Il 16 Gennaio si è inaugurata, negli spazi della galleria Tiziana Di Caro, “Costruire un’ isola” la prima personale di Teresa Gargiulo, giovane artista nata a Vico Equense nel 1996 e studente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

Teresa Gargiulo, How to draw an island mthe island how to draw an island words, 2020

Grafemi per le mani, fonemi per le orecchie

Teresa Gargiulo è la vincitrice della tappa napoletana di Jaguart, progetto artistico innovativo nato nel 2019 dal dialogo tra Artissima e Jaguar Land Rover e dalla comune volontà di supportare l’arte emergente e di innescare sinergie vincenti e di lungo periodo tra i rispettivi interlocutori. Le opere di cui si compone la mostra “Costruire un’isola” sono tutte realizzate tra il 2019 e il 2020 e spaziano dal disegno alla scrittura e all’installazione, convergendo in una ricerca incentrata sulla geografia e sulle unità espressive della lingua. Con grafemi per le mani, fonemi per le orecchie, che apre il percorso espositivo, troviamo una sorta di enorme alfabeto a parete costituito da 180 fogli su cui sono impressi dei fonemi in sostituzione delle lettere così come nel libro posto sulla colonna di fronte ad esso. L’artista gioca sulle variazioni di percezione che si possono avere nell’ ascolto, a seconda della lingua utilizzata per la pronuncia. La stessa Gargiulo scrive, ad introduzione del repertorio di fonemi e parole: “Sei una persona totalmente diversa in inglese…”. Ogni fonema ha infatti una precisa connotazione che cambiando determina anche una variazione di significato nella parola a cui fa riferimento e questo provoca più che un cortocircuito una moltiplicazione di circuiti differenti che si rispecchiano nelle relazioni che abbiamo con gli altri e sull’influenza del mezzo di espressione.

Teresa Gargiulo, Grafemi per le mani fonemi per le orecchie, 2020

Ruenmp – l’isola che è in noi stessi

Attraversando la seconda sala il visitatore entra in contatto con una serie di opere legate al progetto chiamato Ruenmp, la famosa isola da costruire che Teresa Gargiulo definisce “a fictional island based on lenguage”, con la quale l’autrice intende creare un nuovo laboratorio linguistico che riesca a produrre un lessico artificiale neutro e nel quale tutti si possono identificare ed essere inclusi. Il primo nucleo di opere è intitolato “how to draw an island – notes” e si tratta di esperimenti ottenuti con la tecnica del frottage. Le tre linee essenziali su cui si basa “Ruenmp” sono la geografia, la società e la lingua; osservando un piccolo dittico presente in mostra, lo spettatore si troverà di fronte la sperimentazione linguistica astratta che genera la parola “Ruenmp” e quelli che sono i tratti del suo ipotetico perimetro fisico. In altri disegni l’isola è scomposta nei suoi piani geografici mostrandoci talvolta la composizione del suo mare e delle sue montagne sapientemente delineate come rilievi scientifici che ingannano lo spettatore per la mancanza di una qualsiasi corrispondenza oggettiva nella realtà. Nella sala successiva c’è una ulteriore sperimentazione linguistica che si configura formalmente in una installazione di palloncini all’elio che compongono la parola OLITI. Un kit che chiude il progetto è esposto nell’ultima sala: un sacchetto a chiusura ermetica in cui sono raccolti una mappa con le istruzioni per costruire l’isola, il dizionario che racchiude l’elenco delle parole elaborate durante la sperimentazione, un gessetto per disegnare l’isola e un piccolo poster su cui si legge: “Il gioco è in possesso della significanza”. Teresa Gargiulo ci conduce in un viaggio verso un luogo che non esiste se non in noi stessi, un luogo in continua trasformazione nel quale si cerca la chiave per una grande rivoluzione: la nascita di un linguaggio universale che possa fornire un’identità comune senza escludere nessuno.

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