Ogni abito ha un’anima e l’eterea Tilda Swinton gli dà vita nel pionieristico progetto “Embodying Pasolini”. L’attrice, di recente in sala con The Human Voice di Pedro Almodovar ha unito le forze creative con lo storico della moda Olivier Saillard (ex direttore del Museo Galliera di Parigi) per omaggiare la Capitale con una performance in prima assoluta, alla vigilia del centenario della nascita di Pasolini (che ricorre il prossimo 5 marzo).

Tilda Swinton. Foto Brigitte Lacombe. Courtesy Romaison

Lo spettacolo

La performance consiste nella messa in scena di quaranta abiti noti nei film di Pier Paolo Pasolini, creati da Danilo Donati e custoditi dalla Sartoria Farani. A questi vestiti da sogno si aggiunge una selezione di forme in legno usate dal regista nelle sue pellicole per realizzare i cappelli dei personaggi e realizzate dal Laboratorio Pieroni.

Il concept consiste nel separare queste opere d’arte dagli artisti che le hanno indossate per dar loro vita propria. Riportate in auge dall’interesse mai sopito per le opere di Pasolini, gonne, vestiti, cappotti, pantaloni e altri capi diventano protagonisti assoluti dello spazio espositivo facendo rivivere senza i corpi questi capolavori. Il Decameron, Edipo Re, Il fiore delle mille e una notte, Vangelo secondo Matteo, Porcile, Uccellacci e uccellini, I racconti di Canterbury, Salò o le 120 giornate di Sodoma: la filmografia del cineasta-icona della settima arte in Italia torna alla ribalta in tutto il proprio fascino evocativo.

E alla fine arriva Tilda

Tilda Swinton, attesa al Festival di Cannes con The French Dispatch di Wes Anderson si “appropria” del guardaroba artistico del Maestro per esplorarne la fattura, la consistenza, la forma. Come se sentisse la storia del personaggio attraverso le fibre, le impunture e i decori degli abiti, l’attrice ne assapora l’essenza ma senza afferrarla mai, perché di fatto quei vestiti trovano la propria ragion d’essere nella rappresentazione scenica. Estrapolati dal contesto originale, vivono per sottrazione, con uno stridente paradosso. Le scene originali che le hanno ospitate vengono quindi riportate in vita dalla protagonista, come spiega lo stesso Saillard: “Sta a lei raccontare nei buchi e nei vuoti di una manica cosa fosse un dialogo, uno scambio tra attori, una scena”.

Squisitamente poetica e spavaldamente dissacrante, la rappresentazione coinvolge il pubblico non solo come spettatori ma come parte attiva di questo nuovo racconto.

Olivier Saillard. Foto Gregoire Alexandre. Courtesy Romaison

Come vedere la performance

Sarà visitabile a Roma dal 25 giugno (negli spazi della Pelanda e del Padiglione espositivo del Mattatoio) all’interno di ROMAISON, un appuntamento che coniuga moda e costume curato dalla storica della moda Clara Tosi Pamphili. L’accesso per il pubblico è gratuito e contingentato con prenotazione obbligatoria dal 21 maggio (informazioni www.romaison.it). Chi non potesse visitare dal vivo i luoghi dell’evento può comunque godere della performance live streaming sul sito ROMAISON.

Agenzia Dufoto Pier Paolo Pasolini, Roma, luglio 1960. Courtesy Collezione Giuseppe Garrera