Un nuovo museo dedicato ai preziosi reperti di uno dei siti archeologici più suggestivi e importanti al mondo: l’Antiquarium di Pompei ha aperto le sue porte al pubblico oggi, restituendo alla pubblica fruizione sculture, arredi, affreschi, amuleti, suppellettili e altri oggetti dell’antica città, che lì saranno esposti in maniera permanente. Curato da Cor arquitectos e Flavia Chiavaroli, l’allestimento dell’Antiquarium tiene conto di tutta la storia di Pompei, dal IV secolo aC, in piena epoca sannitica, fino all’eruzione del Vesuvio, nel 79 dC.

Oltre ai pezzi più conosciuti, come i capitelli con busti dionisiaci, gli affreschi della Casa del Bracciale d’oro, la statua della sacerdotessa della Villa dei Misteri, gli argenti di Moregine, il triclinio della casa di Menandro e l’insegna della Caupona di Euxinus che recita “Phoenix felix e tu”, “La fenice è felice, spero che lo sia anche tu”, saranno esposti anche i rinvenimenti delle campagne di scavo più recenti, come i calchi delle vittime della villa romana di Civita Giuliana e gli “amuleti della fattucchiera”, in prestito per una mostra al Petit Palais di Parigi a marzo 2020 e mai esposti prima in Italia.

In attesa del nuovo direttore, la cittadinanza onoraria a Massimo Osanna

«Oggi si restituisce alla pubblica fruizione uno spazio completamente rinnovato che rimanda a quella che fu la prima concezione museale di Amedeo Maiuri e che costituirà un percorso di introduzione alla visita del sito», ha spiegato Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei e Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei. A proposito, il nuovo direttore dovrebbe essere nominato a breve e, tra i presenti all’inaugurazione di questa mattina, anche Francesco Sirano, Direttore Parco Archeologico di Ercolano, e Gabriel Zuchtrieghel, Direttore del Parco Archeologico di Paestum, che sono dati tra i favoriti.

Presente all’inaugurazione anche il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, che ha annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria allo stesso Osanna, per i grandi risultati ottenuti nel corso del suo mandato, oltre che la consegna delle Chiavi della città al ministro Dario Franceschini. Il progetto del nuovo allestimento, in 11 sale su 600 mq di esposizione divise per aree tematiche, richiama quello voluto da Amedeo Maiuri, con il recupero spaziale delle gallerie originali e i restauri delle caratteristiche vetrine degli anni ’50.

Brogi Giacomo (1822-1881), Pompei, Interno del Museo

La storia dell’Antiquarium di Pompei e le nuove tecnologie

L’edificio dell’Antiquarium, ricavato negli spazi sottostanti la terrazza del Tempio di Venere, con affaccio su Porta Marina, in realtà fu inaugurato nel 1873 dal grande archeologico Giuseppe Fiorelli (a lui si deve la messa a punto della tecnica dei calchi per i cadaveri di Pompei). Quindi venne ampliato nel 1926, per impulso di Amedeo Maiuri, altra figura preminente dell’archeologia e storico direttore del sito. Maiuri fece di tutto per contenere i danni durante la Seconda Guerra Mondiale, rischiando anche la vita in prima persona ma, nel 1943, il sito subì i bombardamenti degli Alleati, che portarono alla distruzione di una intera sala e alla perdita di diversi reperti. Nel 1948 l’Antiquarium venne riallestito secondo i metodi museografici più aggiornati ma, nel 1980, fu nuovamente richiuso, a casa del disastroso terremoto.

Gli spazi sono rimasti inaccessibili al pubblico per 36 anni, fino al 2016, quando vennero riaperti in parte, solo per esposizioni temporanee. Da oggi, inoltre, la visita all’Antiquarium sarà accompagnata da due supporti digitali: un web-bot, un assistente digitale in grado di fornire informazioni di servizio semplici e chiare, e una narrazione audio che parte dal percorso espositivo e conduce il visitatore alla scoperta di alcuni dei punti di interesse del Parco Archeologico di Pompei.

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