Il territorio come serbatoio di energie inespresse, il folklore come detonatore di creatività, le tradizioni popolari come specchio identitario attraverso cui guardare la contemporaneità. Sono questi i punti di partenza (e di forza) di “Radici”, nuovo progetto artistico promosso dall’osservatorio artistico digitale “Futuro Arcaico”Obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di «Tracciare nuovi percorsi e mappare il racconto delle tradizioni popolari, dei riti, delle narrazioni e del folklore italiano attraverso l’arte visiva, sonora e multimediale». Una call for artist gratuita su tradizioni e rituali in chiave contemporanea, rivolta a tutti gli artisti attivi nel panorama nazionale.

Un archivio per il sapere arcaico

Dopo una prima call riservata agli artisti pugliesi, il progetto si amplia ora a tutto il territorio italiano, accogliendo nel suo archivio digitale (consultabile liberamente su futuroarcaico.it), testimonianze artistiche del patrimonio materiale e immateriale dell’intero Paese, attraverso le visioni di chi si è interrogato sull’identità territoriale, mediante nuove forme di linguaggio. L’archivio è strutturato su sei sezioni – Fotografia, Video, Suono, Illustrazione, Installazione e Mixed Media – all’interno delle quali si dispiegherà presto tutto il sapere arcaico, non tanto o non solo con intenti documentaristici ma propriamente creativi. Protagonisti dell’archivio sono dunque non antropologi, etnologi o specialisti di tradizioni ma gli artisti che, attraverso le loro opere, raccontano il folklore e il genius loci.

GD20, futuroarcaico, dott.porka’s

La open call di Radici: quello che c’è da sapere

Partita il 18 gennaio la call prosegue fino al 15 marzo, termine ultimo per proporre progetti forieri di una vision rinnovata del racconto della cultura popolare, rituale, orale e magica dell’intero territorio italiano: «Visioni artistiche non convenzionali – precisano gli organizzatori – lontane dagli stereotipi narrativi propri dell’attuale concetto di marketing territoriale».

I progetti artistici pervenuti entreranno a far parte dell’archivio virtuale, facilmente consultabile attraverso filtri di ricerca (Opere, Artisti, Luogo), tag e percorsi tematici (rituali e feste, tradizioni popolari, territori). Gli artisti finalisti per ciascuna categoria saranno coinvolti nella realizzazione del festival di Futuro Arcaico, in programma per la primavera del 2021 a Bari, costituito da esposizioni e installazioni diffuse in diverse location della città. Se la situazione epidemiologica dovesse consentirlo l’esposizione dei progetti finalisti sarà anche trasferita in altre città italiane e in Albania.

SENZA TITOLO, installazione di Pamela Diamante, 2019, all’interno di ‘Tarantismo, Odissey of an italian ritual’, produzione di Flee Project

La giuria di Radici e i partner

Sei gli esperti, uno per ciascun ambito espressivo, chiamati a selezionare i finalisti della presente edizione: Edoardo Winspeare, regista e sceneggiatore, Pamela Diamante, artista, Maria Teresa Salvati, curatrice e fondatrice di Slideluck Editorial, DEM, artista multidisciplinare, Mai Mai Mai, musicista, Gomez, street artist.

L’iniziativa è ideata a organizzata da Folklore Elettrico, studio di progettazione creativa nato a Bari nel 2019 e diretto da Marco Malasomma e Jime Ghirlandi, e si avvale della curatela di Maria Teresa Salvati. Lo studio, che fonda la sua mission sulla salvaguardia di luoghi e tradizioni dei territori attraverso la loro rilettura con linguaggi artistici contemporanei, è vincitore del bando PIN – Pugliesi Innovativi e del Programma Straordinario 2020 in materia di Cultura e Spettacolo del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio – Sezione Economia della Cultura – della Regione Puglia.

Molti gli enti partner nazionali ed internazionali del progetto. Tra questi l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, Doc Creativity, L’Asilo Napoli, Consorzio IDRIA, Museo Civico di Bari, Teatro Koreja, MAAP – Fiera di Arte Pubblica, Archaic Sardinia, Accademia del Cinema Ragazzi Bari, Time Zones Festival, Pigment Workroom.

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