbe come mettere a repentaglio un’intera esistenza solo perchè il tempo è un gran giocatore di poker e le carte le scopre solo al momento giusto affinchè lui possa vincere. E’ che forse comincio a convincermi che la vita, in verità, non la viviamo nè da protagonisti nè tantomeno da comparse. Forse sbirciamo solo la proiezione di noi stessi da dietro le quinte e a volte ci piace a volte no, a volte vorremo poter correggere quella battuta a volte ce ne compiaciamo ma ormai è in scena e non puoi far altro che osservare gli attori di spalle ed il pubblico in faccia, le loro smorfie, i loro fischi, i loro applausi e le smorfie che … Read More

Vuoto

Te lo raccontai una notte, quasi era l’alba credo, fermi in macchina davanti al cancello di casa tua. Ti parlai del vuoto, di cosa significasse vestirsi di Lui, di come fosse capace di riempirti fino all’inverosimile, di come riuscisse ad impadronirsi di ogni pensiero ed azione, di come gonfiasse gli occhi fino a farli sudare irrimediabilmente. Ma il vuoto non è mai immenso anzi è un bastardo ingordo che chiama a sè altro vuoto ed altro ancora ed altro ed altro ancora e continua gravido a generarne dell’altro, immortale, e si ciba di parole, di sguardi e di odori e pelle viva. Il vuoto è la cosa più ricca che possa esistere, è lo scrigno di quanto di più alto, bello e profondo ci sia in noi!

Colori

Che fatica deve essere stato immaginarli tutti i colori di un paesaggio, delle bandiere o di una foto. C’erano i mondiali dell ’82 quando la TV a colori entrò in casa dei miei e tutta la famiglia si riunì per festeggiare quella vittoria. Per la prima volta nelle nostre vite gli Azzurri erano visibilmente tali. Che fatica dev’essere stata riannusare i ricordi tra le foto di famiglia e scovarne le sfumature nelle cortecce dei pensieri, abiti bianchi e lunghi veli. Che allenamento, però, a non dimenticare il passato, a valorizzare gli attimi del presente!