L’era della globalizzazione è iniziata con il colonialismo, legrandi scoperte, le grandi invenzioni, il commercio, l’industrializzazione, il consumismo e il capitalismo che, in tempi diversi, ha coinvolto l’intero pianeta. La globalizzazione non è finita e rimane il paradigma predominante della crescita e del benessere. Di contro, è parere comune che necessiti di un ripensamento importante specialmente dopo l’affermazione delle questioni riferite all’aumento di popolazione, ai rischi ambiente, all’indebitamento ultra-generazionale, alle nuove tecnologie, alle disparità sociali e, ovviamente,all’emergenza sanitaria, lavorativa e economica post-covid. Ri-globalizzazione significa ri-configurare le prerogative strategiche e la supply-chain planetaria. Solo i paesi G20 possono effettivamente ri-formare il paradigma per una nuova ri-globalizzazione. Le difficoltà sono evidenti e sono principalmente guidate dagli interessi dei paesi più forti, ma l’aspirazione della crescita e della prosperità dovrebbeessere generalizzata altrimenti si tornerebbe indietro a una regionalizzazione dominante.

Al netto dei temi sopra citati ci sono altri argomenti rilevanti di natura più antropocentrica che dovrebbero entrare nella riflessione generale e nell’agenda principale.• Crisi d’identità delle generazioni post-covid. Le generazioni che attualmente convivono avranno diverse reazioni sindromiche, esistenziali e identitarie e potrebbero ristabilire le loro priorità in funzione delle reali possibilità di autorealizzarsi e di socializzazione. La priorità potrebbe essere data indiscutibilmente ai giovani per ovvi motivi.• Città e fuori città. Le nuove modalità del mondo del lavoro e dell’insegnamento potrebbero modificare sensibilmente l’attuale rapporto tra vita urbana/vita extra-urbana e stabilire dei nuovi centri nevralgici diversi da quelli che oggi conosciamo. In abbinata, anche il tempo libero (vacanza) potrebbe subire delle modifiche.• Mobilità sociale. I temi precedenti potrebbero avere un effetto sulla mobilità sociale rallentando e appiattendo quei necessari mutamenti ascendenti presenti nellasocietà post-industriale. Questo tema è di grande apertura e comprende la situazione lavorativa, lo status e la stratificazione sociale nelle sue varie componenti direddito, tenore di vita e condizione sociale. • Cultura e arte.  Gli uomini e le donne della creatività e dell’arte (la creative class di Richard Florida) potrebbero riprendersi un ruolo centrale fondativo di un moderno movimento culturale propositivo, concreto e stimolante,volto a identificare e sostenere nuovi e pulsanti significati sociali aggregativi. In definitiva, quello che potremmo aspettarci è una nuova morfologia e geografia della globalizzazione sensibilmente diversa e, speriamo migliore, di quella che abbiamo conosciuto fino a oggi e, quindi, diventa importante considerare i temi centrali ma anche quelli paralleli, specialmente quelli con una componente fortemente antropocentrica. 

“In questo mondo nuovo si chiede agli uomini di cercare soluzioni private a problemi di origine sociale, anziché soluzioni di origine sociale a problemi privati.” Zygmunt Bauman

All the best!

L’articolo Ri-globalizzazione e altri temi paralleli proviene da FIRST Arte.