Una delle ultime immagini, una delle più potenti, è quella di una suora che si è inginocchiata davanti alle truppe schierate in Myanmar. Sono decine le donne a protestare dopo il colpo di stato militare in Birmania nonostante il divieto di raduni di massa e il coprifuoco. Suor Ann Nu Thawng, della congregazione religiosa di San Francesco Saverio, ha chiesto alle truppe di non sparare nella città di Myitkyina, nel Nord del Mynamar.

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Joseph Kung Za Hmung, direttore di Gloria News Journal, il primo giornale cattolico su web in Myanmar, ha spiegato: «L’azione della suora e la risposta della polizia che, al vedere la supplica della religiosa, si è fermata, hanno sorpreso molti di noi. Suor Ann oggi è un modello per i leader della Chiesa: vescovi e sacerdoti sono chiamati a uscire dalle loro zone di comfort e a prendere esempio dal suo coraggio».

Suor Ann si è esposta per evitare vittime, ma ci sono quotidianamente morti e feriti in Birmania dopo l’arresto di Aung San Su Kyi nelle manifestazioni che ne chiedono la liberazione insieme al ripristino della legalità. È morta con un colpo alla testa un’altra donna simbolo della rivolta. Aveva scritto sulla maglietta «Andrà tutto bene» Deng Jia Xi, nota come Angel, ballerina e campionessa di taekwondo di 19 anni che protestava a Mandalay. Sono decine i messaggi sui social che la ricordano.

Più di 50 le vittime della repressione negli ultimi giorni, oltre 1700 le persone arrestate e incarcerate. Le proteste non si fermano e tante donne sono in piazza. Ci sono le cosiddette principesse che indossano abiti lunghi, di tulle. «’Vogliamo dimostrare che anche le donne stanno partecipando alla protesta contro il golpe militare. Pensiamo che questi costumi siano il modo più evidente per mostrarlo».

Sono per la maggior parte donne le persone scese in piazza negli ultimi mesi in Polonia per protestare contro la nuova legge sull’aborto. Sono donne le manifestanti in Bielorussia con un’icona 73enne, Nina Bahinskaja, arrestata in settembre.

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È stata una donna vestita di bianco il simbolo della protesta in Sudan. È stata ripresa mentre guidava i canti di protesta dei manifestanti contro il presidente sudanese Omar al-Bashir nell’aprile 2019. Il suo nome è Alaa Salah, ha 22 anni e studia di ingegneria e architettura all’Università internazionale di Khartoum. È sopra una macchina, in alto sopra tutti gli altri e circondata dalla folla. È l’immagine che rimarrà della protesta in Sudan dove è in un colpo di stato da parte dei militari con il palazzo presidenziale di Karthoum, circondato dalle truppe.

La 19enne attivista Emma González, sopravvissuta alla strage del liceo Parkland è diventata l’anima del movimento americano contro le armi. Greta Thunberg è l’emblema della lotta per l’ambiente. Sono le donne in Iran a togliere il velo e protestare per i loro diritti a partire da quello ad entrare allo stadio.

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