Il collezionismo con la C maiuscola non è del tutto estinto, a quanto pare, se esiste un luogo come Diorama Gallery che ha inaugurato la sua “camera delle meraviglie”, a Roma, l’8 maggio. Oltre che un orgoglio nostrano (e di posti così in Italia non se ne vedono poi molti), Diorama è un concept nuovo e inedito, fiorito su progetto di Giano Del Bufalo e Niccoló Maria Mottinelli, amici e soci, suoi fondatori. Un’unione fisica, culturale e spirituale tra l’ex Mirabilia Art Gallery di Del Bufalo e l’ex Maison Musée Dorée allestita da Mottinelli nelle viscere del rione Monti. Due modi di vivere passione, storia e collezionismo. Diorama Gallery (che letteralmente sarebbe un’ambientazione di scenario naturalistico e museale in scala ridotta) si trova in vicolo della Scalaccia 12, nel cuore di Roma, nel rione trasteverino.

Entrando non si accede direttamente nel vivo dello spazio ma in un’anticamera separata dalla sala principale da una tenda. La sensazione è quella di addentrarsi nella “tana del Bianconiglio” prima di ritrovarsi nel “Paese delle Meraviglie” vero e proprio, in cui il confine tra incanto e realtà si fa sempre più labile e storia, natura, arte e antropologia si possono toccare con mano. Club esclusivo per soci, salotto culturale, Wunderkammer, casa-museo, petit Musée, sono i tasselli che costruiscono la complessa quanto affascinante identità di questo luogo.

Una volta stellata rifà il verso alla Sistina di Piermatteo d’Amelia, alla giottesca Cappella degli Scrovegni o al Mausoleo di Santa Costanza. L’accostamento di rosso e verde alle pareti è l’eco di Pompei e di studioli rinascimentali. Lo stile eccentrico e dai toni barocchi rivela il carattere di Diorama: un piccolo scrigno di storia naturale e arti tribali, incastonato in una capsula spazio temporale che molto ricorda la Londra Vittoriana e la Parigi di fine ‘800.

Un coccodrillo appeso al soffitto, al centro della galleria, ricorda credenze e superstizioni medievali. Un autopiano Broadwood del 1912, proveniente dalle reali collezioni inglesi, è sistemato al centro della parete, incorniciato tra due grandi zanne, davanti ai due divani e al tavolo da tè in marmo policromo, che aspetta solo di essere suonato dal fantasma di un qualche grande compositore. Ad arricchire la collezione si aggiunge l’immancabile biblioteca di volumi unici, a uso e delizia dei soci tesserati.

I pezzi da casa-studio di Niccoló Mottinelli sono ispirati alle case-museo otto e novecentesche più famose: da quella romana di Mario Praz, a quella londinese di Leigthon House, fino al Vittoriale di D’Annunzio. La parete con ritratti e miniature richiama Mario Praz; l’angolo con i calchi in gesso è un appassionato omaggio al John Soane Museum di Londra. La Toilette, tra tende drappeggiate, cassapanche intarsiate e piume di pavone, è un capolavoro accurato di orientalismo ottocentesco che ricorda un vagone dell’Orient Express e le bellezze di Leigthon House.

Se la passione e lo studio delle case-museo di Niccoló Mottinelli conferisce un tono di esclusività, disegnando il profilo di un club o salotto, l’amore e la curiosità di Giano Del Bufalo per la tassidermia (gli animali imbalsamati, morti tutti per cause naturali, provengono da un parco belga), per l’antropologia, il folklore, la storia, la cultura tribale e i rituali di popoli antichi, lontani nel tempo e nello spazio, e a volte sconosciuti, dona a Diorama il carattere di musealità, facendole guadagnare l’attributo di “Camera delle Meraviglie”.

Diorama Gallery è un posto unico nel suo genere, non solo a Roma, che aspetta solo di accogliere appassionati e curiosi pronti ad abbandonarsi ad un’esperienza davvero coinvolgente e ad entrare nella tana del Bianconiglio.

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