Il vibratore di Christopher Kane
I preservativi di Saint Laurent
I pantaloni-vagina di Janelle Monae
I preservativi di Off-White
Il pop-up store di Pornhub a Milano
La campagna Diesel su PornHub
La sfilata di JW Anderson su Grindr
L’abito con motivo fallico di FKA Twigs al Met Gala
La collana fallica di Tom Ford
La clutch fallica di Vivienne Westwood

Sebbene, con il passare degli anni, tanti tabù non appaiano non più come interdizioni, la maggior parte di essi potrebbe essere considerata in realtà come un soggetto imbarazzante travestito da argomento di discussione per menti aperte. Inutile negare che ancora oggi dei fenomeni naturali come la sessualità e le sue declinazioni vengano evitati dalla stragrande maggioranza, nonostante la contemporaneità si nutra e sopravviva di immagini che rimandano continuamente al corpo come oggetto del desiderio.
Partendo da queste premesse, non stupisce il fatto che l’erotismo continui a esercitare quel fascino proibito a cui chiunque, in misura diversa, non rimane indifferente: non solo per i suoi contenuti, ma anche e soprattutto per la sottile – o al contrario, totalmente esplicita – narrazione che in alcuni casi ne viene fatta. Una narrazione di cui anche i fashion brand hanno fatto parte e continuano a reinterpretare attraverso i propri codici.

L’ultimo ad essere (ri)approdato alla dimensione erotica è stato Christopher Kane che, con l’avvicinarsi di San Valentino, ha appena lanciato una nuova selezione di merchandising sexy all’intero della popolare linea More Joy: questa volta troviamo lingerie, orecchini e collane con l’omonima scritta, accompagnata da Sex, sino agli zerbini per l’entrata di casa e, soprattutto, a una riedizione del vibratore pensato dal fashion designer. Una selezione immortalata inoltre dal fotografo e attivista per la body neutrality Mitch Stöhring, che ha catturato alcuni dei prodotti mostrando una silhouette formosa ispirata alla Venere di Milo. Ma Kane non è stato di certo il primo ad approcciarsi alla sfera sessuale. Nel 2019, in occasione dell’apertura del concept store Rive Droite, Saint Laurent ha infatti lanciato una linea di merchandising che vedeva anche dei preservativi griffati. Poco prima, lo stesso anno, Vetements aveva utilizzato dei profilattici come inviti per la sua sfilata e, due anni prima, anche Off-White aveva prodotto i suoi contraccettivi con la scritta Safe.

Nel 2016 invece, fu Renzo Rosso a dare vita a una geniale mossa di marketing: lanciare la campagna pubblicitaria di Diesel su PornHub e YouPorn, oltre che sulle piattaforme più classiche. Il risultato è stato un incremento delle vendite che ha superato il 31% e che – probabilmente – ha ispirato un’altra iniziativa nel 2017, proveniente direttamente da PornHub: un pop-up store nel centro di Milano, in cui acquistare accessori e capi d’abbigliamento con il logo del sito. A sfruttare l’influenza di una piattaforma, in questo caso un’applicazione di incontri utilizzata soprattutto dalla comunità omosessuale, anche JW Anderson, che ha presentato la sua collezione Autunno/Inverno 2016 su Grindr. Ma quand’è che gli stilisti si sono ispirati direttamente all’universo erotico per le proprie creazioni?

Qui gli esempi sono innumerevoli, dalla collana fallica di Tom Ford del 2014 all’iconica clutch di Vivienne Westwood della stessa forma, passando per i pantaloni-vagina di Janelle Monae nel video di Pynk del 2018, firmati Duran Lantink, e per l’abito di FKA Twigs – anche questo, opera di Christopher Kane – con degli organi genitali maschili ricamati sopra, sfoggiato in occasione del Met Gala 2015. Nella gallery, alcune delle ispirazioni erotiche più celebri del mondo fashion.

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