Uno spazio attualissimo e dalle coordinate dinamiche, entro cui poter sviluppare la creatività dei giovani talenti: è quello digitale di “IED Amaze Project”, mostra virtuale promossa dall’Istituto Europeo di Design e dedicata alle migliori tesi di design, moda, arti visive e comunicazione, discusse nel 2020. Da interior design a creazioni di grafica, da campagne pubblicitarie a strategie di fashion marketing, 30 progetti da fruire attraverso diverse piattaforme, dallo schermo del proprio smartphone oppure negli spazi IED, indossando i visori Oculus per un’esperienza VR e, per i nostalgici, attraverso uno specifico cabinato videogame.

IED Amaze Project: uno spazio stupefacente

«Con “Amaze Project”, IED prosegue e amplia quel processo di ricerca e sperimentazione di nuovi linguaggi già iniziata con successo lo scorso settembre attraverso Avant Défilé (mostra virtuale dei migliori progetti di tesi dell’area fashion)», ha commentato Alberico Guerzoni, Vicedirettore IED Milano. «Una spinta all’innovazione che andiamo ora ad estendere a tutti i corsi IED Milano, all’insegna di quella trasversalità che si fonda su una comune cultura del progetto, con l’obiettivo ultimo di creare un grande archivio digitale permanente delle tesi sviluppate dagli studenti, consultabile nel tempo».

IED Amaze Project
The Living Museum, Progetto di Interior Design per Leroy Merlin

Insomma, un ambiente immersivo e comprensivo, diffuso e accessibile, dove la formazione avanzata dialoga direttamente con le amplissime e stupefacenti possibilità dei linguaggi e delle tecnologie contemporanee. Non è un caso, infatti, che la matrice che rende “abitabile” questo spazio sia l’Unreal Engine, il motore grafico che ha fatto – e che continua a fare – la storia dei più importanti videogame, uno dei settori da sempre più avanzati non solo nella tecnica ma anche nell’immaginazione. D’altra parte, lo IED già da tempo si è aperto alle potenzialità dei new media, per esempio con il Master in Visual Arts for the Digital Age.

«IED Amaze Project è un mondo interattivo gamificato, in cui l’arte generativa tridimensionale crea un ambiente cangiante e vivo intorno ai progetti presentati, in grado di far coesistere diverse nature progettuali in un medesimo contesto», ha spiegato Giacomo Giannella, alumnus IED di CG Animation e co-fondatore con Giuliana Geronimo dello studio milanese Streamcolors, con cui IED ha collaborato per lo sviluppo e l’implementazione dell’exhibition. «L’esperienza è pensata per fornire diversi livelli di accesso: dalla rapida consultazione dei contenuti fino all’esperienza 3D di visita, che attraverso le due installazioni site specific esposte in IED (visori e cabinato videogame) andrà a completare quanto iniziato sull’app a casa propria».

IED Amaze Project
Il modello in 3D di un personaggio del corto The darkest night

Esplorando la creatività

Accedendo all’app, scaricabile sia da Google Play che da Apple Store, oppure indossando i visori che saranno resi disponibili nella sede di IED Milano – su appuntamento e comunque secondo le vigenti norme anti-covid – o ancora vivendo l’esperienza nell’apposito cabinato site specific, si fa ingresso in un’ampia stanza delle meraviglie in 3D, in cui – nelle sembianze di un avatar – ci si muove, in maniera libera o guidata, all’esplorazione di un mondo di progetti e di giovani designer.

Il visitatore potrà sperimentare più di 30 progetti di tesi afferenti ai corsi triennali nelle aree del design, della moda, delle arti visive e della comunicazione, per un totale di oltre 100 neodiplomati IED protagonisti di una mostra che pone l’accento sul processo creativo più che sul prodotto finito, su un metodo progettuale trasversale a tutte le aree del design coinvolte. Nel complesso, la gallery di contenuti offerti conta oltre 350 tra immagini, foto, render, modelli 3D ma anche sketch, tavole e bozzetti parte del making of di progetto, cui si aggiungono oltre tre ore di contenuti video, da fruire in maniera immersiva.

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