Sottovuoto

Era ora, sì, Maggio è quasi finito ed io al mattino mi svegliavo ancora con le piume d’oca del piumone invernale attaccate al pigiama, quello che trasformava il ticchettìo della pioggia in carezze sul collo, quello che dello spiffero ne faceva alito. Troppo tardi, non era più possibile andae avanti così! Lo stesso nell’armadio: maglie pesanti, pesantissime, di quelle che avevano ascoltato musica a palla in posti chiusi e fumosi, felpe e cappucci che hanno baciato pioggia, lenzuola e sedili d’auto fino all’alba!

Troppo tardi! Sebbene a malincuore è arrivato il momento di cambiare stagione intorno, cambiarla per sempre, per un sempre che dura poco, ma che è pur sempre un sempre!

Mi affido così a quell’invenzione diabolica dei sacchi sottovuoto, oggetti dotati di vita, anaerobici ma con un cuore, oggetti di cui fidarsi insomma, a cui affidiamo i ricordi delle stagioni riducendoli all’osso, togliendogli l’aria, l’ossigeno, il respiro. A me capita così, che ogni oggetto e ancora di più un indumento, si leghi, quasi sempre, a storie, momenti, foto ed istanti, un testimone fedele e silenzioso che al contatto con la pelle ti sussurra ciò che ha visto per tenerti sveglio, non come l’ultima volta che lo hai tenuto Read More

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

ti scrivo ora, nella sera soave di quest’estate che deve ancora finire qui al Sud dello Stivale, dove trovi sempre traffico e devi parcheggiare la slitta sempre in seconda fila… che poi mi sono sempre chiesto perchè da me venivi in slitta? Qui non c’è mai la neve!

Ti scrivo oggi perchè Dicembre potrebbe essere troppo tardi, i profughi potrebbero essere già stati tutti ammazzati in casa loro e quindi tale termine potrebbe essere caduto in disuso.

Ti scrivo oggi perchè oggi siamo tutti tennisti grazie alle due italiane in finale all’US Open. In realtà lo eravamo anche ieri ma lo abbiamo palesato oggi perchè ieri era L’UNDICI SETTEMBRE e noi italiani rispettiamo i lutti altrui quando si tratta di chi ci compra in dollari!

Ti scrivo oggi perchè tra un po’ il popolo di vacanzieri ritornerà ad essere acido ed incazzato, svanirà la spensieratezza del dolce far niente e cominceranno a chiederti di tutto.

Ti scrivo oggi perchè tanto lo so che lì da te, al polo Nord, anche i leghisti sono terroni ma noi di più e quindi dovrai mettere le letterine in ordine di latitudine.

Ti scrivo oggi non per chiederti il perchè della Read More

Amico Skaar

Non è perchè te lo avevo promesso ma perchè sentivo di doverlo fare, un’impellenza, un inchino al mio senso di Giustizia!

Labyrinth

13

11\09\2015 (le hai messe inclinate così le astine!)

Al mio amico Domenico,

perchè nella vita non conta quante volte si

cade, l’importante è

sapersi rialzare.

Antonio Lanzetta

Domani il Salone del Libro di Torino sarà finito da 10 giorni. Tu e Ross, come ogni sacrosanto anno, vi siete recati lì nel vostro pellegrinaggio fatto di profumo di carta e di parole, non solo quelle scritte, perchè lì dentro, come in una grande mostra d’Arte, che poi non differisce affatto di tanto, anche le parole pronunciate hanno un profumo diverso, un profumo di congiuntivi azzeccati, il suono delle note a piè pagina ed il calore delle fonti relegate nel retro delle copertine.

Ci sono stato una sola volta mentre ero in leva, allora ancora obbligatoria, a Candiolo (TO). Comprai un libro che ancora leggo: “Il Pensiero Anarchico”, abbastanza un controsenso ma non lo è credimi! Conservo ancora lo scontrino e già all’epoca andai lì da solo, come faccio spesso anche oggi a concerti o altri happening, dopo vent’anni, quando ho la certezza di non essere solo, di Read More

Di Mattoncini Colorati

Dovremmo porre più attenzione ai giochi dei “piccoli uomini”, al modo in cui loro costruiscono il futuro immediato nei loro ripetuti giochi. Creano le loro vite e le disfano istante per istante, legando tra loro pezzi e colori apparentemente incompatibili eppure prendono vita continuamente oggetti, storie, forme e figure del tutto reali.

Di mattoncini colorati ne è pieno il mondo e non c’è regola che ne detti il corretto montaggio! A Copenaghen, nei negozi di giocattoli, i mattoncini si comprano a peso e questa cosa m’ha sempre affascinato tantissimo. Sì perché più ce ne sono di mattoncini, più tempo si impiega ad utilizzarli tutti e più gusto c’è a disfarli per ricomporli in una sequenza nuova, nuovi abbinamenti, nuove scoperte, un nuovo gioco… un nuovo mondo.

