DOUBLE FANTASY – John and Yoko

Immagina che non esistano le nazioni, non è difficile, niente per cui uccidere o morire e nessuna religione.

DOUBLE FANTASY – John and Yoko | Gaetano Curreri mi ripete ancora oggi la stessa domanda: “Chi erano i Beatles?”. Li conosco poco, come conosco poco la storia della Mesopotamia, perchè è di Storia che si tratta. Per me i Beatles sono soprattutto lui, John, l’attivista pacifista ucciso da un pazzo mezzo tossico americano. John ONO Lennon, quel mite ragazzo con gli occhiali rotondi che disegnava figure umane come lo farebbe un bambino e che sicuramente avrà avuto una spiccata ed innata sensibilità, sebbene aumentata dall’uso delle droghe che ai suoi tempi erano molto diffuse. Quel John che cambiò il suo cognome includendo quello dell’amore della sua vita, l’artista giapponese Yoko Ono, e su questa scelta oggi davvero mi stupisco… ma forse, appunto, rientrava nella sua sfera della sensibilità e del voler risolvere a tutti i costi i casi disperati del Pianeta… John Lennon, l’autore della canzone del millennio passato, IMAGINE, un inno alla pace ed all’amore, le vesti perpetue del suo essere più profondo. Lo scarafaggio più famoso di Liverpool ha trovato casa proprio lì, nel Liverpool Museum, in una mostra … Read More

View More DOUBLE FANTASY – John and Yoko

Shine on you Crazy Diamond

Ricordi quando eri giovane, splendevi come il sole.
splendi su di te, diamante pazzo
ora c’è un’espressione nei tuoi occhi, simile ad i buchi neri nel cielo
splendi su di te, diamante pazzo
sei stato catturato nel fuoco incrociato di infanzia e notorietà
soffiato via dalla brezza d’acciaio
vieni, oggetto di risate lontane, vieni sconosciuto, 
leggenda, martire, e splendi!

Read More View More Shine on you Crazy Diamond

Copenaghen: what else?

Copenaghen, la città ideale, dove l’arte si lega (in senso metallurgico) alla vita quotidiana, dove la felicità è palpabile e la bellezza sembra quasi essere un obbligo morale verso la Vita. Tralasciando quelli che sono i parametri numerici dell’Happiness Index, in cui la Danimarca resta comunque la terza al mondo dopo Finlandia e Norvegia, la vera felicità si avverte nelle abitudini e nei modi di fare degli abitanti danesi. Non a caso la LEGO, ultimo baluardo contro il rimbecillimento infantile, è figlia di Ole Kirk Kristiansen e fu partorita durante la Grande Depressione quando divenne disoccupato. In molti dicono che Copenaghen non sia nè più nè meno che una città nordica: per me non è così! Provate ad andare da soli in un pub di sabato sera in una città nordica e ditemi in quanti si ritrovano seduti ad una tavolata di una decina di indigeni manco tanto ubriachi! A parte la birra, mediamente pessima (la Ceres è solo una favola scritta da una SpA italiana che fa capo ad una multinazionale danese, la Royal Unibrew A/S, Denmark… ma io la bevo lo stesso!), i trasporti pubblici carissimi (per noi italiani) e le biciclette che sfrecciano a velocità … Read More

View More Copenaghen: what else?

Delio live @Castello Doria

Si è concluso ieri il weekend dedicato alla Musica incoronata protagonista di questo inizio d’estate 2019. Anche la città di Angri (SA) ha voluto omaggiare la Musica preferendo i giovani talenti del comprensorio locale (nonché i pilastri musicali della stessa cittadina) ai grandi nomi del palcoscenico musicale. Il risultato? UN GRANDE SUCCESSO!

