COPENAGHEN ovvero un paese a misura unica

E’ già passato quasi un mese da quando ho lasciato la Sirenetta… cavolo sembra ieri! Non nascondo che, spesso, ritorno al PC a rivedere le foto scattate in quella magnifica Danimarca che mi ha accolto alla fine del mese scorso!

A causa del benedetto Euro l’arrivo in aereoporto è stato abbastanza traumatico! Non essendo più abituato alle conversioni di valuta e scoprendo che i telefonini moderni hanno tutto, social network, e-mail, internet e perfino la gettoniera per il caffè ma NON UN CONVERTITORE DI VALUTA la prima mezz’ora è andata via nel panico di aver prenotato un appartamento da 3000 euro a settimana, cifra per me impossibile da “prelevare” al bancomat! Risolve tutto l’ufficio del cambio che, donandomi la serenità sperata n cambio di una firma su una ricevuta della carta di credito, mi omaggia dei 570 euro per pagare, in contanti, l’affitto della casa!

Bisognava adesso raggiungere il centro di CPH… la City! Sebbene i danesi parlino tutti, dai vecchietti ai bambini, un eccellente inglese, l’impatto con la cartellonistica danese, piena di disegni strani e totalmente incomprensibile, ci ha rilanciati di nuovo nel panico! Sali, scendi, chiedi aiuto agli sconosciuti e grazie all’estrema cortesia danese siamo riusciti a salire sul treno della DSB che, in un quarto d’ora ci ha portati alla Central Station! Poco prima di arrivare uno striscione sul tetto di un palazzo ci salutava dicento: “OGNUNO E’ LIBERO DI VIVERE LA PROPRIA VITA“. Come inizio non era affatto male!

In stazione abbiamo preso una mappa della città e a piedi ci siamo incamminati verso quella che di lì a poco sarebbe diventata la nostra casa per una settimana! Il peso delle valigie e degli zaini era del tutto sopportabile dal momento che tra Tivoli, l’Hard Rock, cartelloni pubblicitari e l’inconfondibile design danese che straripava da ogni angolo di strada distoglievano ben volentieri l’attenzione dalla fatica che stavamo facendo per trascinare le case su ruote che avevamo con noi. Salta all’occhio subito una cosa: tantissime bandiere danesi sventolavano nel cielo blu sopra di noi, molte di più di quelle viste in Italia per il 150° anniversario della nostra Nazione!

Evitiamo la Stroget per lasciarci il gusto di consumarla più in làe nei giorni a seguire, e proseguiamo dritti, la traversa è quella giusta ed eccolo il citofono del proprietario di casa! Bussiamo, ci apre e saliamo al 4° piano come ci aveva detto di fare Mark. Un omaccione sorridente travestito da idraulico ci accoglie e ci mostra la minuscola casa: bagno camera da letto con tavolo, 2 sedie, televisore e casettiera e annesso angolo cottura! Andava più che bene e poi internet GRATIS… vuoi mettere?!?! Il cielo era vicinissimo alle nostre teste e le nuvole sfrecciavano a velocità assurde… mai viste nuvole così veloci! Chiedo di pagare e Mark alza le due mani più su dell’altezza delle spalle. D’impatto intendo che lui non può accettare soldi. Mark mi parla di Ina, indicandomi il nome corretto sulla targa posta fuori la porta. Capisco che, forse devo cercare Ina per dare direttamente a lei i soldi! Gli chiedo quindi di avere pazienza e mi precipito in strada alla ricerca di Ina. Chiedo addirittura a dei signori che stavano mangiano se conoscessero Ina perchè dovevo darle dei soldi ma nulla di fatto! Risaliamo su e troviamo Mark con una donna sorridente, molto hippy: era Ina, sua moglie! Mark aveva solo tentato di dirmi che, se qualcuno avesse dovuto bussarci al citofono, avrebbe dovuto suonare a Ina e non a Mark come avevamo fatto noi al nostro arrivo! La conferma che, il mio inglese, definito “Inglese Coraggioso” in bassa sassonia, dormiva beato nei ricordi di gioventù scolastica!

IMG_2171Mark e Ina abitavano di fronte a noi. Sulla porta di casa loro c’è appiccicato un leone di carta pesta con la criniera simile ad un girasole, o ad un sole… non so bene definirlo! Fuori la loro porta, come in tutte quelle abitate del palazzo, scarpe, mobili in disuso e perfino un computer, facevano la guardia alla casa! Tutto questo non conferiva un senso di disordine anzi, ne attribuiva un aria libera e senza restrizioni!

