Come avevamo anticipato ormai qualche giorno fa, pare proprio che i musei debbano scaldare i motori per la riapertura che, ovviamente, non avverrà con i fuochi d’artificio ma in maniera graduale. È stato lo stesso Ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso del suo intervento alla Camera, a chiarire le misure che dovrebbero essere adottate a partire dal 16 gennaio 2021, non si sa ancora se attraverso un Decreto Legge o con un nuovo DPCM e, nel caso specifico del comparto della cultura, pare proprio che musei, cinema, teatri e sale da concerto potranno riaprire anche nella Zona Gialla. Rimane da capire come si piazzeranno le Regioni nella graduatoria dei colori: al vaglio c’è anche l’ipotesi dell’abbassamento delle soglie dell’indice di contagio e dell’occupazione delle terapie intensive, per passare in fascia arancione o rossa.

Insomma, fatte salve le norme di sicurezza già ampiamente descritte, tra contingentamento degli ingressi, sanificazione degli spazi, acquisto dei biglietti online per evitare attese in fila, distanziamento nelle sale e obbligo di mascherina, i musei potranno riaprire – e secondo alcune indiscrezioni, già si stavano preparando di diversi giorni, a seguito di una circolare diramata dalla Direzione Generale dei Musei – ma in quali Regioni? Nel Lazio, per esempio, se dovesse rimanere in Zona Gialla, i musei sono pronti. La direttrice del Colosseo, Alfonsina Russo, ha annunciato che è tutto pronto per il via e, qualora il Governo lo conceda, nel weekend, a mezzogiorno, nell’arena si terrà anche un concerto, tenuto dagli allievi dell’Accademia di Santa Cecilia. Una boccata d’aria, insomma, contando che proprio il Colosseo, il sito culturale più visitato in Italia, ha subito delle perdite di 51 milioni di euro nel 2020.

«Il lungo periodo di chiusura del parco a causa del lockdown (tre mesi, la prima volta nella storia) ha rappresentato una improvvisa battuta d’arresto dell’intenso programma di valorizzazione del parco archeologico», ha dichiarato Russo.

Questo spiraglio, che pure fa ben sperare, non vuol dire che le misure di sicurezza saranno allentate, anzi. Il Ministero della Salute è stato chiaro: le nuove misure porteranno a una stretta ma su determinati aspetti considerati più rischio. Come prima, i bar dovranno continuare a chiudere alle 18 ma, dopo tale orario, sarà vietata anche la vendita d’asporto, mantenendo però la consegna a domicilio. Non ci si potrà spostare tra regioni, sia rossa e arancioni che gialle, sarà mantenuto il coprifuoco dalle 22 alle 5. I centro commerciali dovrebbero rimanere chiusi nei giorni festivi e prefestivi. In forse le aperture di palestre e piscine: l’ipotesi è mantenerle chiuse per tutto il mese di gennaio. Al vaglio, infine, l’idea di far scattare la Zona Arancione nei fine settimana in tutta Italia. Le nuove misure, che saranno attive dal 16 gennaio, dureranno da un mese a un massimo di 45 giorni e lo stato di emergenza per il Covid verrà prolungato fino al 30 aprile 2021.

Con ogni probabilità, alle tre zone se ne aggiungerà una quarta, quella bianca, che però sarà più un traguardo a cui tendere, magari tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate. L’Istituto Superiore di Sanità sta lavorando anche all’elaborazione di questo scenario da fine o quasi pandemia ma, per il momento, è solo una prospettiva.

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