Di mattoncini colorati ne è pieno il mondo, è di essi che ne è composto, tutti mattoncini in un disordinato disegno fantastico, un gioco chiamato Vita. Muri, castelli, oceani, macchine, aerei, treni, palafitte che montiamo e disfiamo continuamente ad ogni nostra scelta! Se avremo la lucidità di legare i mattoncini colorati come ci insegnano i bambini allora sarà un gioco bellissimo anche disfarli millemila volte ed anche gli abbinamenti tra i colori più improbabili Read More

Illuminissimo

E’ da un po’ troppo tempo che si cerca di madare indietro l’orologio: ebbasta! Ritorno alle origini, riscoperta degli antichi sapori, riabbracciare la Terra, rinnegando fermamente il nuovo, la tecnologia ed il progresso, una lotta a spada tratta contro il presente e l’inevitabile futuro. Maledetti robot che respirano ossidi e polveri pesanti al posto degli uomini, maledetti cellulari, questi due o tre che ci portiamo dietro, maledetto internet su cui passiamo nottate intere, maledetto progresso.

E allora penso al diffuso desiderio di ritornare alle origini, quando l’acqua era pura e la Terra era intatta, quando non esistevano cancri e si moriva a quarant’anni perchè non si potevano conservare bene i cibi e le condizioni igieniche erano da schifo ed avrebbero fatto rabbrividire un topo. E allora mi balena l’idea che forse la salvezza potrebbe non esistere nel “recupero del Pianeta”, nel volerlo preservare dall’irrispettosità umana, forse più che impegnarsi nell’immane sforzo di voler riportare indietro le lancette del tempo sarebbe il caso di portare avanti l’Uomo, renderlo immune dai propri “sbagli”. Modifichiamo l’Uomo, rendiamolo capace di cibarsi di rifiuti e radioattività, tentiamo di renderlo anaerobico e fanculo l’Ozono e l’Ossigeno. Modifichiamoci! Le grandi menti si spingessero oltre, investire in ricerca … Read More

D’altra parte

Mi è sempre piaciuto pensare che quello che viviamo, quello che ci si presenta davanti, non sia per caso, e non mi riferisco al Tutto, al fato o a chissà quale altra umanamente inspiegabile fonte. Ho sempre creduto che uomini come me si celassero dietro le quinte del mondo, operose figure dedite al rispetto di un copione già scritto da un autore eccellente. Questi compongono e disfano scenografie, ingaggiano e collocano attori e comparse disseminandoli perfettamente nello spazio vasto che forse attraversiamo durante la nostra vita la quale è a sua volta tassello di un copione a noi sconosciuto e così ci ritroviamo, a nostra insaputa, ad essere protagonisti e comparse di una storia che non abbiamo nè scelto nè mai letto. Il Vesuvio, qui dietro di me, forse non è altro che una enorme installazione mobile creata per addurre quel senso di fatalità alle migliaia di personaggi che per gran parte della giornata vi recitano sotto la sua ombra. Ma quando gli occhi si girano dall’altra parte esso scompare per cedere il posto ad un deserto o magari ad una metropoli futurista abitata da esseri alati.

Difatti crediamo quasi esclusivamente a ciò che vediamo ed a ciò che ci … Read More

Mediatori

Era quasi mattino quando rientrammo a casa ed ancora parlavamo infervorati sul da farsi, su come cambiarlo quel mondo che girava al contrario. Proprio non voleva capire quali nobili passioni muovevano idee e spiriti sotto la luce della luna e tra i profumi del vino. Ci sarebbe stato tanto da fare, da lavorare sodo, affinchè i voleri comuni si realizzassero e prendesse così forma quella lancia solidale che si sarebbe irta al cielo, baluardo di chi come noi avrebbe continuato a vivere di sogni e di consapevolezza delle proprie radici. Ma la rabbia affiorava spesso tra i nostri doscorsi innaffiati da limoncello, nocino e liquori autoprodotti. “La società gradisce le apparenze” e se fossero state unite alla sostanza la formula sarebbe stata vincente. Un mazzetto di prezzemolo o di rosmarino, raccolto con decorosa umiltà, se abbellito da rafia e nastri, da fili di canapa e cotone, avrebbè sì perso la propria identità nostrana ma avrebbe attirato di certo un’attenzione particolare di chi oltre al prodotto desidera l’estetismo in tutto! Era arrivato il momento di vestire la terra ed i suoi frutti con l’abito da sera che il contadino non era stato fino ad allora capace di cucire. C’era bisogno del … Read More