A braccia conserte

Parodie del presente, zavorre del tempo quegli sguardi che si ha la fortuna di incontrare sulle panchine soleggiate nel parco, occhi persi nel vuoto che ripercorrono un’infinità di attimi ed episodi con una voglia matta di raccontarli tutti, uno per uno. Ma la memoria cede e gli eventi non si legano nell’ordine temporale esatto e tutto appare come una storia da cartone animato in cui goffi personaggi dalle fattezze improbabili si muovono e rimbalzano tra albe e tramonti della giovinezza andata.

Quando la domenica andiamo ad assistere alla mostra di ritratto me li racconti sempre tutti, sempre allo stesso modo, sempre con la stessa incomprensibile confusione che forse deve servire a depistarmi affinchè io ti degni della stessa attenzione ogni volta, per poi finire a non capire mai cosa sia realmente successo a quei due ragazzini che ci rimisero le vita mentre, andando a lavorare nei campi, che furono sotterrati dal terreno dello scavo che stavano facendo “i grandi”. E per ogni tre passi un ricordo ed un albero genealogico che sai benissimo non potrò mai ricostruire, con la nostalgia e forse anche la paura di chi può ancora raccontarle certe cose, storie di coetanei, di ragazzi più giovani di … Read More

Mediatori

Era quasi mattino quando rientrammo a casa ed ancora parlavamo infervorati sul da farsi, su come cambiarlo quel mondo che girava al contrario. Proprio non voleva capire quali nobili passioni muovevano idee e spiriti sotto la luce della luna e tra i profumi del vino. Ci sarebbe stato tanto da fare, da lavorare sodo, affinchè i voleri comuni si realizzassero e prendesse così forma quella lancia solidale che si sarebbe irta al cielo, baluardo di chi come noi avrebbe continuato a vivere di sogni e di consapevolezza delle proprie radici. Ma la rabbia affiorava spesso tra i nostri doscorsi innaffiati da limoncello, nocino e liquori autoprodotti. “La società gradisce le apparenze” e se fossero state unite alla sostanza la formula sarebbe stata vincente. Un mazzetto di prezzemolo o di rosmarino, raccolto con decorosa umiltà, se abbellito da rafia e nastri, da fili di canapa e cotone, avrebbè sì perso la propria identità nostrana ma avrebbe attirato di certo un’attenzione particolare di chi oltre al prodotto desidera l’estetismo in tutto! Era arrivato il momento di vestire la terra ed i suoi frutti con l’abito da sera che il contadino non era stato fino ad allora capace di cucire. C’era bisogno del … Read More

Tesekkürler

I viaggi a volte iniziano contro ogni volere. Spesso sono gli obblighi a dettare le rotte primo tra tutti, forse, il lavoro. E’ il lavoro che mi ha traghettato fino a qui, il profondo sud della Turchia, quasi come a ribadire che sono e resterò per sempre un meridionale del mondo! L’inizio di questo 2013 ha deciso che io dovessi approdare in terra turca e restarci per oltre 4 mesi. La Turchia sconosciuta ad un salto dalla Siria. Una Turchia vera e cruda dove non c’è turismo ed il tempo sembra si sia fermato al nostro immediato dopoguerra. Il viaggio per raggiungere Dortyol credo resterà indimeticabile, come presumo lo sarà l’intera esperienza nel regno di Ataturk. L’Autista che mi attendeva all’aereoporto parlava solo turco ma, a gesti, mi concesse di fumare in macchina durante il viaggio. Sfrecciava a 180 km/h su un’autostrada deserta che, a tratti, si vede attraversare da pedoni e nello stereo metteva musica a palla da discoteca… molto più occidentale di quella che in seguito ho ascoltato in taksi, furgoncini ed automobili varie! In assetto da corsa avrà percorso i 100 km di distanza dall’aereoporto di Adana fino a Dortyol con i fari abbaglianti accesi fissi  fino … Read More

Giostra Infame!

Altro che Buoni Propositi, Postit e memorandum: NULLA DI TUTTO CIO’! Mi sono riletto, ho solcato i pixel anneriti quando ero ebbro di una convalescenza devastante che mi ha fatto lasciare sul campo 10 dei chili ostinatamente conquistati in 30 anni di pessima alimentazione! Gli scatoloni coi mobili giacciono ancora nel corridoio… anzi si è aggiunta una cassettiera sgangherata da buttare.

