Onofrio Cutaia, dal mese scorso, è il nuovo Direttore Generale Creatività Contemporanea del MiBACT. Ex Direttore Generale per lo spettacolo, dal 2012 al 2014, Cutaia è stato anche, dal luglio dello stesso anno, Direttore Generale per le politiche del Turismo. Docente all’Università degli Studi Roma Tre e alla Sapienza, lo abbiamo raggiunto per farci raccontare i suoi progetti per la DGCC, che iniziano in un anno non facile come il 2021.

Onofrio Cutaia

Partiamo dalla situazione attuale: in che misura l’incertezza politica, oltre alla gravissima crisi generata dalla pandemia, potrebbe influenzare le attività della DGCC?

Il settore delle arti e, più in generale, della cultura è molto provato dal difficile anno di pandemia. Da sempre la cultura e il turismo sono settori trainanti della nostra economia, ma l’anno trascorso ha fatto emergere la necessità di rivedere le modalità di valorizzazione e di fruizione del nostro patrimonio, così come le modalità di sostegno al settore. Pur essendo necessario ripartire in sicurezza, il coraggio delle scelte in questo momento è importante. Devono essere trovate nuove strade, anche per poter affrontare al meglio, in futuro, eventuali altre situazioni di criticità.

Lo spostamento delle Biennali

Lo spostamento di un anno della Biennale Architettura è stata una delle scelte più difficili. A maggio 2021, comunque, avremo di nuovo l’occasione per ritrovarci a Venezia e conoscere le proposte delle tante realtà internazionali. Com’è noto, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT sostiene la partecipazione italiana alla Biennale attraverso il Padiglione Italia, di cui il Direttore Generale è il Commissario. Mentre stiamo predisponendo le azioni per il progetto della Biennale Arte 2022, siamo nel vivo del lavoro per la Biennale Architettura 2021. Il tema del progetto del Padiglione Italia di quest’anno è “Comunità Resilienti”, curato dall’architetto Alessandro Melis, che si focalizza su quanto l’architettura possa influire sul presente. Il progetto pone al centro del dibattito, in tutta la sua drammaticità, la questione del cambiamento climatico e si fonda sulla ferma convinzione che l’architettura debba contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità della vita che conduciamo, fornendo risposte adeguate ai mutamenti ambientali e sociali del nostro tempo. Gli artisti, nel senso più ampio del termine, e quindi anche gli architetti, possono e devono aiutare a creare percorsi nuovi. Non solo l’architettura e l’arte contemporanee, ma anche le arti sceniche e il cinema saranno molto importanti per ritrovare un senso durante e al termine di questo difficile periodo.

Quali sono i Suoi prossimi programmi per la DGCC?

Partiamo da quello che è già in essere. La Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT ha il compito fondamentale di promuovere e sostenere l’arte, l’architettura, le arti applicate contemporanee, le imprese culturali e creative, nonché interventi di rigenerazione urbana. L’evoluzione di questa Direzione Generale in seno al Ministero è molto particolare. Nasce in realtà nel 2001 con una denominazione diversa, ma inizialmente non aveva tutte le funzioni che le sono state poi attribuite di recente. Con la riorganizzazione del MiBACT nel 2019, la Direzione Generale ha ampliato i suoi campi d’azione e la nuova denominazione esprime la volontà di attivarsi su più fronti: promuove quanto di più contemporaneo producono l’arte e l’architettura italiane, ma guarda e studia con interesse anche le imprese culturali e creative, compresi moda e design, con l’intento di sostenere e promuovere quanto viene prodotto nel nostro Paese, ponendolo all’attenzione internazionale. Come Direttore Generale entro quindi in un percorso molto interessante e stimolante e mi pongo l’obiettivo di intervenire immediatamente su alcuni aspetti.

Internazionalizzazione e Rigenerazione

Certamente il primo obiettivo è quello di insistere sulla internazionalizzazione dell’arte e dell’architettura contemporanee del nostro Paese e dare maggiori possibilità agli artisti e agli architetti (così come a designer, curatori, critici, protagonisti dell’eco-sistema del contemporaneo e altre professionalità del settore) di essere sempre più presenti nel mondo.

