Maggiore Età

Sono passati 18 anni dalla mia “prima volta”, la prima volta che ho conosciuto me stesso, la prima volta che ho visto il grano, la mia prima volta in cui ho capito che l’impossibile poteva esistere addirittura con sembianze umane e che l’uomo poteva non essere il distruttore di cui tutti parlano, la prima volta in cui ci si sente “parte el Tutto”, la prima volta in cui il Tutto ha avuto forma e profumo, massa volume ed energia pur non essendo esattamente materia.

Solo da maggiorenne ho potuto, per troppo poco tempo, tenerti accanto tra le mie radici genetiche, cercando di farti toccare con mano il mio presente quotidiano, il passato che mi ha portato fin lì e la mia speranza nel futuro riposta a sud. “Ti trovo meno sognatore di un tempo” mi hai detto sorseggiando sangria. Come darti torto, caro Tonino, come contraddirti o tentare di raggirare la verità proprio a te che della Natura umana ne incarni l’essenza? Il fatto è che a volte non basta sapere che esistono persone speciali, uniche ed assolute come te. Ne ho incontrate altre sai? No, non cado in contraddizione con l’ “unico” perchè conosco bene, l’ho fatto mio, il Read More

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Amico Skaar

Non è perchè te lo avevo promesso ma perchè sentivo di doverlo fare, un’impellenza, un inchino al mio senso di Giustizia!

Labyrinth

13

11\09\2015 (le hai messe inclinate così le astine!)

Al mio amico Domenico,

perchè nella vita non conta quante volte si

cade, l’importante è

sapersi rialzare.

Antonio Lanzetta

Domani il Salone del Libro di Torino sarà finito da 10 giorni. Tu e Ross, come ogni sacrosanto anno, vi siete recati lì nel vostro pellegrinaggio fatto di profumo di carta e di parole, non solo quelle scritte, perchè lì dentro, come in una grande mostra d’Arte, che poi non differisce affatto di tanto, anche le parole pronunciate hanno un profumo diverso, un profumo di congiuntivi azzeccati, il suono delle note a piè pagina ed il calore delle fonti relegate nel retro delle copertine.

Ci sono stato una sola volta mentre ero in leva, allora ancora obbligatoria, a Candiolo (TO). Comprai un libro che ancora leggo: “Il Pensiero Anarchico”, abbastanza un controsenso ma non lo è credimi! Conservo ancora lo scontrino e già all’epoca andai lì da solo, come faccio spesso anche oggi a concerti o altri happening, dopo vent’anni, quando ho la certezza di non essere solo, di Read More

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Lei non sa chi sono io

Distanze, rango, ceto sociale, professione, connotazione politica o religiosa, conto in banca, genealogia o semplicemente il vissuto, sembra incredibile ma la è conoscenza dell’altro a lasciarci cadere, quasi sempre, nella sconcertante scoperta di non conoscere chi si ha di fronte. Più cose sappiamo, più momenti viviamo, più esperienze condividiamo con le persone e più pesante è il fardello che si rischia di dover sopportare quando, all’improvviso, scopriamo che quell’aspetto, quella sfaccettatura, quel neo non lo conoscevamo affatto, ed inatteso, fino ad allora nascosto, ci trafigge da parte a parte come un proiettile rovente.

Non temo delusioni dagli sconosciuti né gesti di cattiveria umana, a differenza invece di chi reputo di conoscere bene. Ed ancora una volta ricordo gli amori estivi, l’amore vero, quelli che fin dall’inizio avevano una data di scadenza certa, che altro non sono che “prove tecniche” degli amori di una notte che finiscono con l’accompagnarti per tutta una vita, embrioni di amicizie consumate in un viaggio di lavoro piuttosto che durante un bagordo di un venerdì qualunque tra il tintinnio del verde scuro di bottiglie che si toccano sotto le stelle. L’ultimo arrivato, l’anima sconosciuta che ti rapisce con gli occhi e con quella spavalda sicurezza che Read More

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Za Mir Umniza

E’ finita anche questa, l’apparentemente più fredda delle esperienze che mi potesse capitare, catapultato a migliaia di chilometri di distanza, nella fredda ed impenetrabile #grandemadrerussia! Esistere e resistere ai -32° non sarà certo cosa da tutti, specie considerando il mio nativo habitat, rinunciare alla dieta mediterranea per cedere il posto a litri e litri di Vodka, mai bevuta prima tra l’altro, accompagnata da cucchiaiate di strane zuppe, camminare a piè pari tra le strade di Vyksa trasformate in un’unica pista di pattinaggio sul ghiaccio a cielo aperto. Apocalittica come visione eppure in parte veritiera questa tela così dipinta, di colori assoluti, bianchi, candidi, trasparenze dell’argento nel vetro delle bottiglie.