Tra gli artisti che si sono esibiti ecco DELIO, giovane (artisticamente) cantautore di Cava Dei Tirreni che ha voluto presentare il suo EP SACRA NOSTALGIA con un arrangiamento tutto nuovo con sonorità rock più graffianti di come eravamo abituato ad ascoltarlo. Esperimento pienamente riuscito che darà sicuramente i suoi frutti durante i prossimi attesissimi concerti! Bravo Delio

Read More View More Delio live @Castello Doria

Maggiore Età

Sono passati 18 anni dalla mia “prima volta”, la prima volta che ho conosciuto me stesso, la prima volta che ho visto il grano, la mia prima volta in cui ho capito che l’impossibile poteva esistere addirittura con sembianze umane e che l’uomo poteva non essere il distruttore di cui tutti parlano, la prima volta in cui ci si sente “parte el Tutto”, la prima volta in cui il Tutto ha avuto forma e profumo, massa volume ed energia pur non essendo esattamente materia.

Solo da maggiorenne ho potuto, per troppo poco tempo, tenerti accanto tra le mie radici genetiche, cercando di farti toccare con mano il mio presente quotidiano, il passato che mi ha portato fin lì e la mia speranza nel futuro riposta a sud. “Ti trovo meno sognatore di un tempo” mi hai detto sorseggiando sangria. Come darti torto, caro Tonino, come contraddirti o tentare di raggirare la verità proprio a te che della Natura umana ne incarni l’essenza? Il fatto è che a volte non basta sapere che esistono persone speciali, uniche ed assolute come te. Ne ho incontrate altre sai? No, non cado in contraddizione con l’ “unico” perchè conosco bene, l’ho fatto mio, il Read More

View More Maggiore Età

Sottovuoto

Era ora, sì, Maggio è quasi finito ed io al mattino mi svegliavo ancora con le piume d’oca del piumone invernale attaccate al pigiama, quello che trasformava il ticchettìo della pioggia in carezze sul collo, quello che dello spiffero ne faceva alito. Troppo tardi, non era più possibile andae avanti così! Lo stesso nell’armadio: maglie pesanti, pesantissime, di quelle che avevano ascoltato musica a palla in posti chiusi e fumosi, felpe e cappucci che hanno baciato pioggia, lenzuola e sedili d’auto fino all’alba!

Troppo tardi! Sebbene a malincuore è arrivato il momento di cambiare stagione intorno, cambiarla per sempre, per un sempre che dura poco, ma che è pur sempre un sempre!

Mi affido così a quell’invenzione diabolica dei sacchi sottovuoto, oggetti dotati di vita, anaerobici ma con un cuore, oggetti di cui fidarsi insomma, a cui affidiamo i ricordi delle stagioni riducendoli all’osso, togliendogli l’aria, l’ossigeno, il respiro. A me capita così, che ogni oggetto e ancora di più un indumento, si leghi, quasi sempre, a storie, momenti, foto ed istanti, un testimone fedele e silenzioso che al contatto con la pelle ti sussurra ciò che ha visto per tenerti sveglio, non come l’ultima volta che lo hai tenuto Read More

View More Sottovuoto

Subway In Naples

E’ un po’ come avere in mente, in loop, la canzone dei Cure! Essere divorato dalle viscere della Terra, la Mia Terra, quella Napoli da sempre bistrattata, calpestata, umiliata e derisa dalle “metropoli occidentali”. Sì perchè Napoli non è Italia né Occidente. Napoli è il calore dell’Africa, i profumi dell’Asia, i colori dell’Oceania, la libertà del Nord America e la voglia di riscatto del Sud America… il tutto con la moneta Europea! O forse è il contrario esatto: Napoli è l’Europa, con i suoi paradigmi e le sue insane contraddizioni, è la Storia del Mondo ed il ventre dell’Arte e della Cultura. O forse, più semplicemente: Napoli è Napoli.

