DOUBLE FANTASY – John and Yoko

Immagina che non esistano le nazioni, non è difficile, niente per cui uccidere o morire e nessuna religione.

DOUBLE FANTASY – John and Yoko | Gaetano Curreri mi ripete ancora oggi la stessa domanda: “Chi erano i Beatles?”. Li conosco poco, come conosco poco la storia della Mesopotamia, perchè è di Storia che si tratta. Per me i Beatles sono soprattutto lui, John, l’attivista pacifista ucciso da un pazzo mezzo tossico americano. John ONO Lennon, quel mite ragazzo con gli occhiali rotondi che disegnava figure umane come lo farebbe un bambino e che sicuramente avrà avuto una spiccata ed innata sensibilità, sebbene aumentata dall’uso delle droghe che ai suoi tempi erano molto diffuse. Quel John che cambiò il suo cognome includendo quello dell’amore della sua vita, l’artista giapponese Yoko Ono, e su questa scelta oggi davvero mi stupisco… ma forse, appunto, rientrava nella sua sfera della sensibilità e del voler risolvere a tutti i costi i casi disperati del Pianeta… John Lennon, l’autore della canzone del millennio passato, IMAGINE, un inno alla pace ed all’amore, le vesti perpetue del suo essere più profondo. Lo scarafaggio più famoso di Liverpool ha trovato casa proprio lì, nel Liverpool Museum, in una mostra … Read More

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Maggiore Età

Sono passati 18 anni dalla mia “prima volta”, la prima volta che ho conosciuto me stesso, la prima volta che ho visto il grano, la mia prima volta in cui ho capito che l’impossibile poteva esistere addirittura con sembianze umane e che l’uomo poteva non essere il distruttore di cui tutti parlano, la prima volta in cui ci si sente “parte el Tutto”, la prima volta in cui il Tutto ha avuto forma e profumo, massa volume ed energia pur non essendo esattamente materia.

Solo da maggiorenne ho potuto, per troppo poco tempo, tenerti accanto tra le mie radici genetiche, cercando di farti toccare con mano il mio presente quotidiano, il passato che mi ha portato fin lì e la mia speranza nel futuro riposta a sud. “Ti trovo meno sognatore di un tempo” mi hai detto sorseggiando sangria. Come darti torto, caro Tonino, come contraddirti o tentare di raggirare la verità proprio a te che della Natura umana ne incarni l’essenza? Il fatto è che a volte non basta sapere che esistono persone speciali, uniche ed assolute come te. Ne ho incontrate altre sai? No, non cado in contraddizione con l’ “unico” perchè conosco bene, l’ho fatto mio, il Read More

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Heroes (not just for one day)

Da bambino i supereroi che conoscevo non avevano cognome, o meglio lo avevano quando erano persone come me, nella loro vita reale. Impiegati sfigati con vite mediocri e traballanti, ragazze “ugly” o pavidi adolescenti brufolosi. Poi all’occorrenza si trasformavano e diventavano invincibili, superforti, coraggiosi, sempre buoni, spostavano montagne, volavano, vedevano attraverso i muri e vincevano, vincevano sempre, rendendo il mondo migliore per tutti spazzando via i cattivi assicurandoli alla giustizia della metropoli.

Poi si cresce e la realtà che ti circonda non è una metropoli, nei cieli non volano umanoidi, le cabine del telefono non esistono più, la giustizia assicura ingiustizia e capisci che di invincibile non c’è mai stato niente e nessuno e ad insegnartelo è la storia, la religione e lo ribadisce istante per istante la Vita stessa. Allora ti guardi intorno incredulo del fatto che pagine e pagine di fumetti erano solo una sporca menzogna perchè i supereroi non esistono né sono mai esistiti. Tutta una grande invenzione per “bambini” o forse marketing promozionale per carnevale. E’ un po’ come la storia di Babbo Natale che svanisce proprio quando cominciavi a comprenderne il senso e l’importanza della sua esistenza.

