Dal prossimo 20 aprile al primo maggio Magazzino Italian Art presenta il ciclo di conferenze Arte Povera: Arte della collaborazione che, ha spiegato il museo, «s’interroga sulla possibilità di pensare in modo differente il movimento dell’Arte Povera, dominato da presenze maschili, esaminando quelle che furono le collaborazioni, i dialoghi e i sodalizi intimi e creativi con le figure femminili prossime ai protagonisti del movimento».

Fino al 5 aprile, inoltre, l’istituzione ospita la mostra “Bochner Boetti Fontana” curata da Mel Bochner in collaborazione con Magazzino Italian Art (Vittorio Calabrese ce ne aveva parlato qui), mentre nei suoi spazi rimane allestita la permanente dedicata all’Arte Povera e il museo si appresta ad ampliare la superficie espositiva con la costruzione del nuovo edificio di 1.200 mq, denominato Robert Olnick Pavilion, progettato dagli architetti Alberto Campo Baeza e Miguel Quismondo (qui tutte le informazioni sull’ampliamento).

Arte Povera: Arte della collaborazione, le conferenze

Il ciclo di conferenze è a cura di Teresa Kittler, Scholar-in-Residence 2020-2021 presso Magazzino Italian Art, e saranno tenute da Lucia Re, Professore Emerito presso il Dipartimento di italianistica, UCLA, Sharon Hecker, Ricercatrice e curatrice indipendente, Milano, Leslie Cozzi, Curatrice associata del dipartimento di stampe, disegni e fotografie presso il Baltimore Museum of Art e da Teresa Kittler stessa.

Le conferenze saranno trasmessa in streaming alle 17, ora italiana, a partire da sabato 20 marzo, qui tutte le informazioni.

Gli interventi «prenderanno in esame alcuni casi specifici tra cui il duo artistico Mario e Marisa Merz – l’unica coppia riconosciuta ufficialmente come parte del movimento dell’Arte Povera – e alcuni scambi più informali come quelli tra Alighiero Boetti e Anne-Marie Sauzeau Boetti e l’amicizia di lunga data tra Luciano Fabro e la critica d’arte Carla Lonzi. Questi casi saranno inquadrati all’interno di una riflessione più ampia sui temi della produzione letteraria e artistica del dopoguerra in Italia».

«Al centro della missione di Magazzino – ha dichiarato Vittorio Calabrese, direttore del Museo –  c’è l’assegnazione di nuove borse di studio per approfondire nuovi aspetti del il movimento dell’Arte Povera. Attraverso il formidabile lavoro di Teresa Kittler, che cura questo nuovo ciclo di conferenze, e gli studiosi che interverranno, arriveremo a comprendere con maggiore chiarezza il contributo delle donne all’Arte Povera e il valore della collaborazione nel processo artistico. Queste conferenze ci permetteranno sia di includere che di celebrare la comunità attorno agli artisti del movimento e le eredità di coloro  che sono tradizionalmente lasciati fuori dall’etichetta del museo».

Michelangelo Pistoletto, Lei e Lui (Maria e Michelangelo), 1968. Painted tissue paper on polished stainless steel, 230 x 120 cm. Courtesy Archivio Pistoletto

Il programma completo

  • 20 marzo 2021: Il potere del Due: dialogo Inter-Gender, coppie e partnership creative nella cultura italiana del XX secolo

Relatrice: Lucia Re, Professore Emerito presso il Dipartimento di italianistica, UCLA

«La conferenza esaminerà i paradigmi, i modelli, le sfide e gli esiti positivi del dialogo inter-gender e dei sodalizi creativi in letteratura e nelle arti nell’Italia del XX secolo. Partendo dalla collaborazione teatrale tra Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse, alla fine del secolo XIX, la conferenza proseguirà con le coppie artistiche dell’epoca fascista per concludersi con artisti e scrittori del secondo dopoguerra. Anche se le donne lotteranno per andare oltre i ruoli subordinati a cui venivano relegate tradizionalmente, il vecchio paradigma della donna come musa e dell’artista come pigmalione, creatore ed educatore rimarrano potenti e pervasivi in Italia per tutto il XX secolo. Tuttavia, anche se operavano in gran parte all’interno di questi schemi maschili restrittivi, le scrittrici e le artiste trovarono modi per sfidarli e sovvertirli, a volte insieme agli uomini stessi. All’inizio degli anni ’70, femministe come la critica d’arte Carla Lonzi e l’artista visiva Carla Accardi promossero il separatismo come prerequisito necessario per stabilire l’autonomia creativa delle donne. Anche se con forme differenti, i dialoghi sulle differenze di genere e le collaborazioni tra le coppie di artisti hanno continuato a promuovere la creatività sia maschile che femminile in modi che devono ancora essere completamente esplorati e compresi, e che potrebbero richiedere un ripensamento delle definizioni convenzionali di produzione estetica», ha anticipato il museo.

