Pronto per il suo debutto “Collezionisti e valore dell’arte in Italia”. La prima edizione di una collana interamente dedicata al mercato dell’arte moderna e contemporanea promossa da Intesa Sanpaolo Private Banking, in collaborazione con Direzione Arte Cultura e Beni Storici e Direzione Studi e Ricerche della banca. La presentazione dello studio è in programma per oggi, lunedì 11 gennaio alle ore 15:00, sulla pagina del gruppo gruppo.intesasanpaolo.com e sul sito dell’ansa.

Un libro che studia il valore dell’arte nel nostro Paese, identificando i vari collezionisti italiani, non solo per rilanciare un settore economicamente rilevante, ma anche per contribuire a diffondere l’importanza dell’arte alle future generazioni. Nel dettaglio, la divisione di private banking intende testare un metodo di rivelazione, ottenere dati affidabili e analizzare informazioni inedite riguardanti il collezionismo dell’arte italiana.

Secondo l’analisi condotta dal Gruppo, i collezionisti hanno perlopiù un’eta media poco superiore ai 58 anni, di cui il 75% costituito da uomini. Si tratta principalmente di laureati (imprenditori, liberi professionisti o dirigenti d’azienda) che colleziona arte contemporanea (il 94%). Per il 70% risiedono al Nord, nelle regioni più ricche del nostro Paese, solo l’11% al Centro e al Sud il 7%, il restante all’estero. Alla base della scelta della opere ci sono fattori emotivi, anche se il 30% circa ha espresso una motivazione di natura economica, come la rivalutazione dell’opera (35%), la conservazione del capitale (28%) e la liquidabili dell’opera (15%).

Il volume è edito da Gallerie d’Italia/Skira, contenente testi di: Guido Guerzoni, Università Bocconi; Flaminia Iacobucci, Studio DCAI; Alberto Fiz, Marina Mojana, Silvia Anna Barrilà, Eikonos Arte; Paola Musile Tanzi, SDA Bocconi e Università di Perugia; Francesca Bacis, Andrea de’ Mozzi, Enrico Maria Mancuso, Federica Menga, Edoardo Pedersoli, Mattia Pivato, Pedersoli Studio Legale; Michele Coppola, Intesa Sanpaolo.

“I private banker riconoscono sempre di più l’importanza di mettere a disposizione dei propri clienti servizi e strumenti dedicati ai beni artistici – ha dichiarato Tommaso Corcos, AD Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking – che contribuiscono a diversificare il loro patrimonio, con il supporto di professionisti preparati, di esperti indipendenti e con una approfondita conoscenza del mercato di riferimento”.

“Il sostegno del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo alla crescita di un settore strategico per il nostro Paese, si concretizza ancora di più in questo momento, anche individuando temi di ricerca originali, realizzando indagini capaci di accrescere la conoscenza del mercato dell’arte e del collezionismo italiano e condividendo le informazioni ottenute”, ha affermato Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo.

“Questo studio rientra in una logica di approfondimento e valorizzazione del patrimonio artistico appartenente alla Banca, al quale abbiamo dedicato il polo mussale delle Gallerie d’Italia e che tra l’altro è oggetto di un importante progetto di rideterminarono e monitoraggio del fair value, intrapreso con lungimiranza dal nostro Gruppo sin dal 2017”, ha concluso Coppola.

Da oltre un decennio, il mercato dell’arte e dei beni da collezione è considerato un settore economico strategico e consolidato, oggetto di una maggiore attenzione non sono da studiosi e analisti ma anche dagli istituti di credito e investitori istituzionali. Sempre meno “beni rifugio”, tanto da essere considerati veri e propri strumenti finanziari e investimenti autonomi, alternativi o complementare rispetto a quelli tradizionali, in grado di diversificare il proprio patrimonio.

L’articolo Intesa Sanpaolo presenta prima edizione di “Collezionisti e valore dell’arte in Italia” proviene da FIRST Arte.