La Stroget è stata nostra di lì a poco dal momento che da casa ci volevano non più di 94 secondi per raggiungerla! Negozi, gente e turisti si confondevano in un groviglio di colori e suoni. Di tanto in tanto apparivano sculture di elefanti decorati da artisti e designer locali. Inolre immancabili i carrettini dei Polser, gli hot-dog danesi che, a differenza dei normali hot-dog hanno una forma “sconcia” che potrebbe mettere in imbarazzo! Alzando lo sguardo spuntano qui e là spigoli  di chiese e palazzi storici dalla superba stazza e tenuti fantasticamente e bandiere. Riabbassando lo sguardo, invece, non puoi non notare la mole infinita di biciclette che affollano gli appositi spazi per il parcheggio! Quasi ci si dimentica, a Copenaghen, che esistono anche mezzi a motore! A parte le bici normali sono usatissime le bici “formato famiglia”, corredate, cioè, di un rimorchio cariolet montato sul avanti dove vengono trasportati bambini, adulti o la spesa fatta da Irma o da Netto! Sempre sulla Stroget non si può non notare il meganegozio LEGO, anche perchè la LEGO è danese! All’interno, oltre alle più belle composizioni in mattoncini mai viste prima si noteranno delle intere pareti dove è possibile acquistare i mattoncini a peso! Proprio così: ci sono dei dispenser al muro con mattoncini di ogni tipo, dimensione, forma e colore. Chiunque può munirsi degli appositi secchielli e comprare a proprio piacimento quanti e quali mattoncini vuole! Oltre alla LEGO c’è anche BR, in realtà ce ne sono più di uno solo sullaStroget per non parlare per le stradine parallele. BR è una catena di negozi di giocattoli e la si nota, più che per le vetrine, perchè sono davvero tanti gli shopper BR che gironzolano nelle mani della gente di Copenaghen e dei turisti! Noi che scendevamo di casa di buon ora per goderci al massimo Copenaghen e le sue bellezze abbiamo subito notato quanti padri, al mattino, portavano i figli a scuola con le bici “familiari” di cui parlavo prima! Padri che accompagnano i figli? In bici? Ebbene sì! Copenaghen è piena zeppa di bambini, tutti bellissimi e tutti dall’aria educata e simpatica! Non credo di aver mai sentito, in un’intera settimana, un bambino piangere per capricci o una madre o un padre che inveisse contro qualche bambino! Infatti la prima cosa che si nota è che Copenaghen è una citta a misura di bambino: aree pedonali, piste ciclabili, negozi di giocattoli, parchi attrezzati per giocare e divertirsi, insomma: un paradiso per bambini!

I vecchi, forse perchè in netta minoranza rispetto ai bambini, si travesto invece da ragazzi! Camminano in bici o a piedi, bevono birra, vestono bene e parlano inglese! A differenza delle altre parti del mondo sembrano non essere affatto rincoglioniti anzi: se chiedi ad un vecchietto un’informazione avrai la risposta corretta ed in un inglese comprensibilissimo al 99%! Sui mezzi pubblici ragazzi e bambini cedono il posto ai vecchietti e, nei pub di notte, i vecchietti si confondono con i ragazzi e, complice la possibilità per chiunque di sedersi dove c’è posto, quindi anche ad un tavolo dove si sta festeggiando un compleanno, fanno amicizia con chiunque gli capiti a tiro! Vecchietti che ascoltano, questa è la caratteristica degli anziani di Copeaghen: Indubbiamente una città a misura di vecchietto!

IMG_2747Alle 8 del mattino come alle 18 di sera le strade sono invase dalle biciclette che sfrecciano, sulle piste ciclabili e rispettando i segnali stradali ed i semafori, per andare a lavoro! Donne uomini e ragazzi pedalano sulle strade di Copenaghen per raggiungere o lasciare il posto di lavoro! Alle 18 specialmente è impressionante vedere come le bici riempiono i parcheggi antitanti i locali. Tintinnii di bicchieri e brindisi, risate e Backgammon alla fine di una giornata di lavoro danese! Questo fenomeno è ancora più esaltante a Christiania, la città Hippy più famosa del mondo. Oltre a Pusher Street si resta incantati dinanzi alla convivenza di ceti e genti così apparentemente diverse! In bici arrivano orde di giacche e cravatte che si incontrano con chiodi di pelle e canottiere macchiate di birra. Si siedono e tra un joint ed una birra giocano coi dadi e si raccontano gli accaduti della giornata nell’aria di festa e di musica che contraddistingue Christiania! Se poi è Venerdì e l’ora è tarda non si può non notare come le vie del centro, ogni stradina, ogni più piccola traversa della Stroget sia invasa da gente e bici che ridono e si divertono, rigorosamente con una birra in mano! Nei locali il permesso o il divieto di fumare è deciso dal gestore ed è sancito da un cartello all’ingresso. Ne deriva che è possibile fumare quasi ovunque! Nei locali, come per strada c’è SEMPRE BUONA MUSICA. Non artisti di strada improvvistati ma vere e proprie orchestre Jazz, anche brave per giunta! Al primo raggio di sole li vedi arrivare e montare un palco in 10 minuti. Batteria, contrabbasso, sax e colori e l’aria si riempie subito di note e musica! Per i giovani c’è praticamente tutto, ma questo era cosa nota!

In definitiva Copenaghen è una città per tutti, un paradiso per i più piccoli come per i più adulti, un posto dove si avverte subito che la libertà è un diritto inviolabile, dove la polizia gira in ronda per le strade, di notte come di giorno, ma non si avverte nè la presenza di pericolo nè tantomeno la possibilità di un’invadenza della gente nei propri confronti! La gente è sorridente e riservata, casinista al punto giusto e flessibile mentalmente! A copenaghen c’è sempre un brusio di fondo che si confonde con la musica ma è tangibile il senso di libertà di espressione ed opinione! Il fatto che abbondino le bandiere invita ad un senso di unità ed appartenenza veramente condiviso dalla gente! A Copenaghen ci si sente subito a proprio agio… subito a casa!

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