Questo articolo è pubblicato sul numero 5 di Vanity Fair in edicola fino al 3 febbraio 2021

Il 30 gennaio 2020, più o meno un anno fa, l’Oms dichiarava il coronavirus «un’emergenza sanitaria globale», mentre in Italia due turisti cinesi, ricoverati in isolamento all’ospedale Spallanzani di Roma, venivano registrati come i primi due casi di malati affetti da Covid-19 accertati in Italia. Da quel giorno non sembrano passati 12 mesi, ma un intero decennio. E lo spirito di lotta e di speranza che ci hanno accompagnato fino a qui oggi sembrano lasciare il posto a uno strano limbo, un luogo incolore dove l’incertezza è persino più forte della paura.

Sono arrivati i vaccini, è vero, ma la strada ancora da percorrere non solo sembra lunga, a volte si ha l’impressione che non finisca mai. Qualche giorno fa, il settimanale The Economist ha pubblicato un articolo che ha fatto molto discutere: la sua tesi era che dobbiamo essere molto ottimisti circa la prossima decade perché quello che ci aspetta in futuro, dietro l’angolo della pandemia, è una rinascita simile ai ruggenti anni Venti del secolo scorso.

Ora, tra l’estrema fiducia del periodico inglese e il senso di sconfitta che ci pervade, abbiamo scelto questa settimana di proporvi le storie di alcuni personaggi, soprattutto donne, che hanno imparato a vivere fuori dagli schemi come spiriti liberi da convenzioni, sovrastrutture, consuetudini e difficoltà piccole e grandi. Da Kamala Harris (che ci svela in esclusiva un estratto dalla sua autobiografia) a Charlize Theron, passando per la nostra star di copertina Laura Chiatti: nelle prossime pagine troverete la forza di chi ha saputo guardare oltre il presente scardinando tutto quello che gli altri davano per assodato, per normale, per insormontabile.

Ecco, al contrario: si può cambiare, si può superare, si può sorpassare. Penso che abbiamo tutti bisogno di queste visioni in un momento in cui la tentazione di arrendersi allo stordimento è molto, molto alta.

Buona lettura
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