Lei non sa chi sono io

Distanze, rango, ceto sociale, professione, connotazione politica o religiosa, conto in banca, genealogia o semplicemente il vissuto, sembra incredibile ma la è conoscenza dell’altro a lasciarci cadere, quasi sempre, nella sconcertante scoperta di non conoscere chi si ha di fronte. Più cose sappiamo, più momenti viviamo, più esperienze condividiamo con le persone e più pesante è il fardello che si rischia di dover sopportare quando, all’improvviso, scopriamo che quell’aspetto, quella sfaccettatura, quel neo non lo conoscevamo affatto, ed inatteso, fino ad allora nascosto, ci trafigge da parte a parte come un proiettile rovente.

Non temo delusioni dagli sconosciuti né gesti di cattiveria umana, a differenza invece di chi reputo di conoscere bene. Ed ancora una volta ricordo gli amori estivi, l’amore vero, quelli che fin dall’inizio avevano una data di scadenza certa, che altro non sono che “prove tecniche” degli amori di una notte che finiscono con l’accompagnarti per tutta una vita, embrioni di amicizie consumate in un viaggio di lavoro piuttosto che durante un bagordo di un venerdì qualunque tra il tintinnio del verde scuro di bottiglie che si toccano sotto le stelle. L’ultimo arrivato, l’anima sconosciuta che ti rapisce con gli occhi e con quella spavalda sicurezza che adopera nel mostrarti la nudità della propria mente sarà l’artefice del tuo futuro molto più delle tante maschere che hanno costruito il tuo passato, meteore preziose che non dimenticherai mai più!

A quell’amico, a quell’anima, racconti ed offri tutto, senza filtri né riserve, ti spogli del te che racconti al mondo intero, del pudore e delle paure, della forma e dell’etica e nel più breve tempo possibile non restano che le reciproche carni e le parole sono gli ori del migliore oratore di cui ne ascolti il luccichio in ogni racconto, anche quello più banale. Dagli sconosciuti non hai da temere nulla: a breve saranno di nuovo sconosciuti, probabilmente non li rivedrai mai più e neppure incontrerai congiunzioni che potrebbero legarti a quanto di materiale quell’anima rappresenta in quel momento. Eppure quell’anima, sì proprio lei, non sa chi sono io, non conosce veramente il mio passato, le mie storie e cosa e quali circostanze mi abbiano portato ad essere ciò che sono nel modo in cui sono. Ma quell’anima, sì proprio lei, sa cosa veramente sono, forse lei, sì proprio lei, in così poco tempo, ha avuto di me tutto ciò che è vero, tutto il raccolto di ciò che non sa e che forse a ragion veduta ignora, perché il passato non si può cambiare, forse si può reinterpretare ma non si può modificare. Il futuro, invece, quello è tutto da costruire ed in esso il passato metterà solo un subdolo zampino influenzando la mente con un’analisi dei ricordi e quell’anima, sì proprio lei, che presto apparterrà anche lei al passato, avrà l’arduo compito di di fare da setaccio al disfattismo ed ai fallimenti perché, sebbene lei non abbia mai saputo chi fossi realmente non ha mai smesso d’amarmi per tutta la notte in cui è esistita. E quella notte, quelle poche notti, sono state le uniche notti vere della mia vita.

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