Biodiversità, coscienza ecologica, identità di genere, rapporto tra esseri umani e dispositivi tecnologici. Sono alcuni dei temi affrontati da Re:Humanism Art Prize, il premio promosso dall’associazione culturale Re.Humanism, con la curatela della storica dell’arte Daniela Cotimbo, che ha appena annunciato i finalisti e i vincitori della sua seconda edizione, tra le 200 candidature pervenute.

Il collettivo Entangled Others, composto da Feileacan McCormick & Sofia Crespo, Irene Fenara, Yuguang Zhang, sono i tre vincitori. Elizabeth Christoforetti & Romy El Sayah, Egor Kraft, Mariagrazia Pontorno, Manuel Focareta, Carola Bonfili, Johanna Bruckner, Umanesimo Artificiale, sono arrivati tra i finalisti. Francesco Luzzana è stato invece scelto per il Premio Speciale Romaeuropa Digitalive Prize. Le opere selezionate verranno esposte a Roma, in una grande mostra collettiva visitaible, a partire da maggio, negli gli spazi del MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo. L’opera vincitrice dello speciale Romaeuropa Digitalive Prize verrà invece presentata nell’ambito del celebre festival nell’autunno del 2021.

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Le ragioni del premio e la giuria

Incentrato sulle relazioni fra arte contemporanea e Intelligenza Artificiale, Re:Humanism Art Prize è stato istituito nel 2018, in risposta all’esigenza di riflettere sulle potenzialità concettuali insite negli sviluppi della tecnologia. Un argomento che, negli ultimi tempi, è diventato ancora più urgente. “Re:define the boundaries” è il titolo di questa edizione del premio, incentrata sulle trasformazioni dei concetti di corpo e identità e sulle implicazioni politiche che questi cambiamenti assumono, nella ridefinizione dei limiti della conoscenza. Gli artisti e i progetti sono stati selezionati da una giuria composta da curatori d’arte e esperti di tecnologie avanzate: Alfredo Adamo, CEO di Alan Advantage; le curatrici, storiche e critiche d’arte Daniela Cotimbo, Federica Patti e Ilaria Gianni; il curatore e storico dell’arte Valentino Catricalà, l’artista Lorem e Michael Mondria, managing director a Ars Electronica; il ricercatore Mauro Martino, fondatore e direttore del Visual Artificial Intelligence Lab all’IBM Research e Trond Wuellner, Product Director di Google.

Re:Humanism Art Prize: i progetti vincitori

Sul primo gradino del podio, il progetto dell’artista, ricercatore e architetto norvegese Feileacan McCormick e della neural artist Sofia Crespo, meglio conosciuti come Entangled Others. I due artisti, entrambi di base a Berlino, hanno sfruttato le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per immaginare nuove forme di relazione, a partire dallo studio dei meccanismi che regolano la convivenza all’interno delle barriere coralline.

In seconda posizione, l’artista Irene Fenara con un progetto che rilegge in chiave metaforica il fenomeno dell’estinzione delle tigri, in parallelo con la necessità di preservare una memoria digitale. Terzo classificato, Yuguang Zhang, new media artist cinese trapiantato negli Stati Uniti dove svolge attività di ricerca presso la New York University. Yuguang Zhang si interroga sulla relazione che ci lega agli oggetti di uso quotidiano e al confine sottile tra umano e non umano.

Il premio speciale Romaeuropa Digitalive è stato assegnato a Francesco Luzzana con un progetto performativo che indaga le relazioni tra corpo e interfacce digitali, ormai sempre più presenti nella nostra vita quotidiana.

L’articolo Arte e tecnologia in dialogo. Ecco i vincitori di Re:Humanism Art Prize proviene da exibart.com.