Roberto Bolle è il protagonista della copertina del nuovo numero di Vanity Fair in edicola dal 16 dicembre e anche del primo cartone animato creato dal settimanale con MAD, pluripremiato studio di animazione italiano.

Danzeremo ancora insieme è il titolo del corto d’autore e insieme lo strillo di copertina di un numero dedicato alle favole di Natale, alle storie di speranza e ai sogni di artisti e persone comuni che in questo difficile anno sono riusciti a trasformare le difficoltà in progetti, in speranza e in opportunità.

Proprio per questo, in cover non poteva che esserci lui, Roberto Bolle, uno dei ballerini più famosi del mondo, esempio di resilienza e di forza. «So di aver rinunciato all’infanzia, all’adolescenza e alla giovinezza», racconta l’étoile nell’intervista a Vanity Fair, «Ma sono anche consapevole che quei periodi non torneranno più. Sono stato un soldato. Uno sempre in marcia. Ma non sono uno di quei soldati che ha scritto dal fronte lettere colme di rimpianto o nostalgia. Il mio destino me lo sono scelto. Al mio futuro sono andato incontro».

E quando gli si chiede come si sceglie un destino, risponde: «Con lucidità, tenacia e determinazione. Darsi alla danza in maniera totalizzante ha significato non cedere alla sconforto e non cambiare strada quando ogni indizio consigliava di abbandonarla. Siamo esseri umani: abbiamo alti e bassi. Per resistere ai secondi mi sono dovuto dare un’impostazione mentale. Nel mio mestiere la cura del corpo è fondamentale, ma senza la testa non vai da nessuna parte».

Bolle racconta che per chi fa il suo mestiere, nel tempo, si impara soprattutto che non esiste caduta dalla quale non ci si possa rialzare e che c’è qualcosa che va oltre la passione e il talento: «Il caso. Provi per mesi in sala ballo e poi all’improvviso inciampi. Una caduta può cambiare il corso di una carriera. Ci vuole umiltà, senso del brivido, capacità di sopportare la solitudine. La danza ti porta a migliorare corpo e spirito. Regala sogni e magia. Ma come per tutto esiste un prezzo». Parlando di solitudine: «La solitudine è stata una grande compagna di viaggio. Mi ci sono trovato immerso e ho dovuto farci i conti. Per indole sono una persona abbastanza solitaria, ma all’inizio, quando viaggiavo per assolvere impegni molto difficili davanti ai quali mi sentivo inadeguato, doverli affrontare da solo fu dura. Poi, avrò avuto circa ventisette anni, è cambiato tutto e ho iniziato ad assaporare la solitudine per quel che è: non più un limite, ma una conquista. Una forma di libertà. Un lasciapassare per la concentrazione assoluta. Potevo girare per le città, declinare le giornate con i miei tempi, lasciare una valigia sfatta per settimane senza che nessuno potesse dirmi: “Roberto, metti in ordine”».

La storia di Roberto Bolle, le fatiche, la costanza, il suo costante spingersi oltre i limiti del corpo e del destino sono la migliore metafora di quello che sta succedendo, di come affrontarlo, di come non smettere mai di buttare il cuore oltre ogni ostacolo, per questo il protagonista del primo cartone animato di Vanity Fair non poteva che essere lui.

«Una cosa mi ha sempre impressionato dei ballerini classici. E non riguarda le evoluzioni spettacolari o le interpretazioni più intense», scrive il direttore Simone Marchetti nel suo editoriale. «Ciò che mi fa pensare della loro arte è il sorriso che hanno sempre stampato sul volto mentre sono in palcoscenico, un’espressione serena e fiera anche quando compiono i passi più difficili, quelli più dolorosi, quelli più pericolosi. Sorridono. Come se niente fosse. Perché lo sforzo, la sofferenza, la paura non si devono mai vedere. Lo spettatore, invece, deve guardare l’arte, il personaggio, la storia».

Il cartoon Danzeremo ancora insieme diretto da Francesco Filippini è un nuovo progetto, una sorpresa per i lettori: si tratta di un’opera realizzata da Mad Entertainment, gioiello della creatività italiana, una casa di produzione che annovera, nello storico palazzo de L’oro di Napoli, una factory creativa in cui lavorano circa 40 giovani creativi, tra registi, sceneggiatori, disegnatori, animatori e sognatori in grado di dare corpo, colore, emozioni e parole a opere che fanno battere il cuore agli spettatori di tutto il mondo.

Questo corto d’animazione si potrà vedere a partire dal 16 dicembre sul sito e sui canali social di Vanity Fair. Ma non solo: per festeggiare il Natale insieme a tutti i lettori e utenti Vanity Fair lancia un filtro Instagram che permette di giocare con le copertine per rendersi protagonisti di una cartolina di auguri speciale. «Cosa vorresti trovare sotto l’albero?» è la domanda posta agli amici del giornale: attori, cantanti e personaggi dello spettacolo che hanno raccontato in un video qual è il regalo, simbolico oppure no, che vorrebbero ricevere in queste feste. Le loro risposte si possono scoprire sul profilo Tik Tok del settimanale.