Una corsa frenetica per rincorrere “la soluzione” quando invece non si ha ben chiaro quale sia il problema! E se la ricchezza si misurasse in attitudine? Se le Banche vendessero “tempo” anziché soldi, o dessero in prestito lavoro, restituibile in comode e strasudate rate? Se i soldi si potessero avere solo sotto prescrizione medica, come cura estrema ad una malattia, ed il cibo fosse lì ad aspettare sugli alberi o nei campi, liberi. Se la scuola iniziasse a trent’anni con l’asilo! Se si barattassero capacità e ci nutrissimo di istanti. Se le lancette dell’orologio segnassero emozioni ed il sonno fosse il sintomo della stanchezza invece che del moto terrestre. Se il prendersi cura del Creato fosse un atto dovuto come il respirare?

Se provassimo, ora, ad immaginare altri Sistemi, sistemi complessi di vita e di sopravvivenza come se fossimo mammiferi evoluti e decidessimo di creare ricchezza immaginandola come “benessere”. I desideri, quelli irraggiungibili, difficilmente hanno metri ben definiti: se li definissimo?

Una corsa frenetica per rincorrere soluzioni definibili, misurabili, certe. Una corsa frenetica che non ammette errori di valutazione perché un metro è lungo un metro, un chilo pesa un chilo ed una mole misura una mole! E se prendessimo coscienza che la felicità, l’amore, la soddisfazione come lo sconforto, l’abisso, la solitudine non siamo ancora riusciti a misurarli e lavorassimo a per risolvere questo enigma? Se anziché rincorrere soluzioni ci impegnassimo a porci domande su quale siano realmente i problemi?