mp Warming è nata nel 1960 nell’Ohio, USA ed è un’artista performativa che nel 2015, ha fondato Art Science Exhibits, di cui è anche direttrice. Vive e lavora a Berlino e nel suo lavoro unisce arte e scienza con l’obiettivo di salvaguardare il pianeta e rendere sostenibile il sistema dell’arte. mp Warming nel 2020 ha  dato vita all’Art / NaturSci Movement con la collettiva itinerante “Precious Cargo. Precious Word” a cui si sono uniti gli artisti Louise Beer (New Zealand/UK), Dave Biddle e David Ehrenreich (Canada), Adam Crosson (USA), Brent Dedas (USA), Frederic Durieu & Nathalie Erin (Francia), Manuela Fischer (Svizzera), Nikolina Kovalenko (Russia), Dr. Agnieszka Kozlowska (Polonia), Jordan Lab (Max Planck Institute, Germania), Les Marneurs architectural group (Francia/Belgio), Gerardo Nolasco (Messico), Nina Schipoff (Svizzera), Stefan Schlumpf (Svizzera), Alisi Telengut (Canada/Mongolia), Stefaan van Biesen (Belgio), Rosa Vetrano (Italia), mp Warming, (Berlino/USA, fondatrice di Art Science Exhibits e del movimento Art / NaturSci).

Art / NaturSci Pavilion 2019, Gorenflos flowerhouse on route, photo by Mathias Richter © mp Warming, Art Science Exhibits Berlin

Intervista a mp Warming

Lei è la fondatrice e curatrice del progetto Art Science Exhibits Berlin. Come è nato questo progetto?

«Art Science Exhibits Berlin è iniziato grazie alla mia interazione con i biologi evoluzionisti di musei di storia naturale negli Stati Uniti e in Germania. Da allora il progetto si è esteso a livello mondiale, perché molti degli artisti di cui esponiamo il lavoro collaborano anche con varie istituzioni scientifiche. Noi esponiamo progetti interattivi dall’Amazzonia, all’Artico, alle Alpi».

Quale è lo scopo del progetto e quali aspetti del rapporto tra arte e scienza indaga?

«Fin dal suo inizio il focus è stato la rigenerazione dell’ecosistema. Sono onorata di aver mostrato video dello scienziato che studia il suolo, John D. Liu, che è l’ambasciatore di Ecosystem Reclamation Camps, un programma internazionale in cui i volontari realizzano la permacultura su terreni deforestati, ricreando interi ecosistemi».

Art / NaturSci Pavilion 2019 courtyard, photo Mathias Richter © mp Warming, Art Science Exhibits Berlin
Attraverso i Suoi progetti Lei ha collaborato con importanti musei in diversi Paesi. Che approccio ha con i musei, i loro spazi e le loro collezioni?

«Scienziati meravigliosi e di mentalità aperta mi hanno permesso di accedere alle loro collezioni. Ho iniziato a disegnare i lepidotteri al Museum für Naturkunde Berlin (MfN) e al Harvard Museum of Comparative Zoology. Di solito tengo uno spazio-studio nella Biblioteca di Paleontologia del MfN.

Mi piace portare la scienza che viene “creata” in queste “stanze sul retro” nelle nostre mostre. Nel tempo il mio lavoro con gli scienziati si è trasformato in grandi amicizie che mi hanno persino aiutato ad installare le mostre. La chiave è creare relazioni con persone intelligenti e meravigliose».

Art Aboard 2020 © mp Warming, Art Science Exhibits Berlin
Può farci degli esempi di progetti che ha realizzato?

«Il mio primo progetto come artista che lavora con la scienza è stata un’installazione alla Philology Library, progettata da Norman Foster alla Freie Universität Berlin. L’architettura all’avanguardia di Foster e il focus scientifico del campus circostante mi hanno ispirato a considerare il lavoro con l’arte come un esperimento interdisciplinare. Ho creato i disegni per questa installazione di stampe digitali al MfN e all’Harvard Museum of Comparative Zoology. Lavorare in questi musei mi ha riportata alla natura, che è sempre stato il mio interesse più profondo.

Parallelamente alla Biennale di Venezia 2019 ho curato il Padiglione Arte / NaturSci, che abbiamo presentato in una sede ufficiale. Questa mostra è stata meravigliosa, tranne che in termini di carbon footprint. A Venezia ho conosciuto Michela Codutti di euroinnovators, la mia nuova partner. Insieme stiamo creando nuove mostre ArtSci che promuovono il rispetto della natura».

HU, installation 2017 © mp Warming, Art Science Exhibits Berlin
Art Science Exhibits Berlin ha realizzato anche una collezione e la mostra collettiva itinerante “Precious Cargo, Precious Word” che presenta i lavori di diversi artisti. In che modo è stata creata?

«In qualità di artista-curatrice durante la pandemia, ho dovuto rimanere estremamente aperta e adattabile al cambiamento. Ho costruito la nostra Collezione Permanente nello stesso momento in cui stavo lavorando per spedire la mostra riducendo notevolmente le emisioni di CO2. Il capitano Cornelius Bockermann è stato disposto a spedire l’arte a bordo dell’AVONTUUR, un veliero restaurato da un team internazionale di 30 volontari. L’idea originale era quella di trasportare le opere da Amburgo per esporle in Sicilia. Pochi mesi dopo ho avuto l’idea di lanciare il movimento Art / NaturSci. La parola “Manifest”, in inglese, designa l’elenco delle merci a bordo di una nave. Un “movimento” artistico deve avere un “manifesto” e in questo progetto ambedue i termini “Manifest” e “Manifesto” si combinano collegandosi perfettamente alla nostra missione per il clima.

