A Orani, in provincia di Nuoro, il Museo Nivola attende il pubblico con la personale di Sarah Entwistle “You should remember to do those things done before that have to be done again”, a cura di Alfredo Cramerotti: «una grande installazione dell’artista britannica che disegna un itinerario poetico tra materiali e oggetti, intrecciando memorie personali e frammenti tratti dall’archivio del nonno di Entwistle, l’architetto Clive Entwistle», ha spiegato il museo. 

A questa mostra seguiranno i progetti espostivi con Peter Halley, Nairy Baghramian, Daniel Buren e le residenze dei fotografi emergenti Valeria Cherchi, Paolo Ciriegia, Vittorio Mortarotti, per il bando Mibact Strategia Fotografia 2020 vinto dal Museo Nivola.
In programma anche due i progetti esterni al museo: il Padiglione dell’Artigianato a Sassari e, a Sarule, Tempo artigiano, che «vedrà il designer Giulio Iacchetti dialogare con un gruppo di artigiani e artigiane del luogo».
Il museo sarà inoltre protagonista di “Pergola Village”, a Orani, un progetto sviluppato con Stefano Boeri.

Ne abbiamo parlato con Giuliana Altea, Presidente del Museo Nivola, e di Antonella Camarda, Direttrice.

Da sinistra: Giuliana Altea e Antonella Camardo, Ph. Gianluca Vassallo, courtesy

Le parole di Giuliana Altea, Presidente del Museo Nivola, e di Antonella Camarda, Direttrice

Qual è il rapporto del Museo Nivola con il territorio?

Antonella Camarda: «Il Museo Nivola di Orani è un centro dedicato all’arte contemporanea, in un’isola percepita dai più come un paradiso delle vacanze, e come una regione fortemente legata alle proprie tradizioni. Da un lato è, quindi, un contesto eccentrico, dall’altro è uno spazio in continua trasformazione, che propone una offerta culturale lontana dagli stereotipi. Del resto oggi, in uno scenario globalizzato, i concetti di centro e periferia sono diventati fluidi, e lavorare ai margini, anche per gli artisti, può essere più interessante».

Quali sono i progetti in programma quest’anno?

Giuliana Altea: «Il programma del 2021 riprende e sviluppa alcuni discorsi su cui il museo è impegnato da tempo. Il rapporto tra arte e architettura, che sarà toccato dalle installazioni di Peter Halley e Daniel Buren, è uno di questi. Si tratta di un aspetto fondamentale della ricerca di Costantino Nivola, la cui opera costituisce per il museo un punto di riferimento. Nivola è stato uno dei protagonisti internazionali del dibattito sulla “sintesi della arti”  tra gli anni cinquanta e sessanta, ed è interessante esplorare le declinazioni che questo tema conosce oggi. Tanto Halley quanto Buren si confronteranno con lo spazio dell’ex lavatoio di Orani, dedicato alle mostre temporanee, trasformandolo con il loro lavoro.
In modi differenti, le mostre di Halley e Buren si ricollegano anche a un altro filone di indagine, quello delle origini storiche e dell’evoluzione dell’arte concettuale, di cui abbiamo cominciato a occuparci nel 2019 con il progetto di Lawrence Weiner “Attached by Ebb and Flow”. Ora a Weiner si aggiunge Buren, un altro dei padri del concettualismo storico, mentre con Halley il focus si sposta sul riemergere del discorso concettuale negli anni Ottanta.
Un altro tema chiave che si lega all’eredità di Nivola è quello della scultura, alla quale torniamo con Nairy Baghramian, dopo  mostre come quelle di Tony Cragg, una delle figure internazionali che con maggiore energia ripropongono oggi l’attualità della scultura».

Come il Museo Nivola sta affrontando la situazione attuale generale e l’incertezza sulle riaperture?

Antonella Camarda: «L’alternanza di aperture e chiusure sta mettendo a dura prova la resilienza del museo. Abbiamo spostato on line la didattica per le scuole, e siamo uno dei musei più “social”, con una media di 50.000 interazioni a settimana, ma non c’è esperienza virtuale che possa sostituire quella fisica di incontro, con le opere e con le persone, possibile al museo.
Stiamo programmando già per l’estate una serie di micro eventi, legati alla danza, al teatro e alle arti performative, da realizzare in sicurezza, con pubblico limitato: sarà un modo per attuare gradualmente quel ritorno a una socialità “normale” e reinserire il museo nella routine della comunità.
Il museo deve trovare modi per essere presente, anche a porte chiuse, e resistere alla crisi, anche economica, derivante dalla chiusura, per tutelare lo staff, prima di tutto, ma anche per avere risorse per la programmazione culturale del dopo COVID».

