Aleksey Vasiliev è nato in uno dei posti più freddi del mondo. Si chiama Yakutia ed è una regione della Russia nord orientale. Il cuore della Siberia. Per chi non ci vive o ci è passato per qualche motivo è impossibile immaginare cosa significhi vivere e crescere qui. A oltre cinquemila chilometri di Mosca e con un milione circa di residenti.

Per questo, ha deciso di raccontarlo su Instagram con una serie di immagini quotidiane che sono diventato il progetto fotografico «My dear Yakutia». Ci sono le strade ricoperte di bianco, l’orizzonte dove cielo e terra diventano una cosa sola. Ci sono gli edifici ghiacciati, così come le sopracciglia dei passanti fermi ad aspettare l’autobus. E trovare una propria dimensione può non essere facile.

«In passato ero un alcolizzato» ha raccontato Aleksey al magazine online Boredpanda. «Quando ho smesso di bere, avevo bisogno di riempire il vuoto che lasciava la bevanda. Poi la fotografia è venuta da me e mi ha insegnato a vedere la vita in modo più positivo».

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Nel 2018 Aleksey ha vinto una borsa di studio e ha iniziato ad approfondire il mondo della fotografia documentaria. «Le gelate invernali raggiungono -50 o addirittura -60 gradi. Questo inverno è stato davvero freddo, quindi abbiamo dovuto vivere a -60 gradi centigradi per un po’. Se non fosse per la necessità quotidiana di uscire, la gente preferirebbe stare a casa tutto il tempo, bere tè caldo e aspettare la primavera. In inverno la vita si ferma praticamente, una fitta nebbia durante forti gelate oscura la luce del sole per diverse settimane o mesi».

Quella che per i residenti è una realtà dura con cui convivere, per altri diventa motivo di curiosità e turismo. «Nei fine settimana ci sono pochissime persone per strada.  Questi lunghi e freddi inverni sono diventati una sorta di marchio della zona, che gli ospiti provenienti da paesi stranieri non vedono l’ora di conoscere. Per la maggior parte dei residenti, invece è una realtà che devi sopportare. Nonostante questo, non tutti vogliono lasciare la Yakutia, perché abbiamo internet, un cinema, un museo e persino una biblioteca per bambini».

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