Per info e iscrizioni: www.lieu.city/call_for_projects

Deodato Salafia, founder di Lieu.City

Intervista a Deodato Salafia, founder di Lieu.City

Partiamo da Lieu.City: che tipo di progetto, come è nato e quali sono i suoi obiettivi?

«Lieu.city è una piattaforma social VR. Agli espositori permette con uno sforzo minimo di creare complesse mostre museali o fieristiche ed ai visitatori permette di interagire con curatori ed altri utenti. La piattaforma è utilizzabile con qualunque device, dallo smartphone ai caschetti immersivi. E’ nato da una idea di creare uno strumento semplicissimo da usare per costruire ambienti complessi. L’obiettivo è creare una community ed attrarre sponsor i cui proventi saranno in buona parte girati a chi produce le mostre e ai curatori».

© Lieu.City
Fino al 31 maggio è aperta la Call for VR Projects. A chi si rivolge e in che modo si pone rispetto a questo momento di incertezza generale?

«Si rivolge ai Musei o istituzioni che hanno mostre pronte e che per motivi legati alla pandemia non hanno potuto esibire. Il museo può offrire la mostra in modo gratuito o richiedendo un costo del biglietto. Lieu.city offre la tecnologia nonché un contributo in comunicazione. Non ci sono sponsor al momento, solo l’arte è protagonista».

© Lieu.City
Quali sono le caratteristiche che maggiormente sperate di trovare nei progetti che si candideranno?

«Progetti di  interesse per il grande pubblico, che abbiano un curatore attento alle nuove tecnologie, possibilmente con contenuti multilingua e contributi multimediali. La piattaforma può  ospitare sia opere come quadri, foto, video arte ed entro certi limiti anche sculture. Lieu.City è stata validata come soluzione innovativa in un Artatholon tecnologico guidato dal Ministero dei Beni Culturali, Invitalia ed Ernest Young, aperto nell’aprile 2020 e che si è concluso nel mese di marzo 2021».

© Lieu.City
Come sarà composta la giuria che selezionerà gli 8 progetti vincitori?

«Siamo certi che parteciparanno istituzioni importanti con mostre rilevanti, alcuna giuria potrebbe essere all’altezza. Di contro Lieu.city è una srl di diritto privato, quindi la trasparenza è doverosa. Abbiamo pensato di evitare giudizi soggettivi, come per i sistemi legislativi o i sistemi governativi a premi, sarà un algoritmo a scegliere. L’algoritmo sarà pubblicato sul sito in modo chiaro entro poche settimane e ben prima della chiusura del bando. Posso anticipare che si basa principalmente su numeri quali: numero di visitatori annuali del museo nel 2019, numero di mostre del museo nel 2019, rilevanza digitale e social, giusto per fare un esempio. Un comitato tecnico scientifico si esprimerà solo sulla fattibilità informatica e tecnica, mai sui contenuti. Posso anche dire che nessun ottimo progetto sarà lasciato fuori se ha una forte rilevanza per il grande pubblico. Questo algoritmo è ingiusto, perché ci potrebbe essere un museo con piccoli numeri ma che ha una grande contenuto, chiediamo ai piccoli musei di partecipare al bando lo stesso, in quanto stiamo lavorando per poter finanziare con ulteriori fondi e auspicabilmente aumentare il numero di contributi erogabili».

© Lieu.City
Quali altri progetti sta portando avanti Lieu.City in questo momento o a quali state lavorando per il prossimo futuro? 

«Nelle prossime settimane sarà rilasciato il modulo “avatar”, quindi le persone possono vedersi l’un l’altra dentro la piattaforma come in un vero vernissage o museo. Stiamo lavorando ad una forte integrazione tra mondo virtuale e mondo reale in modo che ci sia un grande valore aggiunto anche quando i musei fisici riapriranno, infine stiamo nativamente integrando la tecnologia blockchain ed NFT dentro la  piattaforma».

© Lieu.City

L’articolo Lieu.City: aperta la ‘Call for VR Projects’, alla ricerca di 8 progetti espostivi proviene da exibart.com.