Pompei: la città dormiente

Ha un fascino tutto suo Pompei, con le lupanare a due passi dalla Madonna, dove la Città non è stata rasa al suolo violentemente ma è stata sepolta dolcemente dalla cenere leggera e dai lapilli che cadevano. Fino alla fine Pompei non ha ceduto alla violenza e forse lo stesso Vesuvio ha voluto fosse così! Pompei è un luogo magico dove quando cammini hai la sensazione di ascoltare i respiri di quanti si sono addormentati nell’attesa di essere riesumati nel futuro, proprio come nei vecchi film di fantascienza, quelli in cui il futuro era ignoto e la fantasia volava ed immaginava il Duemila. A fargli da sfondo c’è Lui: il Vesuvio. Credo che il Vesuvio abbia la capacità di modificare quasi geneticamente il modo di vivere di chi ha la fortuna di poterlo ammirare ad ogni risveglio. In parole brevi credo che il Vesuvio imprima nei popoli vesuviani i concetti di “adesso” e di “provvisorio” che avranno certamente accompagnato anche i pompeiani di oltre duemila anni fa. Mi piace pensare che ADESSO Pompei si risvegli e veda quanto bella è diventata in questi duemila anni di sonno. Me la immagino girare la testa verso Roma poi verso la Grecia e … Read More

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Shine on you Crazy Diamond

Ricordi quando eri giovane, splendevi come il sole.
splendi su di te, diamante pazzo
ora c’è un’espressione nei tuoi occhi, simile ad i buchi neri nel cielo
splendi su di te, diamante pazzo
sei stato catturato nel fuoco incrociato di infanzia e notorietà
soffiato via dalla brezza d’acciaio
vieni, oggetto di risate lontane, vieni sconosciuto, 
leggenda, martire, e splendi!

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Copenaghen: what else?

Copenaghen, la città ideale, dove l’arte si lega (in senso metallurgico) alla vita quotidiana, dove la felicità è palpabile e la bellezza sembra quasi essere un obbligo morale verso la Vita. Tralasciando quelli che sono i parametri numerici dell’Happiness Index, in cui la Danimarca resta comunque la terza al mondo dopo Finlandia e Norvegia, la vera felicità si avverte nelle abitudini e nei modi di fare degli abitanti danesi. Non a caso la LEGO, ultimo baluardo contro il rimbecillimento infantile, è figlia di Ole Kirk Kristiansen e fu partorita durante la Grande Depressione quando divenne disoccupato. In molti dicono che Copenaghen non sia nè più nè meno che una città nordica: per me non è così! Provate ad andare da soli in un pub di sabato sera in una città nordica e ditemi in quanti si ritrovano seduti ad una tavolata di una decina di indigeni manco tanto ubriachi! A parte la birra, mediamente pessima (la Ceres è solo una favola scritta da una SpA italiana che fa capo ad una multinazionale danese, la Royal Unibrew A/S, Denmark… ma io la bevo lo stesso!), i trasporti pubblici carissimi (per noi italiani) e le biciclette che sfrecciano a velocità … Read More

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Maggiore Età

Sono passati 18 anni dalla mia “prima volta”, la prima volta che ho conosciuto me stesso, la prima volta che ho visto il grano, la mia prima volta in cui ho capito che l’impossibile poteva esistere addirittura con sembianze umane e che l’uomo poteva non essere il distruttore di cui tutti parlano, la prima volta in cui ci si sente “parte el Tutto”, la prima volta in cui il Tutto ha avuto forma e profumo, massa volume ed energia pur non essendo esattamente materia.

Solo da maggiorenne ho potuto, per troppo poco tempo, tenerti accanto tra le mie radici genetiche, cercando di farti toccare con mano il mio presente quotidiano, il passato che mi ha portato fin lì e la mia speranza nel futuro riposta a sud. “Ti trovo meno sognatore di un tempo” mi hai detto sorseggiando sangria. Come darti torto, caro Tonino, come contraddirti o tentare di raggirare la verità proprio a te che della Natura umana ne incarni l’essenza? Il fatto è che a volte non basta sapere che esistono persone speciali, uniche ed assolute come te. Ne ho incontrate altre sai? No, non cado in contraddizione con l’ “unico” perchè conosco bene, l’ho fatto mio, il Read More

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Sottovuoto

Era ora, sì, Maggio è quasi finito ed io al mattino mi svegliavo ancora con le piume d’oca del piumone invernale attaccate al pigiama, quello che trasformava il ticchettìo della pioggia in carezze sul collo, quello che dello spiffero ne faceva alito. Troppo tardi, non era più possibile andae avanti così! Lo stesso nell’armadio: maglie pesanti, pesantissime, di quelle che avevano ascoltato musica a palla in posti chiusi e fumosi, felpe e cappucci che hanno baciato pioggia, lenzuola e sedili d’auto fino all’alba!