Il movimento e la collezione sono stati creati contemporaneamente. Molti artisti con cui ho lavorato in passato ne sono entrati a far parte. Esporre la collezione ci permetterà di realizzare mostre con minori emissioni di CO2 perché ridurrà notevolmente le spedizioni. Ad esempio, possiamo riprodurre le stampe sui luoghi in cui si terranno le esposizioni.

A causa del Covid-19, il capitano Cornelius Bockermann con AVONTUUR ha dovuto cambiare rotta mentre si recava in Sicilia. Ma l’azione performativa di lanciare il movimento Art / NaturSci con il veliero è stata la mia più grande opera d’arte».

HU, opening 2018, photo Falling Walls Foundation © mp Warming, Art Science Exhibits Berlin
Può anticiparci dove si terranno i prossimi progetti di Art Science Exhibits?

«L’AVONTUUR arriverà ad Amburgo con un carico di caffè biologico dalla Columbia a giugno o luglio. La loro tabella di marcia dipende dal vento mentre attraversano l’Atlantico. Ad accoglierli ci saranno 150 persone su biciclette da carico per portare a terra il carico di caffè. Speriamo di poter esporre ad Amburgo in quella occasione.

La nostra sede espositiva principale è nel cuore di Berlino, nella Grand Hall del Thaer-Institute of Agriculture, accanto al MfN. Stiamo anche trattando per una mostra con il Museo RISO di Palermo e a Venezia».

Lei è anche un’artista performativa. In passato ha viaggiato per il mondo per cinque anni lavorando a progetti legati ai temi della femminilità e del femminismo. Che tipo di percorso ha intrapreso? Su quali temi principali di femminilità e femminismo ha lavorato?

«Il mio lavoro sul femminismo risale ai mio periodo punk rock nei primi anni ’80. Allora avevo una band che si chiamava Pretty Girl nel Meat Department a Pittsburgh, in Pennsylvania. Nel 1998 ho fatto la mia prima performance promoveva il coinvolgimento delle donne nel mondo della scienza. La foto di questa performance è l’immagine emblema della nostra collezione.

Nel 2007 ho ballato in stile Butoh nei panni della Musa con lo scioglimento del ghiaccio artico a Terranova, in Canada. È stato allora che ho visto per la prima volta gli iceberg giganti: è stata una esperienza incredibile. A quel tempo stavo lavorando sull’ascendente che il potere femminile ha sulla natura. Ogni mio respiro è quello di una femminista. Vivo a Berlino perché è il luogo dove posso attuare le mie idee come artista donna».

Muse performance, photo by Shirley Sharpe © mp Warming, Art Science Exhibits Berlin
Qual è il collegamento tra la Sua ricerca come artista e il Suo lavoro come direttrice di Art Science Exhibits Berlin?

«Avendo bisogno solo di uno zaino per creare arte qui in Europa, mi ha aiutato a capire i modi in cui lavorare su una scala più ampia. Per il mio primo progetto alla libreria di Foster a Berlino ero stata inizialmente invitata a realizzare una performance. Alla fine ho proposto un’installazione perché sentivo la necessità di andare oltre la performance, ma nel cortile della biblioteca, io ho anche “seppellito” la teoria. 

Il mio background legato alla performance, mi ha aiutato nel lancio del movimento Art / NaturSci sull’AVONTUUR. La performance aiuta a dare maggiore rilievo alle proprie idee ed azioni».

La scienza e l’arte sono state fortemente sfidate dalla pandemia, in modi diversi. In particolare, di che cosa pensa l’arte e gli artisti abbiano bisogno in questo momento? Qual è la Sua speranza per il futuro?

«Abbiamo tutti bisogno delle specie in via di estinzione per sopravvivere. I miliardari stanno acquistando arte digitale monitorata da blockchain NFT. Questa tecnologia utilizza un’enorme quantità di energia. I miliardari che volano su jet privati ​​e si cimentano in viaggi nello spazio che danneggiano la nostra atmosfera. Il mio auspicio è che i miliardari capiscano che le loro attività e le loro azioni finanziarie collegate al petrolio stanno uccidendo persone, piante, animali e gli oceani. La maggior parte di noi ha solo bisogno di mangiare biologico, smettere di usare la plastica e così via.

Gli artisti che vogliono portare la loro testimonianza storica, devono comprendere fino in fondo la responsabilità di quello che fanno. Devono creare nuovi sistemi sostenibili, democratici e condivisibili. E devono appoggiare i politici che promuovono questi principi.

Detto ciò, vorrei concludere con una nota positiva del nostro Manifesto: “Immagina un oceano pieno di vele, immagina foreste che proteggono alberi da frutto e antiche specie di mais, passiflora e bozzoli di farfalle. Immagina un futuro in cui il suolo organico ricopre le molecole che hanno formato l’antropocene della plastica … parole associate dal nostro Movimento al battito del tuo cuore, boom boom, boom boom, boom boom”.
Unisciti a noi!».

www.euroinnovators.org (qui potete tutte le informazioni sul progetto in italiano)
www.artscienceexhibits.com 

Art / NaturSci Pavilion 2019, photo Stefano Zaratin© mp Warming, Art Science Exhibits Berlin

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