Ma col passare del tempo ci si abitua a tutto, perfino al clima. Ci si abitua all’assenza di luce quando, alle 8:00 del mattino l’autobus sgangherato ci prelevava tutti per portarci al Kontrol Punkt N°9 dell’acciaieria. Ci si abitua all’usanza di non salutare e non sorridere, appare normale, dopo mesi, vedere le giovanissime mamme spingere le carrozzine multiposto che al posto delle rotelle hanno delle specie di sci, dentro al mercato all’aperto della Domenica.

Col tempo tutto appare distante e normale, come normale può essere tirare fuori l’agenda con gli appunti Read More

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DOVE IL TEMPO NON SMETTE DI SCORRERE

Tralasciando teorie ben più blasonate delle mie, assimilo il tempo ad una retta: non ha inizio e non avrà fine, se non per noi qualora lo circoscrivessimo alla nostra sola esistenza, una nullità a pensarla in confronto all’Universo! Felicemente vivo periodi in piccole realtà di paese, di quelle fatte da tradizioni contadine, in piccoli borghi di provincia spesso infernali da raggiungere, senza illuminazione pubblica e distanti ettari ed ettari di campagna dalla “città”. Sono quei gioiellini che si vedono, a volte, dalle autostrade o dalle strade statali, arroccati su colline che di sera sembrano assomigliare tutti a presepi della migliore tradizione cinquecentesca napoletana. Visitandoli poi da vicino ci si accorge spesso che non era solo un’apparenza dettata dalla lontana prospettiva: sono proprio così! Non solo per l’urbanistica scarna e spesso poco curata, fatta di portoni in pietra antichi riempiti con legno pitturato di verde scuro che parla del tempo e stradine ciottolate su cui ad ogni passo si respira l’aria dei contadini che all’imbrunire sembrano essere passati esattamente da lì.

L’aria che si respira è quella della notte di Betlemme, non che l’abbia mai respirata, ma la povertà del centro fa a cazzotti con la ricchezza umana, proprio come quella … Read More

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Amicizia: Participio passato del verbo Amare

Ripenso spesso ai temi della scuola, a quando l’Amicizia aveva la a maiuscola e per loro avrei fatto tutto, ma proprio tutto… e lo dico quasi in senso biblico! Eravamo un bel gruppo, noi del Palazzetto! Certo mi sono sempre diviso tra cuore e mente facendo spola con gli ambienti universitari della mia Napoli ma con loro vivevo la luce e la quotidianità dell’essere di provincia. La vita poi fa sì che tutto questo diventi ricordo e storia ed a rileggerla oggi i contrasti si affievoliscono e tutto mi appare più dolce e poetico. Da qualche parte Peppe dovrebbe avere ancora un foglio scritto a macchina in un pomeriggio a casa dei suoi genitori, dove ci prendevamo tutti in giro coi nostri nomignoli e le nostre paranoie reciproche. Qualche decennio fa lo rileggemmo insieme e ridemmo tanto, e pareva già preistoria. Oggi il pensiero di quello scritto fa librare la mente e mi fa volare ai tempi in cui avevamo usato una macchina da scrivere per metter giù noi stessi ed il nostro essere, nero su bianco.

Erano i tempi della vespa e delle orde alle feste improvvisate, quando il passaparola ci portava ad occupare le case di sconosciuti, feste … Read More

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Un’Isola Nel Cuore

Corfù – GRECIA

Una roccia tutto sommato piccola nella nazione che più di ogni altra, oggi, è sotto i riflettori del mondo, emblema di come NON CI SI COMPORTA!

C’è qualcosa che non quadra… qualcosa è fuori fuoco!

Ho visto un gruppetto di anime che a stento si conoscevano, salpare di notte da Brindisi alla volta dell’isola greca su cui contrastanti opinioni avevano cominciato a realizzare preconcetti ed opinioni saldamente fondate sulla totale ignoranza!

La musica degli otturatori ed il suono del mare, onda dopo onda, hanno amalgamato gli ingredienti che ogni persona aveva contribuito a portare sull’arca. Un pizzico di sonno, decoro quanto basta, sorrisi a piacimento ed un’abbondante dose di voglia di scoprire e di scoprirsi UMANI.