Cortile del Museo Nivola, foto di Luca Cher, Courtesy Fondazione Nivola

La programmazione 2021

I prossimi progetti nelle parole del museo:

Peter Halley
Dal 27 marzo al 13 giugno

«Peter Halley, figura chiave del Neo Concettualismo americano affermatosi negli anni Ottanta, realizzerà un progetto site-specific diretto a trasformare lo spazio espositivo del museo, un antico lavatoio pubblico dalle forme e proporzioni simili ad una chiesa. Halley rivestirà interamente l’ambiente con le sue composizioni digitali, creando un’esplosione di colore fluo che investirà il visitatore, producendo un forte contrasto con il candore abbagliante del cortile e degli edifici del museo». 

Nairy Baghramian
(La mostra si svolgerà durante l’estate)

«Seguirà in estate la mostra di Nairy Baghramian, scultrice iraniana che vive a Berlino. Le sculture di Baghramian, dalle superfici tattili e colorate, hanno forme astratte, ma al tempo stesso sono cariche di allusioni alla corporeità, al design e alla storia della scultura; toccano temi legati al genere, all’identità, alla capacità degli spazi di veicolare ideologia. A Orani, l’artista si confronterà con l’opera di Costantino Nivola, prendendo spunto da un aspetto della scultura di Nivola che ne riassume bene il messaggio sociale: i playground».

Daniel Buren
(In autunno)

«Il programma espositivo del 2021 si chiude in autunno con Daniel Buren, uno dei padri dell’arte concettuale storica, alla quale ha dato anche un fondamentale contributo teorico con i suoi scritti. Con la mostra di Buren il Museo Nivola riprende il filo della riflessione sul concettualismo avviata nel 2019 con la mostra di Lawrence Weiner “Attached by Ebb and Flow”». Daniel Buren interverrà sugli spazi dell’ex-lavatoio con uno dei suoi lavori in situ.

Tre giovani fotografi in residenza: Valeria Cherchi, Paolo Ciriegia, Vittorio Mortarotti

«Il Museo Nivola è vincitore del bando Mibact Strategia Fotografia 2020 col progetto Poter restare fermo: tre giovani fotografi italiani emergenti, Valeria Cherchi, Paolo Ciriegia e Vittorio Mortarotti, indagheranno nel corso di una residenza a Orani i temi di crisi e di passaggio come momenti trasformativi dell’ecosistema sociale e naturale. Il progetto, a cura di Antonella Camarda e Giangavino Pazzola, parte da una poesia di Nivola, in cui l’artista esprime il desiderio di “poter restare fermo” come una pianta, invitando così ad abbracciare i ritmi lenti della natura in opposizione alla frenesia del vivere contemporaneo».

Progetti extra muros

«Tramite un accordo con la Fondazione Nivola, il Comune di Sassari ha affidato al Museo Nivola la gestione per i prossimi due anni del Padiglione dell’Artigianato di Sassari, in attesa che questo divenga sede del Museo dell’Artigianato e del Design. Il Padiglione è una bella architettura anni Cinquanta, al centro di un parco, ed è un edificio simbolo della rinascita dell’artigianato sardo nel secondo dopoguerra. A lungo chiuso, rinasce ora per accogliere una programmazione espositiva incentrata sui temi dell’artigianato, del design e dell’architettura».

«Sempre sull’artigianato e il design si incentra il progetto Tempo artigiano, nato da una collaborazione con il Comune di Sarule. Il progetto, che vedrà il designer Giulio Iacchetti dialogare con un gruppo di artigiani e artigiane di Sarule, esplora il concetto di tempo proprio dell’artigianato: il tempo lento della manualità, del rapporto con i materiali e della loro elaborazione, ma anche il tempo dell’esecuzione diretta, un tempo veloce, se confrontato a quello necessario all’industria per trasformare un progetto in prodotto seriale. Tempo artigiano rispecchia la lentezza dell’artigianato nella logica operativa che adotta: il progetto non si esaurisce infatti nell’arco di una mostra, ma si estende alle fasi della distribuzione e commercializzazione degli oggetti realizzati».  

Pergola Village

«A Orani si torna col Pergola Village, il progetto con cui nel 1953 Costantino Nivola sognava di unire tutte le case del suo paese natale con pergole di vite, per trasformare le strade in spazi vivibili collettivamente. Grazie al supporto della Regione Sardegna e con la supervisione scientifica della Fondazione Nivola, l’idea del “paese-pergolato” è ora alla base di un progetto di rigenerazione urbana affidato a Stefano Boeri e gestito dal Comune di Orani. Tenendo conto dei cambiamenti subiti nel frattempo dal tessuto urbano, il nuovo progetto si pone nel solco ideale di quello di Nivola: unire architettura e natura per rinsaldare il legame tra i cittadini e creare nuovi spazi per la socialità».

Veduta del parco del Museo Nivola, Courtesy Fondazione Nivola

  

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