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Il 22 giugno di 35 anni fa Diego Armando Maradona fece il gol più bello della storia del calcio e, nella stessa partita, il gol più bugiardo. Erano i quarti di finale del Mondiale del Messico del 1986 e l’Argentina del Pibe de Oro affrontava l’Inghilterra con una voglia di rivincita che veniva anche della sconfitta della guerra delle Falkland. Maradona segnò con la mano e disse che era stata la mano di Dio.

Questa è una delle storie raccontate da Furio Zara in I Cavalieri della Favola Rotonda, Storie incredibili di campioni, calci e palloni, Baldini+Castoldi, Milano 2021, 20 euro, pagine 94. Disegni di Matteo Civaschi e H-57 Creative Station.

Ho detto una bugia, e allora? Ho detto che era stata la «Mano de Dios» a segnare quel gol. Il «Barba», come lo chiamavo io, mi aveva dato una mano, nel vero senso della parola. Quel pallone era troppo alto per prenderlo di testa, e io ero troppo piccolo per arrivarci. Così alzai la mano sinistra, come facevo da bambino quando giocavo con i ragazzi più grandi.

Fui furbo, perché tenni la mano vicino alla testa, in modo che nessuno potesse accorgersi di quello che stavo facendo. Il portiere inglese, Peter Shilton, saltò tranquillo, con le braccia tese in direzione del pallone. Chissà cosa ha pensato, quando se l’è visto sfilare da sotto il naso. Un maleficio? Un colpo di vento? Non ebbe nemmeno il tempo di rendersene conto, che già il pallone stava rotolando in rete. 1-0 per noi, e tanti saluti. Un difensore inglese si era reso conto della mia furbata, era corso dall’arbitro e stava protestando. Io andai felice verso la bandierina, senza voltarmi.

Vi confesso che avevo paura che nessuno dei compagni – per la vergogna – mi stesse seguendo. Come mi sarei comportato? Non lo so. So solo che mi seguirono tutti, vennero ad abbracciarmi e qualcuno dalla tribuna lanciò in campo persino una bandiera dell’Argentina.

Vincemmo quella partita, certo. Io dissi che era stata una vendetta divina, c’era una guerra in corso tra noi argentini e gli inglesi e in quel modo – per come la vedevo io – «El Barba» aveva deciso da che parte stare. Non ne sono più così convinto. E comunque non vincemmo quella partita grazie alla «Mano de Dios», non credete a chi vi racconta questa fandonia. La vincemmo perché di lì a poco segnai il gol più straordinario della storia del calcio. Questa è la sacrosanta verità, lo sanno tutti, anche il «Barba» lo sa. Ma questa è un’altra storia.

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Ciao e grazie Diego, sei stato il Calcio