Il secondo obiettivo è sicuramente quello di stimolare ancor di più l’intreccio e la contaminazione tra le arti. Per la mia esperienza passata, non solo ministeriale, ma anche come direttore di teatri – tra cui per cinque anni alla direzione del Mercadante di Napoli – non posso assolutamente fare una vera distinzione tra le arti sceniche e le altre arti. Mi riprometto di continuare, anche alla guida della Direzione Generale Creatività Contemporanea, a intendere trasversalmente tutte le arti.

Altro obiettivo primario è la rigenerazione urbana. Per me è davvero uno dei temi più importanti su cui lavorare. Le attività devono essere molteplici, trasversali, con obiettivi di media e lunga durata. Lavorare su obiettivi a breve termine non è assolutamente il compito che si deve porre un’istituzione.

Italian Council e Creative Living Lab

Bandi come Italian Council e, soprattutto, Creative Living Lab, sono strumenti con i quali enti pubblici e privati entrano in contatto sul territorio: quali possono essere le ricadute di queste progettualità, sul lungo periodo?

“Italian Council” è uno dei progetti di punta della Direzione Generale Creatività Contemporanea e ha l’obiettivo di supportare e promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo secondo tre linee di intervento: produzione internazionale di nuove opere italiane, promozione internazionale di artisti, curatori e critici, sviluppo dei talenti. La nona edizione del bando finanzia 11 nuove produzioni, 2 acquisizioni di opere, 4 mostre monografiche all’estero, 3 partecipazioni a manifestazioni internazionali, 6 progetti editoriali internazionali e 2 residenze di ricerca all’estero. Con questa edizione, per la prima volta sono anche finanziate 9 borse di studio per sostenere la ricerca internazionale di artisti, curatori e critici. E anche in questo caso ogni progetto deve necessariamente prevedere la collaborazione con realtà culturali internazionali. Il rapporto tra enti pubblici e privati, sia italiani sia esteri, è da sempre alla base del successo dell’iniziativa.

L’incisività nel territorio e la creazione di network di successo tra pubblico e privato è invece una delle caratteristiche di “Creative Living Lab”, di cui è stata lanciata la terza edizione con scadenza il 10 marzo. La domanda a cui si vuole rispondere con questo progetto è: come poter essere utili al lavoro che già avviene nei territori, dai grandi ai piccoli centri, da nord a sud, sostenendo tutte le realtà, non in modo autoreferenziale, ma stimolando un proficuo dialogo tra tutte quelle operanti nel settore? Alle due edizioni precedenti hanno partecipato in oltre seicento, tra cui moltissime associazioni, e questo dà il riscontro della validità dell’iniziativa. I progetti realizzati grazie a “Creative Living Lab” sono di grande rilievo e possono essere presi a modello per successive azioni. Il Ministero ha voluto quindi aumentare il budget dedicato, stanziando oltre 1 milione di euro per il finanziamento di progetti di rigenerazione urbana, attraverso attività culturali e creative, di natura multidisciplinare e di riqualificazione degli spazi di prossimità all’interno delle aree residenziali.

La maggior parte delle iniziative della DGCC hanno la struttura di bando/premio, con diversi vincitori. In che modo state lavorando per rendere strutturali queste iniziative che per loro natura sono “episodiche”? In altre parole, c’è bisogno di sostenere gli artisti continuativamente, come avviene in altri Paesi europei?

Alcuni importanti progetti della Direzione Generale Creatività Contemporanea sono sì strutturati in forma di avviso pubblico o di premio, ma la storia di questi progetti li priva della natura ‘episodica’. Inoltre, il sistema ‘bando’ o meglio ‘avviso pubblico’, attraverso la selezione di progetti sulla base della qualità, premia l’eccellenza progettuale e stimola una sana competizione, è estremamente trasparente ed evita il finanziamento a pioggia. Nello stesso tempo sarà utile ragionare sull’evidente carenza del territorio nazionale di luoghi pubblici intesi come ‘residenze creative’ che possibilmente facciano rete tra loro. Si sta studiando l’ipotesi di lavorare a una sorta di ‘dorsale’ dell’arte contemporanea articolata in luoghi attivi della produzione e della fruizione. Ovvero luoghi di lavoro e di partecipazione.

