Lo studio italiano Dotdotdot ha progettato e realizzato un’installazione intitolata Earth Bits – Sensing the Planetary dedicata all’emergenza climatica, che verrà inaugurata al maat – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia di Lisbona il 5 aprile e rimarrà visibile fino al 6 settembre 2021. Un esempio dell’unione di scienza, tecnologia e design che collaborano, per far scaturire una riflessione nei visitatori e prendere coscienza di un tema caldo dei nostri tempi: il cambiamento climatico. L’installazione è stata concepita come un viaggio data-driven, un’esperienza immersiva e interattiva in cui il visitatore viene guidato dai dati trasformati in installazioni multimediali, wallpaper digitali, dataviz e una consolle per toccare con mano l’impatto ambientale dei nostri comportamenti. Un progetto che ha potuto contare sul supporto scientifico di ESA – European Space Agency, IEA – International Energy Agency ed EDP Innovation Energias de Portugal, EDP Sustainability.

Courtesy EDP Foundation

Il maat – Museo di arte, Architettura e Tecnologia è nato come istituzione internazionale destinata a promuovere il dibattito critico e le discipline creative che possano generare consapevolezza del presente e rafforzare l’impegno per un futuro comune. Questa nuova installazione rientra nel programma maat Explorations, un nuovo palinsesto di attività didattiche, installazioni e programmi concepito per approfondire temi attuali legati alla trasformazione dell’ambiente e del nostro pianeta a rischio.

Il museo, sotto la direzione di Beatrice Lanza, offre un approccio inedito ai temi più urgenti dei nostri giorni avvalendosi delle competenze multidisciplinari, di ricerca e innovazione di Dotdotdot, tra i primi studi italiani a utilizzare l’interaction design per affrontare in modo coinvolgente il tema della crisi climatica a partire dalla traduzione e semplificazione dei dati scientifici, di solito incomprensibili per l’uomo e che ora prendono vita diventando un’esperienza concreta e fruibile. In questo modo si offrono nuovi spunti di riflessione per riuscire ad ottenere una presa di coscienza collettiva.

Alessandro Masserdotti, co-founder e CTO Dotdotdot afferma che «La progettazione di esperienze narrative basate su evidenze scientifiche come “Earth Bits”, coniugano la visione del museo e la volontà di stimolare un pensiero critico andando oltre la semplice messa in scena di un messaggio, grazie alla costruzione di una storia da esplorare attraverso linguaggi innovativi che aiutano a decodificare la complessità, strutturare il pensiero e creare conoscenza che si apre al confronto tra scienza, cultura e società».

© Dotdotdot per MAAT: dettaglio del murale illustrato di 12 mt dell’installazione “24hours – The Ecology and Energy of our Flux” in collaborazione con EDP Innovation

Il percorso multisensoriale di Dotdotdot all’interno del maat

Il visitatore si troverà a compiere un percorso che si snoda in quattro installazioni: “POWER RINGS”, “24HOURS: THE ECOLOGY AND ENERGY OF OUR FLUX”, “THE CO2 MIXER”, “PLANET CALLS – Imagining Climate Change”. Il punto focale delle opere è l’energia, come elemento fondamentale nelle nostre vite. Le installazioni riportano una serie di dati ed evidenze scientifiche sulla crisi ambientale e su come il consumo energetico provocato dall’uomo impatti maggiormente rispetto ad altri fattori. Il messaggio è concentrarsi sulla responsabilità individuale e collettiva, su come il comportamento di ciascuno di noi abbia conseguenze irreversibili in una visione globale.

La prima installazione, intitolata POWER RINGS”, è un dataviz in loop che espone il consumo di elettricità in Portogallo nel biennio 2019-2020 e come, durante il lockdown abbia influito sul fabbisogno energetico del paese. Se da una parte i media hanno evidenziato come, durante il periodo di restrizioni, diverse specie animali si siano riappropriate dei loro ambienti, dall’altra ci sono stati dati di miglioramento trascurabili sull’emissione di inquinanti atmosferici.

© Dotdotdot per MAAT: prototipo in scala 1:1 in studio a Milano dell’installazione interattiva “The CO2 Mixer” realizzata in collaborazione con EDP Innovation e grazie ai dati forniti da IEA (International Energy Agency), EDP Sustainability, FAO20

La seconda tappa è scandita da “24HOURS: THE ECOLOGY AND ENERGY OF OUR FLUX”, un grande murale lungo 12 metri che racconta 80 azioni quotidiane e il meccanismo energetico che comportano. Si mostrano anche i gesti più semplici e quotidiani come controllare i social network, preparare un caffè o ricevere dei pacchi a domicilio, per dimostrare come le abitudini del nostro stile di vita, anche quelle più insignificanti all’apparenza, comportino delle ricadute notevoli. In seguito, si trova “THE CO2 MIXER una consolle interattiva dove mixare come un Dj le scelte quotidiane e capire l’impatto sul Pianeta in base alle nostre scelte quotidiane su tutte quelle attività di routine, responsabili delle emissioni di Co2.

Il percorso si chiude con “PLANET CALLS”, un digital wallpaper “dipinto” con dati e immagini dei satelliti del programma Copernicus di ESA, che monitora i diversi fenomeni ambientali in tempo reale. Quest’opera mostra il legame storico tra l’aumento delle emissioni di Co2 e il relativo riscaldamento globale con i conseguenti fenomeni ambientali come inondazioni, scioglimenti dei ghiacciai, innalzamento dei mari, siccità e incendi. Nel progetto la mostra verrà ampliata nel 2022 da una nuova sezione con contenuti aggiuntivi e aggiornati tramite la collaborazione con Novo Verde e ERP (European Recycling Platform) Portugal.

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