Uno dei libri più significativi di marketing che suggerisco sempre di leggere è Positioning, Al Ries e Jack Trout, 1982; il sottotitolo – The battle for your mind – è il vero portatore del contenuto del libro. Su questi concetti si sono edificate la gran parte delle strategie di marketing e delle ricerche di mercato che oggi conosciamo e utilizziamo. Ritengo che la memoria sia una specie di sesto senso che fonda la sua costruzione sui principali cinque sensi e si sedimenta in base alle esperienze – positive e negative, dirette e indirette – che facciamo durante la nostra vita. La memoria diventa generatore imprescindibile della nostra coscienza, della nostra consapevolezza e della nostra conoscenza e, si potrebbe dire, che quello che ricordiamo corrisponde a quello che conosciamo e, quindi, a quello che siamo. “Chi si ammala di Alzheimer non perde solo la memoria, ma anche la personalità”.

Gli studi sulla memoria e sul cervello sono molto attivi e rappresentano una delle frontiere più inesplorate dell’essere umano per comprendere i processi cognitivi e comportamentali.

Oggi si parla sempre più di memoria semantica, cioè di quella parte della memoria che concerne le conoscenze generali e il risultato dell’apprendimento scolastico, episodico ed esperienziale. Parte importante di questi studi si concentra sulla codifica, sulla ritenzione e sul recupero della memoria. Le applicazioni futuribili di memoria semantica spaziano dal machine learning (programmi di apprendimento per computer e robot) all’intelligenza artificiale. Il passaggio è ancora lungo, ma la direzione è presa. Nel futuro prossimo, l’automazione imparerà dai comportamenti umani connettendo le memorie semanticheattraverso le esperienze dirette e i comportamenti reiterati. L’intelligenza artificiale sfonderà il confine della predizione e svilupperà capacità anticipatorie che precederanno i ragionamenti, le sequenze e i comportamenti riferiti a un determinato processo, con o senza il supporto dell’essere umano. Ecco che le auto potranno viaggiare senza ilguidatore e le operazioni chirurgiche potranno essere eseguite senza chirurgo.

A parte queste applicazioni, i punti nodali della memoria semantica dell’essere umano sono l’acquisizione e la ritenzione di conoscenza e di esperienza. Apprendere di più e meglio è la fonte inesauribile per alimentare la nostra memoria semantica che si trasforma magicamente in identità distintiva.

“Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto.” Vincent Van Gogh. All the Best!

L’articolo La memoria semantica e l’identità distintiva proviene da FIRST Arte.