I già citati “Italian Council” e “Creative Living Lab” hanno una storia importante: il primo sta per lanciare la sua decima edizione, mentre il secondo è alla sua terza edizione. Anche i Premi nati in collaborazione con la Direzione Generale Promozione del Sistema Paese del MAECI (come Premio New York, Premio Berlino, Premio Mosca, Premio Barcellona) hanno una programmazione strutturata e sono stati messi in stand-by solo quest’anno a causa della pandemia, poiché parte del progetto prevede l’opportunità per i vincitori di sviluppare le proprie esperienze a contatto con l’ambiente culturale e artistico nelle città estere individuate. Rilanceremo quindi i Premi non appena sarà possibile. Anche il bando “Un’Opera per il Castello” è alla sua ottava edizione, mentre contiamo di riprendere quanto prima, al termine dell’emergenza sanitaria, il “Festival dell’Architettura”. Il progetto, di cui è stata lanciata finora solo la prima edizione perché il progetto è volto nello specifico a promuovere la diffusione tra tutti i cittadini dell’importanza del ruolo dell’architettura di qualità per il progresso civile, sociale ed economico del Paese. Il nuovo avviso pubblico “PAC – Piano per l’Arte Contemporanea” è legato comunque al Piano dell’Arte Contemporanea che esiste dal 2001 e che con questa formula ha ampliato la platea per garantire maggiore inclusività e stimolare eccellenze e potenzialità di tutti i luoghi pubblici della cultura. “Strategia Fotografia” nasce invece dall’ampliamento delle competenze anche nel settore della fotografia, che comunque era già interessato da altre azioni istituzionali come “Premio Ghost” e “Borsa di studio sulla cultura fotografica”.

Ma tra le attività della Direzione Generale Creatività Contemporanea c’è anche un intenso lavoro “dietro le quinte”, che a volte non riesce a raggiungere l’attenzione dei media e, di conseguenza, del pubblico.

Palazzo delle Esposizioni, Quadriennale 2020

Le collaborazioni con Quadriennale, MUFOCO, MAXXI, AMACI, Accademie di Belle Arti…

Pensiamo solo alle numerosi convenzioni che vengono siglate con realtà pubbliche e private, come ad esempio con la Fondazione Quadriennale di Roma per la realizzazione di Q2020 e del suo principale evento collaterale “Domani Qui Oggi”, mostra che presenta il lavoro dei dieci artisti emergenti provenienti dalle Accademie di Belle Arti selezionati nell’ambito del Premio AccadeMibact; o con la Triennale di Milano per le attività espositive e per la collaborazione con il MUFOCOMuseo di Fotografia Contemporanea; o con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali per la realizzazione del progetto “Arte e Spazio Pubblico”; o con AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani per la realizzazione della Giornata del Contemporaneo e per l’accrescimento del progetto RAAM – Ricerca Archivio AMACI Musei; o con la Fondazione MAXXI per tante attività diverse, tra cui ad esempio la coproduzione e la realizzazione della mostra “Real_Italy”; o con la Fondazione Riusiamo l’Italia per collaborare alla realizzazione di uno strumento di monitoraggio e ricerca sui temi della rigenerazione urbana, attraverso l’adeguamento dei contenuti della piattaforma “Osservatorio del Riuso”; o ancora con le Università sia per le piattaforme sia per la valutazione e il monitoraggio di dati relativi ai progetti; o ancora con i Segretariati Regionali del MiBACT per la realizzazione del progetto “Aggiornamento e ampliamento del Censimento nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento”.

Un altro “dietro le quinte” è l’enorme lavoro fatto sulle piattaforme di monitoraggio, una delle attività di cui la nostra Direzione va giustamente fiera. “Luoghi del Contemporaneo” è uno strumento di valorizzazione che permette di orientarsi nella conoscenza del panorama artistico del contemporaneo su tutto il territorio nazionale e che offre la possibilità di navigare facilmente tra le diverse categorie proposte (associazioni, arte negli spazi pubblici, collezioni, fondazioni, istituti esteri, musei, musei aziendali e d’impresa, parchi e giardini, spazi espositivi e spazi indipendenti). Si tratta della prima ricognizione di carattere istituzionale, effettuata dal MiBACT, esclusivamente dedicata alle realtà del contemporaneo in Italia e viene continuamente implementata e aggiornata. “Atlante dell’Architettura Contemporanea” è un vero e proprio racconto fotografico di grande impatto, finalizzato alla promozione e alla valorizzazione dei contenuti della piattaforma “Censimento nazionale delle architetture del secondo 900”, che si basa su una metodologia di schedatura unificata e su criteri di selezione omogenei applicati su tutto il territorio italiano e che è in corso di implementazione e restyling.

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