Sui luminosissimi maxi schermi di Piccadilly Circus abbiamo visto scorrere storie di ogni genere, sapientemente costruite dai più grandi brand al mondo. E, in molti casi, ci siamo sorpresi a guardarle rapiti da quella patina di brillante superficialità tipica di un prodotto pubblicitario, incuranti del moto perpetuo di persone che continuava a passare al nostro fianco. Da qualche mese a questa parte, con le strade prima vuote, poi di nuovo popolate e, quindi, nuovamente silenziose, anche a Piccadilly Circus è cambiato qualcosa: CIRCA è il progetto nato da un’idea dell’artista Josef O’Connor, che ha invitato i suoi colleghi a presentare delle opere video da trasmettere su quegli stessi schermi. Il primo ad aver partecipato al progetto è stato Ai Weiwei, che ha proiettato, per tutto il mese di ottobre, brevi video della durata di due minuti, invitando lo spettatore a riflettere sulla minaccia globale della pandemia. Questo mese è stata la volta di Emma Talbot, che ha presentato una nuova serie di quattro film animati, realizzati in collaborazione con Whitechapel Gallery, Collezione Maramotti e Max Mara Art Prize for Women.

In quanto vincitrice dell’edizione 2020 del Max Mara Art Prize for Women, Emma Talbot trascorrerà una residenza di sei mesi in Italia, tra Roma, Reggio Emilia e la Sicilia, durante la quale avrà l’opportunità di realizzare un nuovo corpus di opere che saranno esposte nel corso del 2022 alla Whitechapel Gallery e alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia. «Il mio progetto parte dall’osservazione delle Tre Età della Donna, l’opera di Gustav Klimt conservata nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Il dipinto ritrae una bambina, una giovane donna e una più anziana che rimane, totalmente nuda e con la testa tra le mani, in uno stato di prostrazione», ci raccontava Talbot in una nostra intervista.

Emma Talbot Piccadilly Circus
Emma Talbot Portrait in the artist’s studio Pictured with When Screens Break , 2020 Photo: Thierry Bal

Da sempre impegnata in una suggestiva ricerca intorno alle sfumature politiche, sociali e collettive della soggettività, sugli schermi di Piccadilly Lights, per il progetto CIRCA, Emma Talbot ha deciso di portare una storia di speranza in quattro capitoli, anzi quattro visioni sospese sulla soglia tra il vecchio e il nuovo mondo. Colorata e onirica, come nello stile riconoscibile di Talbot, Four Visions for a Hopeful Future illustra le possibilità di uno sviluppo armonico della società, per una rinascita spirituale e politica.

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«Citando la scrittrice indiana Arundhati Roy, l’opera di Talbot utilizza lo schermo gigante come “un portale, un passaggio tra un mondo e quello successivo” che ci troviamo ad attraversare con il mutare delle stagioni», spiegano gli organizzatori. «Ispirandosi a una storia di fioritura culturale seguita alle pandemie storiche, come la Peste nera alla quale seguì il Rinascimento, Talbot immagina un mondo in divenire, libero dalle catene dell’oscurità del passato e dai limiti delle società precedenti».

Le sue Four Visions saranno programmate a cicli di quattro serate consecutive per tutto il mese di marzo. Attraverso paesaggi dipinti a mano di una bellezza naturale e celestiale, lussureggianti di forme umane e floreali, Talbot si pone alla ricerca di risposte agli interrogativi che definiranno un mondo di speranza, mentre questo crudele inverno si avvia alla sua conclusione.

I visitatori di Piccadilly Circus potranno fruire di un’esperienza immersiva, collegandosi al sito circa.art e attaccando gli auricolari per ascoltare il paesaggio sonoro che Talbot ha creato per accompagnare la sua animazione. L’opera sarà anche disponibile in streaming ogni sera alle ore 20:21GMT (21.21 ora italiana) sullo stesso sito, che offre una serie di contenuti aggiuntivi oltre agli archivi passati di opere commissionate da CIRCA, incluse quelle di Patti Smith e di Ai Weiwei.

L’articolo Quattro visioni di Emma Talbot sugli schermi di Piccadilly Circus proviene da exibart.com.