A Milano, Prometeo Gallery di Ida Pisani, inaugura oggi, 9 febbraio, “In-attesa”, una collettiva che attraverso le opere di nove artisti internazionali riflette sul tema della migrazione da molteplici punti di vista, con particolare attenzione alle cause che spingono i singoli o intere popolazioni a mettersi in cammino.

Nel percorso espositivo lavori di Maria José Arjona (1973, Bogotà, Colombia), Filippo Berta (1977, Treviglio), Regina José Galindo (1973, Guatemala city, Guatemala), Edson Luli (1989, Shkoder), Maria Evelia Marmolejo (1958, Pradera, Colombia), Ruben Montini (1986, Oristano), Santiago Sierra (1966, Madrid), Giuseppe Stampone (1974, Cluses, Francia) e Mary Zygouri (1973, Atene).

«Idealmente senza soluzione di continuità con la rassegna collettiva “A volte penso che…“, con riflessioni visive sul primo scoppio della pandemia, Prometeo Gallery decide ora – a un anno dall’origine dell’emergenza sanitaria – di rileggere il racconto di nove autori sul tema delle migrazioni dei popoli, una diaspora forzata e costante cui l’evento pandemico si sovrappone con effetti devastanti, e a cui questo inedito cataclisma rischia di sottrarre la giusta attenzione dell’opinione pubblica», ha spiegato la galleria.

Mary Zygouri, Venus of the rags – IN TRANSIT – Eleusis, 2014. Stampa su carta cotone, 50 x 75 cm. Courtesy Prometeo Gallery Ida Pisani, Milano-Lucca

«Colmando frequenti lacune mass-mediatiche, – ha ricordato la galleria alla stampa – “In-attesa” si propone di riportarci a riflettere sui germi dei fenomeni migratori, dall’epilogo spesso tragico. Attraverso opere video, disegni e installazioni si dà prova che ciò che non lascia scelta al migrante, ovvero i conflitti, la povertà e la scarsità delle risorse, è spesso frutto di comportamenti predatori del singolo potere, o di scelte politiche comunitarie inique. La selezione di opere in mostra getta luce sui semi di queste diaspore, in segno di lotta contro ogni politica di esclusione e di disumanizzazione, offrendosi invece come strumento corale per andare oltre qualunque confine fisico e linguistico, in cui troppe voci spesso si perdono. Fortemente stratificata, già dal titolo la mostra sottolinea in particolare la condizione di attesa, patita dai migranti in transito per espletare una qualsiasi funzione basilare per l’uomo: attesa per mangiare, per avere un letto in cui dormire, per andare in bagno, per essere rilasciati o perché qualcuno li vada a prendere».

Prometeo Gallery accoglierà oggi il pubblico nella propria sede, in Via Ventura 6, dalle 11.00 alle 21.00.

In concomitanza con questo evento, ha ricordato la galleria, «si apre anche una nuova collaborazione con Viafarini, nello spazio CONCORDIA 11 (in Corso Concordia 11, Milano), che si concretizza nella costruzione di un dialogo espositivo tra due artisti, uno rappresentato dalla galleria e uno attualmente in residenza presso la storica organizzazione non profit: Regina José Galindo e Arjan Shehaj (1989,  Patos, Albania)». Il primo evento sarà l’incontro per il pubblico con Arjan Shehaj, domani, 10 febbraio dalle ore 18.00.







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