Interrogato sul metodo pratico per giudicare la bellezza di un libro, il filosofo francese Henri Bergson rispose di valutare lo slancio di vitalità che da esse ne proveniva. In “Archistoria”, di Magdalena Jelenska, la vitalità aumenta in modo vertiginoso accompagnando il lettore sulle cime più alte degli edifici più significativi della nostra storia. L’aspetto grafico è curato da Agata Dudek e Małgosia Nowak del team di Acapulco Studio, agenzia di brand strategy e direzione creativa milanese dove maestri dell’illustrazione moderna combinano sapientemente realismo e modernità con uno spiccato senso dell’umorismo.

“Archistoria” è un viaggio nel variegato mondo dell’architettura, che parte dai materiali per indagare le forme degli edifici e le personalità di chi gli ha costruiti. Per ogni materiale scelto (pietra, mattone, vetro) e per ogni architettura (arco, ponte) vi è una serie di esempi illustrati.

Archistoria: da San Pietro al Taj Mahal

In apertura di questa opera agibile, adatta, infatti, a grandi e piccini dai dieci anni in su, vi è una citazione di Vitruvio, architetto romano vissuto nel I secolo aC: «L’architettura si fonda su tre principi: resistenza, utilità, bellezza». Resistenza, utilità e bellezza sono infatti le parole chiave con cui è possibile descrivere gli intenti di questa storia. Il volume si pone il mirabile obbiettivo di ricostruire la storia dell’architettura procedendo di pari passo con l’evoluzione della cultura e della società, dimostrando come alcune idee e soluzioni, adoperate agli esordi della nostra civiltà, siano in uso tuttora. Una ricostruzione che mostra come popoli e civiltà distanti adottino strategie comuni per la costruzione dei loro edifici. Grazie ad Archistoria potremmo scoprire cosa accomuna la cupola della basilica di San Pietro al Taj Mahal o, ancora, conoscere come sono nate le antiche basiliche, ben prima di quelle cristiane.

In Archistoria sarà anche possibile scoprire aspetti inconsueti legati all’antropologia e al costume. Per esempio, nel capitolo 10, dedicato agli edifici a pianta centrale, scopriamo come in molte culture la divinità e i fenomeni a esso collegati siano rappresentati con il cerchio e che i Celti tracciavano dei cerchi per difendersi dai nemici e dagli spiriti malvagi. Nella cultura cristiana, invece, la forma circolare del sole, della luna e dei pianeti simboleggia l’atto divino della creazione del mondo. Nella simbologia cinese invece il cerchio simboleggia la forma del cielo.

Non ci resta che consigliarvi questo libro dalla mirabile chiarezza espositiva, con i testi incorniciati da suggestive cornici illustrate, per assaporare un viaggio nelle menti più fantasiose e brillanti dell’architettura di ogni epoca e latitudine.

Archistoria. Materiali e forme di architettura è edito da Quinto Quarto e disponibile da maggio in tutte le librerie e digital store.

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