Ho condiviso e sapevo della bellezza della nuova linea Metropolitana ma non mi ci ero ancora immerso fino a ieri! Un senso di ASSOLUTO ti assale già a Piazza Garibaldi, tra lumache colorate ed un senso di moderno e futuristico che ben si sposa con la spessa storia che ti avvolge mista al profumo di pizza a portafoglio ed a quello dei treni che ti lasci alle spalle.

Lunghe, lunghissime scale mobili si susseguono veloci, si rincorrono senza mai incontrarsi sebbene si incrocino agli occhi in uno spettacolo degno di Escher. Un Read More

View More Subway In Naples

Heroes (not just for one day)

Da bambino i supereroi che conoscevo non avevano cognome, o meglio lo avevano quando erano persone come me, nella loro vita reale. Impiegati sfigati con vite mediocri e traballanti, ragazze “ugly” o pavidi adolescenti brufolosi. Poi all’occorrenza si trasformavano e diventavano invincibili, superforti, coraggiosi, sempre buoni, spostavano montagne, volavano, vedevano attraverso i muri e vincevano, vincevano sempre, rendendo il mondo migliore per tutti spazzando via i cattivi assicurandoli alla giustizia della metropoli.

Poi si cresce e la realtà che ti circonda non è una metropoli, nei cieli non volano umanoidi, le cabine del telefono non esistono più, la giustizia assicura ingiustizia e capisci che di invincibile non c’è mai stato niente e nessuno e ad insegnartelo è la storia, la religione e lo ribadisce istante per istante la Vita stessa. Allora ti guardi intorno incredulo del fatto che pagine e pagine di fumetti erano solo una sporca menzogna perchè i supereroi non esistono né sono mai esistiti. Tutta una grande invenzione per “bambini” o forse marketing promozionale per carnevale. E’ un po’ come la storia di Babbo Natale che svanisce proprio quando cominciavi a comprenderne il senso e l’importanza della sua esistenza.

Ma io ho scoperto che esistono davvero, sia Babbo Natale che i supereroi, certo in Read More

View More Heroes (not just for one day)

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

ti scrivo ora, nella sera soave di quest’estate che deve ancora finire qui al Sud dello Stivale, dove trovi sempre traffico e devi parcheggiare la slitta sempre in seconda fila… che poi mi sono sempre chiesto perchè da me venivi in slitta? Qui non c’è mai la neve!

Ti scrivo oggi perchè Dicembre potrebbe essere troppo tardi, i profughi potrebbero essere già stati tutti ammazzati in casa loro e quindi tale termine potrebbe essere caduto in disuso.

Ti scrivo oggi perchè oggi siamo tutti tennisti grazie alle due italiane in finale all’US Open. In realtà lo eravamo anche ieri ma lo abbiamo palesato oggi perchè ieri era L’UNDICI SETTEMBRE e noi italiani rispettiamo i lutti altrui quando si tratta di chi ci compra in dollari!

Ti scrivo oggi perchè tra un po’ il popolo di vacanzieri ritornerà ad essere acido ed incazzato, svanirà la spensieratezza del dolce far niente e cominceranno a chiederti di tutto.

Ti scrivo oggi perchè tanto lo so che lì da te, al polo Nord, anche i leghisti sono terroni ma noi di più e quindi dovrai mettere le letterine in ordine di latitudine.

Ti scrivo oggi non per chiederti il perchè della Read More

View More Caro Babbo Natale

Amico Skaar

Non è perchè te lo avevo promesso ma perchè sentivo di doverlo fare, un’impellenza, un inchino al mio senso di Giustizia!

Labyrinth

13

11\09\2015 (le hai messe inclinate così le astine!)

Al mio amico Domenico,

perchè nella vita non conta quante volte si

cade, l’importante è

sapersi rialzare.