  • 3 aprile 2021: Influenze incrociate e distanze: le collaborazioni creative di Luciano Fabro con le donne

Relatrice: Sharon Hecker, Ricercatrice e curatrice indipendente, Milano

«Tramite foto, video e lettere inedite legate al lavoro dell’artista, Sharon Hecker esaminerà criticamente le collaborazioni creative che Luciano Fabro ebbe con le donne. Dalle prime esperienze con Carla Lonzi e Marinella Pirelli per il video della performance sperimentale Indumenti (1966), fino alle meno note ma ininterrotte collaborazioni di Fabro con la figlia Silvia e con la moglie Carla, Hecker esplorerà il coinvolgimento dell’artista con queste figure in qualità di soggetti e partner creativi. I sodalizi immaginari di Fabro con figure femminili mitiche come Penelope e personaggi storici come Nadezhda Mandelstam forniranno ulteriori elementi.

Tutte queste collaborazioni hanno a che fare con l’idea di “fedeltà” in un rapporto, tema che occupa un posto importante nell’arte di Fabro, e che rimanda alla sua nozione di “impegno”  in relazione a memoria, espressione artistica e processo creativo personale. Secondo Fabro, ciò implica la necessità di una separazione e di una distanza produttiva, essenziale per l’autonomia reciproca. La conferenza sottolineerà le complesse dinamiche in gioco tra artista, opera d’arte, critici, familiari e con la società nel suo complesso», ha spiegato il museo.

Pino Pascali, Rome, 1968. Photo Ugo Mulas © Ugo Mulas Heirs. All rights reserved
  • 17 aprile 2021: Alighiero e Sauzeau-Boetti

Relatrice: Teresa Kittler, Scholar-in-Residence 2020-2021 presso Magazzino Italian Art

«Alla fine degli anni ’60, la pratica artistica di Boetti tocca i concetti della dualità e della collaborazione. All’inizio della carriera, si era ribattezzato “Alighiero e Boetti” sdoppiando la propria identità e stabilendo che dialogo e scambio che sarebbero stati i pilastri del proprio processo creativo; è quello che farà, ad esempio,  con le ricamatrici afgane nella serie Mappe.

La conferenza di Teresa Kittler rifletterà sull’approccio di Boetti, prestando particolare attenzione alla relazione con la moglie, la critica d’arte femminista Sauzeau-Boetti. Kittler esaminerà l’esteso contributo di lei alla ricerca e alle scelte estetiche di Boetti durante gli anni ’60 e ’70, concentrandosi tanto sui lavori co-firmati (Classifying the thousand longest rivers in the world (1977) quanto sugli apporti informali per rimarcare lo scambio artistico e la loro ‘partnership’, termine che Sauzeau-Boetti utilizzava per descrivere la relazione con l’artista», si legge nel comunicato stampa.

  • 1 maggio 2021: Comunicazione e profilassi: Mario e Marisa Merz

Relatrice: Leslie Cozzi, Curatrice associata del dipartimento di stampe, disegni e fotografie presso il Baltimore Museum of Art

«Leslie Cozzi commenterà le sculture dei primi anni e i successivi lavori su carta di Mario Merz e Marisa Merz, chiavi di volta del milieu dell’Arte Povera torinese. Analizzando i lavori individuali degli artisti alla luce della geopolitica contemporanea, degli sviluppi del femminismo italiano e del nuovo scenario nazionale del periodo, la conferenza mostrerà come marito e moglie si impegnarono in uno scambio alla pari per rispondere in modo produttivo alle reciproche pratiche pur mantenendo punti di vista individuali.

Prestando un’attenzione particolare alla problematica del separatismo e alle sfide professionali affrontate dalle artiste in Italia tra gli anni ’60 e ’70, la conferenza offrirà una nuova lettura che riesamina l’interesse, ben documentato, di Marisa Merz per l’alchimia e per le sue affinità con gli sviluppi contemporanei della tecnologia sanitaria legati alla riproduttività» ha anticipato il museo.


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