Triennale Yokohama - 2017

Sappiamo oggi che la luce è una frequenza visibile dai nostri occhi, una oscillazione ben definita che viene interpretata come colori e forme dai nostri occhi. Quella luce, quell’energia, altro non è che l’affannosa danza di abitanti periferici di atomi folli che saltellano e ricadono a ritmi per noi frenetici. Il rumore delle loro cadute noi lo abbiamo chiamato luce, ne abbiamo definiti spettri, gli unici capaci a metterli a nudo tutti quegli schianti quantici. Spettri evocativi e sapienti capaci di svelare la vera frattura generata da quella creatura. Rumore di schianti continui ed incessanti, stranamente incessanti, che suonano note luminose, un concerto elettromagnetico di partiture complesse, milioni di battute al secondo, tanto fitte da crearne luce!