Le foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo MaggioLe foto storiche del Primo Maggio

Ha scritto Gianni Rodari che «Maggio viene ardito e bello, con un garofano all’occhiello, con tante bandiere nel cielo d’oro, per la festa del lavoro». Il primo giorno del mese di maggio è quello tradizionalmente dedicato alla Festa dei lavoratori ed è per loro un giorno di riposo, un giorno di festa. Negli anni è stato spesso un giorno di manifestazioni per il lavoro sì, ma anche per altro: dalla guerra del Vietnam ai diritti delle donne.

Lo raccontano le foto storiche che sono nella gallery in alto.

La prima giornata dei lavoratori sarebbe datata 5 settembre 1882. In quella giornata i Knights of Labor, i cavalieri del lavoro, organizzarono una manifestazione a New York, due anni dopo stabilirono che la manifestazione avvenisse ogni anno. Non è in maggio però, La data del primo maggio ricorda gli incidenti, nei primi giorni di maggio del 1886, durante la rivolta di Haymarket, Chicago.

In Italia la festa del Primo Maggio fu introdotta nel 1891. Il nostro paese il lavoro ce l’ha nella Costituzione. Dice l’articolo 1 che «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro».

Di lavoro hanno parlato scrittori, poeti e filosofo. Per Joseph Conrad «il lavoro non mi piace ma mi piace quello che c’è nel lavoro: la possibilità di trovare sé stessi. La propria realtà, per sé stessi, non per gli altri, ciò che nessun altro potrà mai conoscere». Queste sono invece le parole di Adriano Olivetti: «Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, che non giovi a un nobile scopo».

Scriveva bene Mark Twain che il segreto del successo nella vita è fare della tua vocazione il tuo divertimento, mentre Voltaire diceva che «il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno». Concludeva Primo Levi che «l’amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta della felicità sulla terra».

Il diritto al lavoro è stato spesso negato ed è diventato un miraggio per molti, donne in particolare, negli ultimi mesi a causa della pandemia. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo dice però che «ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale».

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