Ma io ho scoperto che esistono davvero, sia Babbo Natale che i supereroi, certo in Read More

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Lei non sa chi sono io

Distanze, rango, ceto sociale, professione, connotazione politica o religiosa, conto in banca, genealogia o semplicemente il vissuto, sembra incredibile ma la è conoscenza dell’altro a lasciarci cadere, quasi sempre, nella sconcertante scoperta di non conoscere chi si ha di fronte. Più cose sappiamo, più momenti viviamo, più esperienze condividiamo con le persone e più pesante è il fardello che si rischia di dover sopportare quando, all’improvviso, scopriamo che quell’aspetto, quella sfaccettatura, quel neo non lo conoscevamo affatto, ed inatteso, fino ad allora nascosto, ci trafigge da parte a parte come un proiettile rovente.

Non temo delusioni dagli sconosciuti né gesti di cattiveria umana, a differenza invece di chi reputo di conoscere bene. Ed ancora una volta ricordo gli amori estivi, l’amore vero, quelli che fin dall’inizio avevano una data di scadenza certa, che altro non sono che “prove tecniche” degli amori di una notte che finiscono con l’accompagnarti per tutta una vita, embrioni di amicizie consumate in un viaggio di lavoro piuttosto che durante un bagordo di un venerdì qualunque tra il tintinnio del verde scuro di bottiglie che si toccano sotto le stelle. L’ultimo arrivato, l’anima sconosciuta che ti rapisce con gli occhi e con quella spavalda sicurezza che Read More

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Di Mattoncini Colorati

Dovremmo porre più attenzione ai giochi dei “piccoli uomini”, al modo in cui loro costruiscono il futuro immediato nei loro ripetuti giochi. Creano le loro vite e le disfano istante per istante, legando tra loro pezzi e colori apparentemente incompatibili eppure prendono vita continuamente oggetti, storie, forme e figure del tutto reali.

Di mattoncini colorati ne è pieno il mondo e non c’è regola che ne detti il corretto montaggio! A Copenaghen, nei negozi di giocattoli, i mattoncini si comprano a peso e questa cosa m’ha sempre affascinato tantissimo. Sì perché più ce ne sono di mattoncini, più tempo si impiega ad utilizzarli tutti e più gusto c’è a disfarli per ricomporli in una sequenza nuova, nuovi abbinamenti, nuove scoperte, un nuovo gioco… un nuovo mondo.

Di mattoncini colorati ne è pieno il mondo, è di essi che ne è composto, tutti mattoncini in un disordinato disegno fantastico, un gioco chiamato Vita. Muri, castelli, oceani, macchine, aerei, treni, palafitte che montiamo e disfiamo continuamente ad ogni nostra scelta! Se avremo la lucidità di legare i mattoncini colorati come ci insegnano i bambini allora sarà un gioco bellissimo anche disfarli millemila volte ed anche gli abbinamenti tra i colori più improbabili Read More

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A braccia conserte

Parodie del presente, zavorre del tempo quegli sguardi che si ha la fortuna di incontrare sulle panchine soleggiate nel parco, occhi persi nel vuoto che ripercorrono un’infinità di attimi ed episodi con una voglia matta di raccontarli tutti, uno per uno. Ma la memoria cede e gli eventi non si legano nell’ordine temporale esatto e tutto appare come una storia da cartone animato in cui goffi personaggi dalle fattezze improbabili si muovono e rimbalzano tra albe e tramonti della giovinezza andata.

Quando la domenica andiamo ad assistere alla mostra di ritratto me li racconti sempre tutti, sempre allo stesso modo, sempre con la stessa incomprensibile confusione che forse deve servire a depistarmi affinchè io ti degni della stessa attenzione ogni volta, per poi finire a non capire mai cosa sia realmente successo a quei due ragazzini che ci rimisero le vita mentre, andando a lavorare nei campi, che furono sotterrati dal terreno dello scavo che stavano facendo “i grandi”. E per ogni tre passi un ricordo ed un albero genealogico che sai benissimo non potrò mai ricostruire, con la nostalgia e forse anche la paura di chi può ancora raccontarle certe cose, storie di coetanei, di ragazzi più giovani di … Read More

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Illuminissimo

E’ da un po’ troppo tempo che si cerca di madare indietro l’orologio: ebbasta! Ritorno alle origini, riscoperta degli antichi sapori, riabbracciare la Terra, rinnegando fermamente il nuovo, la tecnologia ed il progresso, una lotta a spada tratta contro il presente e l’inevitabile futuro. Maledetti robot che respirano ossidi e polveri pesanti al posto degli uomini, maledetti cellulari, questi due o tre che ci portiamo dietro, maledetto internet su cui passiamo nottate intere, maledetto progresso.

