I papillon, gli occhiali tondi, quel modo unico di parlare di arte e di trasmetterla così, con la sua innata, elegante schiettezza; e ancora il carisma, la stravaganza, quella che rende chic anche il tratto più kitsch. Non ha bisogno di presentazioni l’indimenticabile Philippe Daverio, tra i protagonisti dell’incanto di Arredi e Dipinti Antichi che dal 20 al 23 aprile animerà le sale di Palazzo Crivelli, la storica sede de Il Ponte Casa d’Aste.

«Era molto curioso», racconta di lui Elena Daverio, in un flusso di immagini sulla sua vita e sulla sua collezione. «Si definiva antropologo culturale e la sua curiosità rifletteva la sua gioia di vivere ed il suo particolarissimo approccio con l’arte. Aveva grande disponibilità con chiunque lo avesse avvicinato, da tutti traeva qualche spunto, aveva una bulimia anche nell’acquisto di ogni oggetto che potesse suscitargli un interesse, fosse un quadro, un libro, una scultura, un abito o un souvenir… Amava molto le botteghe degli antiquari, le visitava ovunque andasse, ma amava anche i mercatini minimi, dove trovava la “storia dell’uomo”. Da questa bulimia è nata la sua folle collezione. Era attorniato da oggetti curiosi, importanti, enigmatici, insoliti… che ora vanno all’incanto per sostenere la sua immensa biblioteca, che rispecchia la personalità oltre che la cultura che Philippe impersonava».

Philippe Daverio Ponte
Un selezione di beni provenienti della Collezione Philippe Daverio: partendo da sinistra un Jukebox modello L100 “select-o-matic” del 1957, diversi vasi tra cui i modelli “Erinna” e “Astimelusa” firmati Ettore Sottsass e il Vaso tripode modello “Amazzonia” di Gaetano Pesce; sulla parete l’arazzo di Patrizia Medail “Caterina di Russia” del 2003; al centro della sala “l’Automobile” in bronzo dell’artista Armando Riva, 2004; sulla destra il ritratto di Omar Ronda e Cracking Art Group “Daverio Frozen Sex Portrait” del 2004. Il Ponte Casa d’Aste

Bulimia dell’acquisto, istinto, curiosità in ogni cosa. Ed eccola quindi la joie de vivre di Philippe Daverio, che non ha mai avuto paura di osare. Ci sono vasi colorati ed eterogenei accostati agli oggetti in vetro, marmo e ceramica di Ettore Sottsass, come il portafrutta modello Gaya (stima: 1.200 – 1.500 euro); ci sono un ritratto realizzato da Panciroli, un Jukebox del 1957, l’Automobile in bronzo dell’artista Armando Riva; e ancora le vetrine in legno provenienti dall’arredo di Piero Portaluppi per Casa Gadda (stima: 4.500 – 5.500 euro), che il critico ha sapientemente mescolato con gli arredi Liberty di inizio ’900 e con i mobili di gusto francese.

C’è tutto un universo, tra gli oggetti di Daverio, ci sono quegli azzardi di mondi lontani che si incontrano, collidono e poi, chissà come, si incastrano alla perfezione. «Amo il gioco, l’amore, i libri, la musica, la città e la campagna, infine tutto!», questa frase di Jean de la Fontaine lo descrive davvero alla perfezione.

Philippe Daverio Ponte
Ettore Sottsass, Portafrutta modello “Gaya”, produzione Up&Up, Italia 1983
Provenienza: Collezione Philippe Daverio. Il Ponte Casa d’Aste
Philippe Daverio Ponte
Ettore Sottsass, Vaso “Erinna”, Memphis, Milano 1986. Provenienza: Collezione Philippe Daverio. Il Ponte Casa d’Aste
Piero Portaluppi, Coppia di vetrine in legno di rovere massello, Milano anni ’10. Provenienza: Collezione Philippe Daverio. Il Ponte Casa d’Aste

Non solo Daverio: le collezioni di Cesare e Gina Romiti e del Capitano di Fregata Giuseppe Orlando

Ma le sorprese de Il Ponte non finiscono qui. Tra gli arredi e i dipinti antichi che sfileranno a Palazzo Crivelli, anche la ricchissima collezione di Cesare e Gina Romiti. Lui, ex amministratore delegato della Fiat e presidente di Rcs, lei, carattere forte e deciso, sempre pronta ad aiutare i meno fortunati. Una coppia devota alla raffinatezza e all’armonia, da ricercare in parte nel passato – tra gli obelischi, le colonne e gli arredi intarsiati – e poi qui, nel presente, con quei dipinti che incontreremo anche all’asta di Arte Moderna e Contemporanea, a fine maggio.

«Le case di Roma, Milano e Cetona erano, per la coppia, come fogli bianchi in cui lasciare di volta in volta traccia di ciò che andava incontro al loro gusto», spiegano da Il Ponte, «sia che provenisse dal suggerimento dell’amico antiquario, che dalla visita alla galleria nota e abituale». Qualche esempio? L’olio su tela di Pietro Barucci dal titolo Fori romani (stima: 1.800 – 2.200 euro), due preziosi obelischi attribuiti a Wilhelm Hopfgarten e Benjamin Ludwig Jollage (stima: 5.000 – 6.000 euro) e una natura morta di Pseudo Salini (stima: 14.000 – 16.000 euro), tutti pronti a passare di mano con l’incanto di aprile.

Wilhelm Hopfgarten e Benjamin Ludwig Jollage (attr.). Due obelischi in bronzo cesellato e dorato poggianti su basi in granito rosa egizio. Roma, primo quarto del secolo XIX.
Provenienza: Collezione Cesare e Gina Romiti. Il Ponte Casa d’Aste
Versatoio con bacile in argento e vermeille. Brocca decorata in rilievo con stemma degli Zar e cifre della Gran Duchessa Olga Nikolaevna, figlia di Nicola I e di Alexandra Feodorovna. San Pietroburgo, argentiere Carl Tegelsten, assaggiatore Dimitry Ilych Tverskoy, metà secolo XIX.
Provenienza: Villa Orlando Bellagio, Lago di Como. Il Ponte Casa d’Aste

Ancora uno sguardo al catalogo de Il Ponte. L’ultima collezione della nostra rassegna è quella del Capitano di Fregata Giuseppe Orlando, custodita nelle sale di Villa Orlando a Bellagio, sulle rive del lago di Come. Mortai, argenti, geodi, e ancora quarzi, dipinti antichi: sono loro i protagonisti della terza, personalissima raccolta che si inserisce tra house sales in calendario, emblema di quel vivere l’arte che è fil rouge di queste vendite straordinarie. Appuntamento dal 20 al 23 aprile in via Pontaccio 12, Milano.

Pietro Barucci, “Fori romani”. Provenienza: Collezione Cesare e Gina Romiti. Il Ponte Casa d’Aste
Philippe Daverio Ponte
Pseudo Salini (attivo tra il secolo XVII e XVIII), Natura morta di frutta all’aperto su due piani di roccia. Provenienza: Collezione Cesare e Gina Romiti. Il Ponte casa d’Aste

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