Indumenti, arazzi, tappeti ma anche vere e proprie sculture, usando fibre di tessuto oppure materiali inaspettati, ibridando una lunghissima tradizione con la creatività contemporanea. È il campo amplissimo dell’arte tessile che, anche in anni relativamente recenti, ha consegnato alla storia tante personalità, da Alighiero Boetti a Maria Lai, da Sheila Hicks a David Medalla. Ed è a questo mondo, che scorre parallelo e in tantissimi casi incrocia i linguaggi dell’arte contemporanea, che è dedicato ArteMorbida, progetto editoriale nato nel 2018 come sito web e, dal 2020, arricchito con un numero trimestrale in formato cartaceo e bilingue, in italiano e in inglese.

Ma la storia di ArteMorbida inizia qualche anno fa, nel 1992, quando la direttrice Emanuela D’Amico frequentò il primo corso di quilting, rimanendo folgorata dalle immense possibilità di questo linguaggio e decidendo quindi di seguire altri corsi e stage in Italia e negli Stati Uniti. Nel 2015, D’Amico ha quindi fondato la Scuola Romana di Quilting ed è da questa esperienza che, successivamente, è nata ArteMorbida Textile Arts Magazine.

Tra le pagine della rivista e del sito sono raccolti i momenti salienti e le ultime tendenze del settore, per incoraggiare la diffusione della cultura della Fiber Art, un ambito dell’arte a volte sottostimato e poco valorizzato, un’arte giovane ma che nasce da una tradizione secolare e che, tuttavia, deve ancora trovare una precisa sistemazione teorica e un riconoscimento ufficiale in ambito artistico. Un passo importante, in questo senso, è stato compiuto recentemente e nel luogo sacro dell’arte contemporanea, la Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia, la cui 57ma edizione, “Viva Arte Viva”, curata da Christine Macel, vide una fioritura di opere di arte tessile, dai tappeti di Teresa Lanceta ai berretti di Younés Rahmoun, fino alla tenda di Ernesto Neto.

Grazie alla collaborazione di curatori d’arte, artisti, docenti, galleristi, esperti del settore e professionisti della carta stampata, ArteMorbida propone interviste e approfondimenti con artisti affermati ed emergenti, articoli dedicati ai musei e alle collezioni museali, notizie su trend e innovazioni, pagine dedicate alle più importanti manifestazioni nazionali ed internazionali nell’ambito della Fiber Art, articoli di Storia e Tradizioni delle Arti Tessili e di Restauro dei manufatti storici. Nell’ultimo numero cartaceo, avremo modo di scoprire la ricerca sull’ecosostenibilità di Nnenna Okore, la personalità di Franca Coen Sonnino, allieva di Maria Lai e considerata tra le madri della Fiber Art italiana, e la morbidezza plurale di Clara Rota, oltre che di fare in giro per la collezione delTextile Museum di Washington.

La redazione è formata da appassionati di arte tessile provenienti da background anche molto diversi, come Maria Rosaria Roseo, laureata in giurisprudenza e direttore editoriale della rivista, Alessandra Livi, direttore responsabile e giornalista televisiva, Barbara Pavan, esperta di arte tessile e curatrice, Elena Redaelli, artista. Importanti anche le collaborazioni tecniche e accademiche, come con Chiara Carta, restauratrice di arazzi ed esperta di tessitura tradizionale, e Carmen Romeo, docente, ricercatrice e saggista.

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