Se vi dico Captain America la prima cosa che vi viene in mente (ne sono sicura) è Chris Evans armato di scudo nei vari film della saga degli Avengers. Però, per gli appassionati di fumetti le vicende di Steve Rogers, il nome da “civile” del supereroe, sono ben più complesse e nei nuovi comic books in uscita, The United States of Captain America, dovrà ritrovare lo scudo che gli è stato rubato. Nel suo viaggio, in giro negli Stati Uniti, incontrerà diverse persone che, inspirandosi a lui, proteggono i membri delle proprie comunità.

Tra questi c’è Aaron Fisher, un adolescente gay, paladino della comunità LGBTQ e di tutti i «fuggitivi e diseredati», come è stato descritto da i suoi ideatori.

Questo nuovo personaggio vedrà definitivamente la luce, su carta, a giugno in occasione del Pride Month. Un prodotto che la Marvel vuole regalare ai suoi fan sostenendo apertamente i diritti delle persone LGBTQ. A disegnarne le fattezze c’ha pensato l’illustratrice transgender messicana, Jan Bazaldua: «Captain America combatte contro esseri molto potenti e salva il mondo quasi sempre, ma Aaron aiuta quelli che camminano da soli nelle strade con problemi che affrontano ogni giorno. Sono felice di aver dato vita a un personaggio apertamente gay che combatte per le persone invisibili agli occhi della società».

Lo stile del Captain America of Railways – l’altro nome di Aaron Fisher, che si riferisce, appunto, alle ferrovie dove spesso si rifugiano senza tetto o adolescenti in fuga – è molto urban: capelli rasati, cresta, salopette e Converse All star nere. Per lo sceneggiatore, Joshua Trujillo, l’ispirazione è arrivata pensando a tutti i giovani attivisti che, negli ultimi anni, lottano con coraggio per rivendicare i propri diritti in tema ambientale, sociale e politico. «Spero tanto – ha sottolineato Trujillo – che questa storia ispiri le prossime generazioni di lettori».

Mio piccolo auspicio personale: vedere Aaron Fisher al cinema, in una pellicola a lui dedicata. È vero, i film Marvel vengono visti molto spesso da adulti e adolescenti, ma i bambini sono una porzione consistente del pubblico di appassionati: non sarebbe bello se uno di loro, crescendo, volesse ispirarsi a questo personaggio?

Va bene combattere i cattivi che vogliono distruggere il mondo, ma rivendicare con orgoglio il proprio orientamento sessuale o di genere, cercando di proteggere i più deboli, non è molto meglio?