Un adone greco già visto altrove accoglie il gruppo al porto e li accompagna in un divino Eden fiorito, calmo e dagli echi caldi ed amorevoli. In quel giardino l’alba avrebbe colto e rapito il gruppetto l’indomani, lasciandoli librare, guidati dal vento e dalle emozioni, verso la più recondita anima della divina dea Isola. Per ogni curva uno scorcio, nulla potevano alberi e foglie, non era possibile, in alcun modo, offuscare o coprire il Paradiso, i suoi colori e le sue … Read More

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Deliri Di Onnipotenza

Ogni volta che mi sono autoconvinto a cambiare opinione su cose e persone, ahimè,  ho sempre dovuto ricredermi!

Quando ho deciso di voler riempire il vuoto di chi mi appariva vuoto ho scoperto che VUOTO poteva essere ancora parte del tutto rispetto al NULLA!

Quando ho voluto credere che l’alone degli orrori xenofobi erano ormai superati ed appartenessero alle generazioni in bianco e nero ho scoperto che, invece, si alimentavano nelle cromìe del terzo millennio ancora più cattivi e subdoli di come si erano manifestati nella storia del passato più prossimo.

Mammiferi, siamo solo dei mammiferi, con l’istinto alla base ed il raziocinio a corteccia di esso.

Quando prevale il primo difficilmente commettiamo errori. Li possiamo commettere nella forma e nell’esuberanza delle manifestazioni di sensazioni ed emozioni che pervadono i sensi ed il corpo, i movimenti e le azioni disgiunte di ghiandole ed arti ma sono il nucleo di ciò che percepiamo e pertanto appartengono al nostro senso del GIUSTO, se per giusto si va ad intendere il carattere che portiamo dentro.

Quando prevale il secondo, invece, mitighiamo ed artificiamo noi stessi nella proiezione del GIUSTO COMUNE, in un asintodo verso cui lasciar tendere le azioni contraddistinte dal volere di … Read More

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Bisogno di Oppido

E’ un po’ che non ci vado nel mio amato borgo lucano ma non posso fare a meno di ripensare allo stato d’animo che mi ha sempre accompagnato nelle prime curve che da Oppido portano verso Cancellara, quell’Oceano di emozioni che accalorano la mia mente ed il mio cuore ogni volta che mi lascio alle spalle il velodromo!

Tra i ciottoli dei suoi vicoli, tra i sorrisi della gente e le sfumature dei loro coloriti dialetti, tra i sacchi di “sfarinato” ed il tintinnio dei bicchieri ricolmi di Aglianico ho lasciato gran parte della mia nobiltà. L’ho volutamente nascosta in quel paesino fantasma a ridosso del “mondo”, dove sono certo di poterla ritrovare intatta, forse addirittura arricchita dalle persone che so per certo me l’hanno curata ogni giorno come parte del proprio essere.

Ho bisogno di guardare negli occhi Giuliano ed ascoltando le sue finte profezie perdermi in quelli che sono i desideri degli istinti più reconditi di ogni Uomo. Giulio è uno dei pochi che non ha paura di parlare dell’Amore. Lo fa sorridendo, come ogni cosa che fa.

Ho bisogno di andare al Bar Italia da Rocco e la sua equipe di discepoli, dal Traditore alla Pia Vittoria Read More

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Due ore in compagnia di me

Saranno state le calorie degli ultimi giorni, sarà stata la polvere da sparo di ieri sera o la frutta secca a fiumi ma stasera avevo proprio voglia di starmene in compagnia di me! Era da tanto tempo che lo desideravo e la ventosa serata mi sembrava l’ideale per incontrarmi col mio vecchio amico che troppo spesso avevo abbandonato per dare precedenza al lavoro!

Ci siamo messi sul divano e sulle pareti le ombre delle lci dell’albero di natale scandivano i battiti delle nostre ciglia. Una tazza di cherry fatto dalla mia amata madre ed un sigaro cubano che mi era stato regalato qualche mese fa da un docente universitario. Fuori dal balcone qualche goccia di pioggia si univa al vento e bussava alla finestra, alcune spiavano la nostra intimità, altre piangevano implorando di farci compagnia. Ma stasera NO! Questa sera era dedicata al “me” che da tempo aspettava di essere ascoltato!

Un sorso della divina bevanda, cinque o forse sei tirate di quelle forti con le labbra solidamente attaccate alla foglia ti tabacco più estrema del sigaro, e l’impenetrabile fumo di un bianco nuvola crea la barriera col mondo. Ero da solo con “me”… finalmente! Democraticamente abbiamo scelto un film Read More

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