«Silenzio», la scuola ai tempi della pandemia

Cinzia Pedrizzetti, fotografa e regista, quest’anno quando ha accompagnato per la prima volta suo figlio a scuola ha dovuto lasciarlo al cancello. Lupo ha fatto il suo ingresso in una prima elementare milanese da solo, e poco dopo avrebbe scoperto una classe fatta di banchi singoli, e nuovi compagni con una mascherina colorata sul volto.

È la scuola in tempi di pandemia, che in questo 2020/21 ha alternato presenza a DAD. Una scuola inedita e innimmaginabile, che speriamo tutti non ritorni mai più. Ed è per «documentare un momento storico così unico, attraverso gli occhi dei più piccoli» che Cinzia Pedrizzetti ha voluto prendere in mano la sua macchina fotografica.

Il progetto che ne è venuto fuori si intitola «Silenzio». «Il titolo probabilmente mi è stato suggerito dalla sensazione che ho avuto osservando queste foto», racconta Cinzia, che tra novembre 2020 e febbraio 2021, partendo da quella di suo figlio, ha posato il suo sguardo su diverse Elementari di Milano, «Gli sguardi dei bambini hanno una potenza che spesso le parole non riescono a raggiungere, ed in questo momento la loro voce sembra essere stata dimenticata».

La prima volta che è entrata in classe per scattare queste foto, continua Cinzia, è stato molto forte: «Vedere questi bambini, seduti distanti, separati, ma che affrontano con grande entusiasmo questa nuova avventura che per loro è la scuola». Lupo non sa cos’è avere un compagno di banco, ma non vede l’ora comunque di entrare in classe. «La didattica in presenza è importante non solo per l’apprendimento, ma anche per il confronto, per imparare dall’altro», fa sapere ancora.

Lupo il Covid-19 ha imparato a chiamarlo solo «virus». «E quando non ci sarà più», dice, «faremo tutti una grande festa in strada». Non vediamo l’ora.

In gallery le foto del progetto «Silenzio» di Cinzia Pedrizzetti

 

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