E allora penso al diffuso desiderio di ritornare alle origini, quando l’acqua era pura e la Terra era intatta, quando non esistevano cancri e si moriva a quarant’anni perchè non si potevano conservare bene i cibi e le condizioni igieniche erano da schifo ed avrebbero fatto rabbrividire un topo. E allora mi balena l’idea che forse la salvezza potrebbe non esistere nel “recupero del Pianeta”, nel volerlo preservare dall’irrispettosità umana, forse più che impegnarsi nell’immane sforzo di voler riportare indietro le lancette del tempo sarebbe il caso di portare avanti l’Uomo, renderlo immune dai propri “sbagli”. Modifichiamo l’Uomo, rendiamolo capace di cibarsi di rifiuti e radioattività, tentiamo di renderlo anaerobico e fanculo l’Ozono e l’Ossigeno. Modifichiamoci! Le grandi menti si spingessero oltre, investire in ricerca … Read More

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Essenza di profumo

Vogliono proprio toglierci tutto, oramai è chiaro, limpido, cristallino. In realtà siamo noi stessi che vogliamo toglierci tutto, privarci del nostro essere, dei piaceri nella speranza di annullare così anche i dolori. Che abbiamo smesso di pensare era palese già da un bel po’, la curiosità poi, l’abbiamo sotterrata all’ombra del cedro nei giardini dove giacciono le nostre passioni di gioventù. Ma una cosa, l’ultima psicosi collettiva, è quanto di meno poetico ci si potesse attendere dall’intelletto umano, una sconfitta per le abitudini e per i gesti che hanno scritto la storia del sapiens. Buttare nel cesso, così, secoli di storia per elogiare essenze e dipendenze altamente nocive è il gesto che sancisce l’inizio della fine: La Sigaretta Elettronica.

Che nome orribile, troppo ricco di contraddizioni e totalmente privo di un significato grammaticale. Humphrey si starà rivoltando nella tomba a quest’ora, lui che del cilindro di carta ne ha fatto un icona sacra, un segno distintivo di classe e carattere, dissacrante e meditativa con una ricca dose di sex appeal in quei baci arroventati continui che lasciano cenere e profumo di tabacco bruciato come cielo del wiskey a cui si confidano le proprie debolezze.

Ma senza entrare troppo nella poesia, … Read More

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Amicizia: Participio passato del verbo Amare

Ripenso spesso ai temi della scuola, a quando l’Amicizia aveva la a maiuscola e per loro avrei fatto tutto, ma proprio tutto… e lo dico quasi in senso biblico! Eravamo un bel gruppo, noi del Palazzetto! Certo mi sono sempre diviso tra cuore e mente facendo spola con gli ambienti universitari della mia Napoli ma con loro vivevo la luce e la quotidianità dell’essere di provincia. La vita poi fa sì che tutto questo diventi ricordo e storia ed a rileggerla oggi i contrasti si affievoliscono e tutto mi appare più dolce e poetico. Da qualche parte Peppe dovrebbe avere ancora un foglio scritto a macchina in un pomeriggio a casa dei suoi genitori, dove ci prendevamo tutti in giro coi nostri nomignoli e le nostre paranoie reciproche. Qualche decennio fa lo rileggemmo insieme e ridemmo tanto, e pareva già preistoria. Oggi il pensiero di quello scritto fa librare la mente e mi fa volare ai tempi in cui avevamo usato una macchina da scrivere per metter giù noi stessi ed il nostro essere, nero su bianco.