Ormai perfino BUTTARE mi è diventato difficile: bisognerebbe telefonare per richiedere il ritiro dei Rifiuti Ingombranti nel giorno prestabilito (Sabato!). Troppo tempo che non posseggo! Inoltre dovrei quindi chiamare gli stessi che ieri notte non hanno ritirato la Plastica sotto casa, la Plastica pulita, selezionata, sterilizzata con acqua calda affinchè non potesse essere assimilata all’indifferenziato! Un sacchetto di plastica che, volendo quantificare il costo dell’acqua, del gas per riscaldare l’acqua e del tempo per pulirla quasi reputo uno spreco ed un peccato doverla proprio buttare…. quand’è che riusciremo a mangiare “apertamente” la Plastica? Stamane il sacchetto giaceva intatto fuori al portone del palazzo, sacchetto trasparente con contenuti più o meno altrettanto trasparenti: cose da pazzi! Da chiedersi ancora una volta perchè certa gente non viene buttata fuori dai propri posti di lavoro a calci, e con loro anche Read More

Buoni Propositi

Beh, questo più che un Post sarebbe da considerarsi un Post-It! Fin dai primi fuochi del nuovo anno non ho fatto che pensare a quanto, quello trascorso, fosse stato un anno di merda, e di conseguenza quali potevano essere i Buoni Propositi per l’anno che nasceva sotto una tempesta pirotecnica, tipica per le mie parti! Complice il mio labile stato di salute devo dire che, quasi saggiamente, seppur sotto l’effetto di “visioni allucinogene” di panettone, vino, castagne, roccocò e mustacciuoli, in primis mi sono proposto di mantenere a bada l’espansione della circonferenza addominale: una settimana di digiuno in opsedale sommata all’alimentazione insana di brodaglie e frutta cotta, hanno permesso lo smaltimento di quasi 10 kg! Restare sotto gli “ottanta” è il primo buon proposito per il nuovo anno!

L’aver abbandonato, ma mai del tutto, il lavoro per ben tre settimane, che avrei preferito fossero state di ferie anzichè di malattia, mi ha fatto riscoprire l’ormai perduto piacere di stare in casa, oziare e, in molti casi, sclerare per la totale assenza di obblighi da assolvere! Trascorrere più tempo con me stesso, con le persone a me care, che ho scoperto essere abbastanza poche e per giunta molte di esse troppo Read More

LA CRISI

E’ Luglio e fa un caldo boia… anche se s’era visto di peggio! Ma d’altronde è pure normale: è Estate. Un’estate come le ultime quattro o cinque, un’estate in cui l’argomento più gettonato è LA CRISI! La maledetta crisi globale che ha attanagliato l’intero mondo e le finanze di tutti quelli che devono a tutti i costi sbarcare il lunario, con famiglie da mantenere ed un oceano di problami da dover fronteggiare, combattere e risolvere. Poveri loro! Io sono uno dei fortunati che non ha risentito di questa CRISI: niente cassa integrazione, niente mobilità, lo stipendio è arrivato regolarmente… o quasi… ma è sempre arrivato, la banca ha potuto prelevare la rata dal mutuo, a seguito dell’incidente l’assicurazione mi ha risarcito e la finanziaria ha potuto prelevare la rata della nuova macchina: Donna!

Insomma per me LA CRISI non c’è stata ed è per questo che DEVO ritenermi fortunato! Molti dei miei colleghi hanno passato notti insonni a causa del proprio lavoro che veniva messo a repentaglio ogni giorno. Proprio l’altro giorno uno di quelli mi ha telefonato per raccontarmi di come fosse stata dura affrontare le tre settimane di cassa integrazione al mese e riuscire ad arrivare a fine Read More

Caro Cantiere SA-RC

Dopo un risveglio mai uguale a quello del giorno prima, e dopo i due Star Gate da corrompere con una tessera a scalare si comincia a respirare aria di libertà! E’ quell’aria che in molti, quì in Italia, sognano per un anno intero ma che odiano dopo solo 5 minuti… che corrispondono a circa 100 calci alla frizione della propria automobile, tirata a lucido per la traversata che da decenni si ripete d’estate.Oggetto sconosciuto

Sto parlando della Salerno – Reggio Calabria, una delle poche cose GRATUITE che ci sono nel nostro Paese ma che invece, come quasi tutto il resto delle cose, NON FUNZIONA! Ogni mattina, in tempi non sospetti, molti individui, forse per nostalgia o forse solo per guadagnarsi da vivere, percorrono la SARC, vivendo così un’avventura surreale e nello stesso tempo avvincente.

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