Vorrei la pelle nera – 1967

Era Nino Ferrer il profeta che aveva già previsto tutto… e forse per questo, oltre che per la morte della madre, che si sparò al cuore in un campo di grano della campagna francese (Corriere Della Sera). Forse lui aveva già capito che un giorno il SUD del mondo si sarebbe assottigliato, aveva inteso già negli anni ’60 che l’equatore, prima o poi, si sarebbe spostato un po’ più a Nord, sempre più a Nord, fino a scavalcare il regno che fu dei Borboni. Oggi Napoli, e la Campania tutta, è Ufficialmente il sud del mondo.

Avete presente quel SUD che ci propone di tanto in tanto Licia Colò nel suo “Alle Falde Del KI CI MANGIAMO”? Bene, proprio Quel Sud! Sole splendente, mare azzurro (se visto da lontano) e cucina divina. Il luogo perfetto per trascorrere attimi di indimenticabile FOLLIA!

Non so se sulle guide Lonely Platet esiste un itinerario come quello che proporrei io… ma voglio proprio consigliarvelo… d’altronde è la mia MATA TERRA!

Vi consiglio vivamente divenire a trascorrere qualche giorno al SUD per lasciare che il vostro animo si immerga nei colori, profumi e sapori intrisi di storia natura e folklore della miaterra, la stessa che riuscì a strappare un Re (quello spagnolo) dalle radici della propria terra e fargli preferire Napoli come dimora fissa della sua Famiglia.

Arrivati a Napoli potrete crogiolarvi in un groviglio di auto, motorini, clacson ed ambulanti che ritmicamente scandiranno i vostri passi per tutta la vostra permanenza. Noterete sicuramente che ogni veicolo e/o bancarella varà qualcosa di arrangiato alla menopeggio, qualche graffio, bottarella, buco o pezzo di nastro da imballaggio appicicato. A Napoli è davvero difficile morire per incidente mortale: il costante traffico impedisce di superare i 40 km/h ma in compenso è facilissimo conoscere gente diversa ogni 10 km percorsi grazie ai microtamponamenti che favoriscono le relazioni interpersonali.

A differenza delle altre città europee non vi consiglio di viaggiare coi mezzi pubblici: a Napoli NON ESISTE IL PUBBLICO e quindi manco i mezzi pubblici o se esistono non vi permettono di programmare alcunchè in quanto il tempo, a Napoli, non è altro che un ornamento estetico apposto sui quadranti di chi ha (ancora) l’orologio e pertanto treni, autobus e metro sono unicamente un centro di costo (e di guadagno) per chi gestisce le Società addette. Non esistono orari nè tabelle che vi consentiranno di programmare il vostro viaggio quindi lasciate perdere!  Mettetevi l’animo in pace, noleggiate una macchina, possibilmente piccola, brutta e magari anche un po’ scassata: eviterete così che vi venga subito attribuito il “dispregiativo” di turista. ebbene sì, a Napoli “turista” è un dispregiativo, non perchè i napoletani non si fidino dei turisti ma perchè chi governa e chi governa Napoli non fa nulla affinchè la città possa accogliere degnamente il turista. Ecco allora che il napoletano tenta di dissuadere il turista dalla visione di quello che questo itinerario vuole proporre. Ma voi no demordete: c’è tanto da vedere a Napoli!

Se siete arrivati in aereo non potete perdervi una visita al quartiere de Le Vele di Secondigliano, una struttura di alta architettura moderna che susciterà in voi molteplici sensazioni. Noterete quì un quartiere affollato di tossici e spacciatori che noteranno subito la vostra diversità e tenteranno o di vendervi qualcosa di togliervi dalle scatole: STANNO LAVORANDO! Ma non preoccupatevi non correrete il rischio di trovarvi nel mezzo di una sparatoria o bliz di fuoco: in realtà vi trovate in un grande centro commerciale della droga e delle armi. L’unica differenza è che non si fanno gli scontrini. Prima che mi dimentichi: lo scontrino non si fa da nerssuna parte… nè tantomeno le fatture o altri documenti a cui siete abituati. Non preoccupatevi neppure se non vedete esposti i prezzi nei bar… voi siete turisti e quindi pagherete il doppio del dovuto perchè chi governa ha voluto che l’esercente napoletano pensasse che TURISTA=$$$$$$$.

Scappando via dalle Vele potrete percorrere in circa 2 ore e mezzo i 3 km che vi separano dal borgo di S. Lucia o dalle 13 discese di S. Antonio, dove potrete ammirare il Golfo di Napoli in tutto il suo splendore. Comincerete a capire che Napoli è davvero un paradiso… se visto da lontano!

Durante la vostra permanenza non potete esimervi dal fare un salto sulle costiere campane: quella Amalfitana e quella Sorrentina. Lì, come in tutta la Campania potrete godere di scorci magnifici a strapiombo su un mare blu/grigio/marrone/giallo a seconda dei giorni e delle stagioni e di ciò che viene scaricato abusivamente in mare e di una cucina che vi lascerà senza fiato, dai profumi e dai sapori magnifici. Tralasciando il fatto che pagherete il conto con un rene o cun un assegno post-datato potrete gustare del buon pesce freco (pescato nel mare di cui sopra) e delle magnifiche prelibatezze di terra a base dei famosissimo limoni di Sorrento, anche se durante il vostro viaggio vedrete a stento 10 piante di limoni!

Ritagliatevi il tempo di una giornata dia VIP e raggiungete Capri e visitate la Grotta Azzurra immergendovi così in un mondo BLU dipinto di BLU… ma che in realtà non è meno marrone di tutto ciò che avete già visto finora!

Prima di andar via, però, non potete perdervi il PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO… PARCO NAZIONALE HO DETTO, ormai rinomato anche a Bruxselles! Ebbene lì sì che vedrete i limoneti, e noterete le vigne che hanno prodotto quel Lacrima Christi che avete sorseggiato (e pagato) durante il vostro soggiorno a Napoli. Nonostante l’altitudine vi sembrerà di essere ancora in un’area di mare, grazie ai gabbiani che voleranno sulle vostre teste. Da qualche tempo quei gabbiani abitano lì, nelle due discariche a cielo aperto che adornano il Parco Nazionale, in mezzo alle oltre 3,5 tonnellate di monnezza. Vi consiglio di visitare il Parco Nazionale negli orari d’ufficio: la mattina presto e la sera tarda il Parco Nazionale è inebriato di profumi di rifiuti di ogni tipo (indifferenziatamente incontrollato) insopportabili che si diffondono praticamente in tutta l’area vesuviana!

e-waste_1Al rientro da questo viaggio non potete non porvi una domanda: qual’è la differenza tra la Napoli che avete visto ed il terzo mondo? Cosa e quale differenza c’è tra la Napoli che portate dentro le voste macchine fotografiche digitali e le Favelas di Rio? Ma sì… una differenza c’è: il colore della pelle…

…ECCO PERCHE’ IO VORREI… VORREI LA PELLE NERA!

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