Erano i tempi della vespa e delle orde alle feste improvvisate, quando il passaparola ci portava ad occupare le case di sconosciuti, feste … Read More

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Deliri Di Onnipotenza

Ogni volta che mi sono autoconvinto a cambiare opinione su cose e persone, ahimè,  ho sempre dovuto ricredermi!

Quando ho deciso di voler riempire il vuoto di chi mi appariva vuoto ho scoperto che VUOTO poteva essere ancora parte del tutto rispetto al NULLA!

Quando ho voluto credere che l’alone degli orrori xenofobi erano ormai superati ed appartenessero alle generazioni in bianco e nero ho scoperto che, invece, si alimentavano nelle cromìe del terzo millennio ancora più cattivi e subdoli di come si erano manifestati nella storia del passato più prossimo.

Mammiferi, siamo solo dei mammiferi, con l’istinto alla base ed il raziocinio a corteccia di esso.

Quando prevale il primo difficilmente commettiamo errori. Li possiamo commettere nella forma e nell’esuberanza delle manifestazioni di sensazioni ed emozioni che pervadono i sensi ed il corpo, i movimenti e le azioni disgiunte di ghiandole ed arti ma sono il nucleo di ciò che percepiamo e pertanto appartengono al nostro senso del GIUSTO, se per giusto si va ad intendere il carattere che portiamo dentro.

Quando prevale il secondo, invece, mitighiamo ed artificiamo noi stessi nella proiezione del GIUSTO COMUNE, in un asintodo verso cui lasciar tendere le azioni contraddistinte dal volere di … Read More

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Bisogno di Oppido

E’ un po’ che non ci vado nel mio amato borgo lucano ma non posso fare a meno di ripensare allo stato d’animo che mi ha sempre accompagnato nelle prime curve che da Oppido portano verso Cancellara, quell’Oceano di emozioni che accalorano la mia mente ed il mio cuore ogni volta che mi lascio alle spalle il velodromo!

Tra i ciottoli dei suoi vicoli, tra i sorrisi della gente e le sfumature dei loro coloriti dialetti, tra i sacchi di “sfarinato” ed il tintinnio dei bicchieri ricolmi di Aglianico ho lasciato gran parte della mia nobiltà. L’ho volutamente nascosta in quel paesino fantasma a ridosso del “mondo”, dove sono certo di poterla ritrovare intatta, forse addirittura arricchita dalle persone che so per certo me l’hanno curata ogni giorno come parte del proprio essere.

Ho bisogno di guardare negli occhi Giuliano ed ascoltando le sue finte profezie perdermi in quelli che sono i desideri degli istinti più reconditi di ogni Uomo. Giulio è uno dei pochi che non ha paura di parlare dell’Amore. Lo fa sorridendo, come ogni cosa che fa.

Ho bisogno di andare al Bar Italia da Rocco e la sua equipe di discepoli, dal Traditore alla Pia Vittoria Read More

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A te

[03/07/2008] … è il titolo ella canzone che, ultimamente, mi accompagna nei miei viaggi. La ritrovo alla radio, nel lettore CD della mia decadente Citroen, nelle suonerie dei cellulari delle gente intorno a me… mi segue e piacevolmente mi perseguita! L’ha scritta quel tipo di “E’ quì la festa?”, proprio quel “pischello” che farfugliava in TV travestito da rapper, quando ancora il Rap andava poco oltre i grattacieli del Potere.

Oggetto sconosciuto

Comincio così a scrivere questo blog… da tempo ne volevo cominciare uno, spinto dalla mia connaturata logorroicità e dalla voglia spasmodica di comunicare col nulla, ma ora che mi ritrovo quì, davanti alla tastiera arsa dalle temperature degli ultimi giorni, mi rendo conto di quanto sia difficile mettere #000000 su #ffffff (nero su bianco) la folla di pensieri che albergano nella mia mente! Se aggiungo poi la sveglia che  prenderà a calci i miei timpani tra 4 ore, allora mi rendo conto che forse ogni cosa ha il suo tempo… e forse questo tempo lo avrei dovuto dedicare al matrimoniale e non al computer… ma ormai ci sono!

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