Un raffinato mosaico geometrico, che un tempo decorava il pavimento di una nave cerimoniale dell’imperatore Caligola e che, negli ultimi anni, era finito a “servire” come tavolino da caffè a New York, è tornato nella sua legittima sede, nel Museo delle navi romane di Nemi, nel Lazio. Il prezioso reperto è stato presentato ieri, con interventi del sindaco di Nemi, Alberto Bertucci, del direttore dei Musei del MiC, Massimo Osanna, e della direttrice del Museo delle Navi Romane, Daniela De Angelis.

Il mosaico ornava la pavimentazione di una delle due navi tempio dell’Imperatore Gaio Giulio Cesare Augusto Germanico che, meglio conosciuto come Caligola, per il nome dei suoi calzari preferiti, regnò per pochi anni, dal 37 al 41 dopo Cristo, quando fu assassinato dalla sua Guardia pretoriana, a soli 28 anni. Passato alla storia per le sue efferatezze – sulle quali però gli storici contemporanei oggi dibattono – Caligola diede mandato di costruire due navi tempio, cioè navi dalle funzioni puramente cerimoniali. Le due navi erano ancorate al lago di Nemi, luogo ove sorgeva il Tempio di Diana Aricina, centro religioso e politico importante e frequentato.

Entrate tra le leggende del posto, le due navi furono poi individuate sul fondale del lago alla fine del 1890. Vennero poi ripescate quasi intatte negli anni ’20 del XX secolo e conservate nel Museo delle navi romane, istituito successivamente, negli anni ’30, per conservare le due navi e i loro tesori. Ma nel 1944, durante gli scontri tra gli Alleati e le truppe naziste, bruciarono in un incendio.

Veduta aerea dello scafo della seconda nave di Nemi, completamente emerso dalle acque

Da Nemi a New York: il singolare viaggio del mosaico di Caligola

Il mosaico, ampio 1,5 metri quadrati e composto da pietre verdi, rosse, viola e bianche, faceva parte di un pavimento intarsiato e non è chiaro quando sia passato in mani private e in quali circostanze. Dopo chissà quali vicissitudini, alla fine venne acquistato da tale Helen Fioratti, antiquaria di New York, che ne ricavò un tavolino da caffè per il suo appartamento di Park Avenue. E lì è rimasto, relativamente indisturbato per decenni se non per qualche tazzina, fino al 2013, quando un esperto di pietre preziose, Dario Del Bufalo, riconobbe, casualmente, il reperto.

Dopo aver sentito Fioratti, che dichiarò di aver acquistato il reperto in Italia, quarant’anni prima, nel 2017 l’ufficio della procura di Manhattan annunciò di aver sequestrato il mosaico, per restituirlo alle autorità italiane. Fioratti non è mai stata incriminata e non ha intentato ricorso contro il sequestro ma si è sempre proclamata in buona fede, sostenendo di aver acquistato il mosaico da «Uno storico dell’arte italiano noto per il suo lavoro di recupero di opere d’arte rubate dai nazisti», come dichiarato ad Associated Press. E oggi, il mosaico è stato finalmente tornato al suo posto, al Museo di Nemi, insieme agli altri manufatti appartenenti alle navi di Caligola scampati alle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale.

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