Sono Marinella Senatore, Giovanni Audiffredi e VSPACE di Galleria Massimo De Carlo i vincitori della prima edizione del Premio Cinello Unlimited, rispettivamente per le categorie Artisti, Giornalisti e Progetti. Proclamati ieri sera, nel corso di una cerimonia a Palazzo Parigi di Milano, ai vincitori, scelti da tra una rosa di dieci finalisti, è stato conferito un premio in denaro di 2500 euro. Inoltre, a Beatrice Pamio, studentessa all’Università IULM di Milano, è stato assegnato dall’Associazione Save the Artistic Heritage il Premio di Studio.

Promosso da Cinello Unlimited e ideato da Paola C. Manfredi di PCM Studio, il Premio Cinello Unlimited è dedicato alle eccellenze del panorama artistico e culturale, capaci di costruire connessioni con il mondo della tecnologia digitale. Fondata da John Blem e Franco Losi, Cinello, infatti, è una realtà imprenditoriale impegnata nel settore dell’arte e delle nuove tecnologie, in particolare attraverso la realizzazione dei DAW® – Digital Art Work, versioni digitali in scala 1:1 e ad altissima qualità e risoluzione dei capolavori dei più importanti musei italiani.

Premio Cinello Unlimited: i quattro vincitori della prima edizione

Marinella Senatore si è aggiudicata il premio per la categoria Artista assegnato per l’opera più interessante costruita o divulgata in ambiente digitale nel 2020 con il progetto “We rise by lifting others”, presentato a Palazzo Strozzi a Firenze nel dicembre 2020. Il progetto era costituito da una grande installazione per il cortile, ispirata alle luminarie della tradizione popolare e da un programma di workshop appositamente creati dall’artista per la dimensione online e incentrati sull’idea di attivazione sociale e di costruzione di comunità attraverso la pratica performativa.

Giovanni Audiffredi è stato premiato nella categoria Giornalista per il migliore articolo di carattere divulgativo in ambito arte, cultura e innovazione digitale, scritto nel periodo 2020 e pubblicato anche su piattaforma digitale, con “New Rinascimento”, cover di GQ «Che nasce dalla volontà di rappresentare il sottile confine che separa il reale dal virtuale», si legge nelle motivazioni. Nella cover, grazie all’effetto di transizione della carta lenticolare, si crea una sorta di sovrapposizione tra il corpo del David di Michelangelo e quello del modello Pietro Boselli. Si tratta inoltre, della «Prima volta che un magazine print scatta e gira un servizio fashion in 3D campionando il corpo del modello con un calco digitale», continuano dalla giuria del Premio.

Nella categoria Progetti, il vincitore è il Virtual Space della Galleria Massimo De Carlo, «Un’esperienza completa e coinvolgente – percorribile e visitabile attraverso il sito web o attraverso l’hardware degli occhiali Oculus, esattamente come uno spazio reale che ogni spettatore può godere», spiegano nelle motivazioni. «Il progetto della galleria ha dato la possibilità di far visitare al pubblico le mostre da remoto garantendo un’esperienza fluida e coinvolgente».

L’associazione Save the Artistic Heritage ha assegnato il premio di studio a Beatrice Pamio, che frequenta l’Università IULM di Milano. Il progetto consiste in una Skill Alexa della Triennale di Milano, con la possibilità per il pubblico di chiedere ad Alexa informazioni sulla programmazione per comunicare in maniera più efficace le numerose iniziative proposte dall’istituzione e per coinvolgere ulteriormente il pubblico. Alla vincitrice è stato consegnato un assegno di 2500 euro.

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