Durante i lavori di scavo per la costruzione del nuovo tunnel autostradale, due nuovi siti funerari sono stati ritrovati nei pressi di Stonehenge. Fra i reperti, anche oggetti del Neolitico e dell’Età del Bronzo. L’autostrada A303, con i suoi tre chilometri sotteranei, è un progetto che ha incontrato molte difficoltà fin dall’inizio. Il presidente dell’organizzazione Stonehenge Alliance, Tom Holland, aveva lanciato una petizione per bloccare i lavori, sostenendo che, nelle varie fasi dei cantieri, si sarebbero persi moltissimi reperti. La petizione ha raccolto 125mila firme ma il progetto è andato avanti ugualmente.

Un’immagine delle proteste contro l’autostrada A303. Courtesy Finnbarr Webster/Getty Images
In questa immagine The Guardian segnala i reperti finora rinvenuti. I resti di un’imbarcazione trovati a sud di Longbarrow Crossroads (1), tracce di un recinto semicircolare (2), oggetti risalenti al Neolitico (3), fosse funerarie del periodo Beaker con resti umani e inusuali oggetti in pietra (4), i resti di orecchie di bambino (5), residui di lavorazioni di ferro (6) e alcuni fossati che possono essere riconducibili al Campo di Vespasiano, una collina dell’età del ferro. Courtesy The Guardian

La scoperta vicino a Stonehenge

Grazie ai 1777 pozzi di prova e alle 440 fosse scavate, sono così riaffiorati i preziosi reperti. Fra questi, oggetti provenienti dalla tomba di una donna, morta fra i 20 e i 30 anni, e un piccolo bicchiere, posizionato nella tomba di un neonato. Il ritrovamento di pezzi di selce bruciata, sembrerebbe indicare la presenza di un’area di lavoro, in cui venivano trattati metalli o pelli animali.

Uno dei siti funerari scoperti vicino a Stonehenge. Courtesy Wessex Archaeology.

Tutto questo, a un miglio di distanza dal sito di Stonehenge, che dal 1986 da parte della lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Questi ultimi ritrovamenti sembrano confermare la presenza di numerosi altri reperti archeologici, interrati nei dintorni del celeberrimo monumento megalitico, riportando alla ribalta i problemi di un’operazione così invasiva, come la costruzione di un tunnel autostradale sotteraneo. Alcuni oppositori del progetto, infatti, sostengono che la costruzione della A303 sotto Stonehenge potrebbe causare problemi di statica a tutto il cromlech, portando all’infossamento o al ribaltamento delle stesse pietre colossali.

Ricordiamo, comunque, che la disposizione attuale dei megaliti risale all’Ottocento ma interventi di risistemazione e restauro sono proseguiti fino agli anni ’70 del Novecento. Secondo diversi studiosi, inoltre, la posizione del monumento sarebbe molto diversa rispetto a quella pensata dai costruttori originari, millenni fa.

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