Antonio Lanzetta

Domani il Salone del Libro di Torino sarà finito da 10 giorni. Tu e Ross, come ogni sacrosanto anno, vi siete recati lì nel vostro pellegrinaggio fatto di profumo di carta e di parole, non solo quelle scritte, perchè lì dentro, come in una grande mostra d’Arte, che poi non differisce affatto di tanto, anche le parole pronunciate hanno un profumo diverso, un profumo di congiuntivi azzeccati, il suono delle note a piè pagina ed il calore delle fonti relegate nel retro delle copertine.

Ci sono stato una sola volta mentre ero in leva, allora ancora obbligatoria, a Candiolo (TO). Comprai un libro che ancora leggo: “Il Pensiero Anarchico”, abbastanza un controsenso ma non lo è credimi! Conservo ancora lo scontrino e già all’epoca andai lì da solo, come faccio spesso anche oggi a concerti o altri happening, dopo vent’anni, quando ho la certezza di non essere solo, di Read More

View More Amico Skaar

Lei non sa chi sono io

Distanze, rango, ceto sociale, professione, connotazione politica o religiosa, conto in banca, genealogia o semplicemente il vissuto, sembra incredibile ma la è conoscenza dell’altro a lasciarci cadere, quasi sempre, nella sconcertante scoperta di non conoscere chi si ha di fronte. Più cose sappiamo, più momenti viviamo, più esperienze condividiamo con le persone e più pesante è il fardello che si rischia di dover sopportare quando, all’improvviso, scopriamo che quell’aspetto, quella sfaccettatura, quel neo non lo conoscevamo affatto, ed inatteso, fino ad allora nascosto, ci trafigge da parte a parte come un proiettile rovente.

Non temo delusioni dagli sconosciuti né gesti di cattiveria umana, a differenza invece di chi reputo di conoscere bene. Ed ancora una volta ricordo gli amori estivi, l’amore vero, quelli che fin dall’inizio avevano una data di scadenza certa, che altro non sono che “prove tecniche” degli amori di una notte che finiscono con l’accompagnarti per tutta una vita, embrioni di amicizie consumate in un viaggio di lavoro piuttosto che durante un bagordo di un venerdì qualunque tra il tintinnio del verde scuro di bottiglie che si toccano sotto le stelle. L’ultimo arrivato, l’anima sconosciuta che ti rapisce con gli occhi e con quella spavalda sicurezza che Read More

View More Lei non sa chi sono io

Za Mir Umniza

E’ finita anche questa, l’apparentemente più fredda delle esperienze che mi potesse capitare, catapultato a migliaia di chilometri di distanza, nella fredda ed impenetrabile #grandemadrerussia! Esistere e resistere ai -32° non sarà certo cosa da tutti, specie considerando il mio nativo habitat, rinunciare alla dieta mediterranea per cedere il posto a litri e litri di Vodka, mai bevuta prima tra l’altro, accompagnata da cucchiaiate di strane zuppe, camminare a piè pari tra le strade di Vyksa trasformate in un’unica pista di pattinaggio sul ghiaccio a cielo aperto. Apocalittica come visione eppure in parte veritiera questa tela così dipinta, di colori assoluti, bianchi, candidi, trasparenze dell’argento nel vetro delle bottiglie.

Ma col passare del tempo ci si abitua a tutto, perfino al clima. Ci si abitua all’assenza di luce quando, alle 8:00 del mattino l’autobus sgangherato ci prelevava tutti per portarci al Kontrol Punkt N°9 dell’acciaieria. Ci si abitua all’usanza di non salutare e non sorridere, appare normale, dopo mesi, vedere le giovanissime mamme spingere le carrozzine multiposto che al posto delle rotelle hanno delle specie di sci, dentro al mercato all’aperto della Domenica.

Col tempo tutto appare distante e normale, come normale può essere tirare fuori l’agenda con gli appunti Read More

View More Za Mir Umniza

Di Mattoncini Colorati

Dovremmo porre più attenzione ai giochi dei “piccoli uomini”, al modo in cui loro costruiscono il futuro immediato nei loro ripetuti giochi. Creano le loro vite e le disfano istante per istante, legando tra loro pezzi e colori apparentemente incompatibili eppure prendono vita continuamente oggetti, storie, forme e figure del tutto reali.

Di mattoncini colorati ne è pieno il mondo e non c’è regola che ne detti il corretto montaggio! A Copenaghen, nei negozi di giocattoli, i mattoncini si comprano a peso e questa cosa m’ha sempre affascinato tantissimo. Sì perché più ce ne sono di mattoncini, più tempo si impiega ad utilizzarli tutti e più gusto c’è a disfarli per ricomporli in una sequenza nuova, nuovi abbinamenti, nuove scoperte, un nuovo gioco… un nuovo mondo.

Di mattoncini colorati ne è pieno il mondo, è di essi che ne è composto, tutti mattoncini in un disordinato disegno fantastico, un gioco chiamato Vita. Muri, castelli, oceani, macchine, aerei, treni, palafitte che montiamo e disfiamo continuamente ad ogni nostra scelta! Se avremo la lucidità di legare i mattoncini colorati come ci insegnano i bambini allora sarà un gioco bellissimo anche disfarli millemila volte ed anche gli abbinamenti tra i colori più improbabili Read More

View More Di Mattoncini Colorati

Miss

No, non è riferito al titolo riservato alle nubili bensì al verbo! Gioco di parole o scherzo del destino, questo non lo so, ma sta di fatto che sebbene le mia vite non siano del tutto rette, ma di certo parallele, di tanto in tanto si incontrano.. e creano solo un gran casino! Indipendente dall’idioma quando si utilizzano a profusione dei termini, questi vengono decomposti, consumati, degradati, destituiti del loro reale ed originale significato! Ecco perchè la violenza e la cattiveria raggiungono sempre efficacemente il centro: perchè nessuno vuol parlarne o chi lo fa lo fa a sproposito!

Ma la mancanza è ben altro, è quel tassello del puzzle che sai essere andato perso nelle galassie di altre vite, è la nota mancante nella sinfonia perfetta, è una parte di te che si è nascosta in un castello di cui non sei più tu il proprietario e del quale non hai più manco un cazzo di doppione delle chiavi. Quella è la mancanza! Io l’ho provata, più volte, anche adesso. E’ la mancanza di chi mi ha messo al mondo, è la mancanza di chi invece mi ci tiene ancora, è la mancanza di chi mi ama (e ce ne … Read More

View More Miss

Colori bruciati

Questione di frequenza, lunghezze d’onda, “lambda”, spettri e sfumature, pulsazioni e cuore, tanto cuore per poter ancora vedere i colori sotto il bianco bruciato della neve. Freddo, come i toni ed il clima che attanagliano i pensieri costringendoli alla via del calore, per sopravvivere, per poter respirare anche nelle notti insonni sotto la volta di un grigiume unico che inviterebbe alla tristezza assoluta.

Eppure ci sono colori forti, fiamme ed onde, alimentati da fiumi di alcool voluttuosi che goccia dopo goccia profumano corpi troppo lontani nello spazio ma uniti nel tempo. Tempi lunghi, lunghissimi, che catturano vibrazioni e le rinchiudono in istogrammi tutt’altro che piatti, abbondanti di arcobaleni e prati sognati nelle notti sussurrate alla luna, sui cuscini di foglie bagnate della rugiada del mattino.

I raggi dell’alba non penetrano nella stanza d’albergo dalle spesse mura e dall’austero arredo, nel caos delle cortecce più disparate collocate alla rinfusa in ogni dove come a voler spezzare quell’apparente ordine nel turbinio della vita che comunque scivola via. Dalla piccola finestra che da verso il villaggio le baite cadenti di legno marcio, timide, mostrano tasselli di puzzle dell’ultimo strato di venice ed i tetti di un bianco puro e candido ne ridicolizzano i … Read More

View More Colori bruciati