Troppo tardi! Sebbene a malincuore è arrivato il momento di cambiare stagione intorno, cambiarla per sempre, per un sempre che dura poco, ma che è pur sempre un sempre!

Mi affido così a quell’invenzione diabolica dei sacchi sottovuoto, oggetti dotati di vita, anaerobici ma con un cuore, oggetti di cui fidarsi insomma, a cui affidiamo i ricordi delle stagioni riducendoli all’osso, togliendogli l’aria, l’ossigeno, il respiro. A me capita così, che ogni oggetto e ancora di più un indumento, si leghi, quasi sempre, a storie, momenti, foto ed istanti, un testimone fedele e silenzioso che al contatto con la pelle ti sussurra ciò che ha visto per tenerti sveglio, non come l’ultima volta che lo hai tenuto Read More

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Subway In Naples

E’ un po’ come avere in mente, in loop, la canzone dei Cure! Essere divorato dalle viscere della Terra, la Mia Terra, quella Napoli da sempre bistrattata, calpestata, umiliata e derisa dalle “metropoli occidentali”. Sì perchè Napoli non è Italia né Occidente. Napoli è il calore dell’Africa, i profumi dell’Asia, i colori dell’Oceania, la libertà del Nord America e la voglia di riscatto del Sud America… il tutto con la moneta Europea! O forse è il contrario esatto: Napoli è l’Europa, con i suoi paradigmi e le sue insane contraddizioni, è la Storia del Mondo ed il ventre dell’Arte e della Cultura. O forse, più semplicemente: Napoli è Napoli.

Ho condiviso e sapevo della bellezza della nuova linea Metropolitana ma non mi ci ero ancora immerso fino a ieri! Un senso di ASSOLUTO ti assale già a Piazza Garibaldi, tra lumache colorate ed un senso di moderno e futuristico che ben si sposa con la spessa storia che ti avvolge mista al profumo di pizza a portafoglio ed a quello dei treni che ti lasci alle spalle.

Lunghe, lunghissime scale mobili si susseguono veloci, si rincorrono senza mai incontrarsi sebbene si incrocino agli occhi in uno spettacolo degno di Escher. Un Read More

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Heroes (not just for one day)

Da bambino i supereroi che conoscevo non avevano cognome, o meglio lo avevano quando erano persone come me, nella loro vita reale. Impiegati sfigati con vite mediocri e traballanti, ragazze “ugly” o pavidi adolescenti brufolosi. Poi all’occorrenza si trasformavano e diventavano invincibili, superforti, coraggiosi, sempre buoni, spostavano montagne, volavano, vedevano attraverso i muri e vincevano, vincevano sempre, rendendo il mondo migliore per tutti spazzando via i cattivi assicurandoli alla giustizia della metropoli.

Poi si cresce e la realtà che ti circonda non è una metropoli, nei cieli non volano umanoidi, le cabine del telefono non esistono più, la giustizia assicura ingiustizia e capisci che di invincibile non c’è mai stato niente e nessuno e ad insegnartelo è la storia, la religione e lo ribadisce istante per istante la Vita stessa. Allora ti guardi intorno incredulo del fatto che pagine e pagine di fumetti erano solo una sporca menzogna perchè i supereroi non esistono né sono mai esistiti. Tutta una grande invenzione per “bambini” o forse marketing promozionale per carnevale. E’ un po’ come la storia di Babbo Natale che svanisce proprio quando cominciavi a comprenderne il senso e l’importanza della sua esistenza.

Ma io ho scoperto che esistono davvero, sia Babbo Natale che i supereroi, certo in Read More

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Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

ti scrivo ora, nella sera soave di quest’estate che deve ancora finire qui al Sud dello Stivale, dove trovi sempre traffico e devi parcheggiare la slitta sempre in seconda fila… che poi mi sono sempre chiesto perchè da me venivi in slitta? Qui non c’è mai la neve!

Ti scrivo oggi perchè Dicembre potrebbe essere troppo tardi, i profughi potrebbero essere già stati tutti ammazzati in casa loro e quindi tale termine potrebbe essere caduto in disuso.

Ti scrivo oggi perchè oggi siamo tutti tennisti grazie alle due italiane in finale all’US Open. In realtà lo eravamo anche ieri ma lo abbiamo palesato oggi perchè ieri era L’UNDICI SETTEMBRE e noi italiani rispettiamo i lutti altrui quando si tratta di chi ci compra in dollari!

Ti scrivo oggi perchè tra un po’ il popolo di vacanzieri ritornerà ad essere acido ed incazzato, svanirà la spensieratezza del dolce far niente e cominceranno a chiederti di tutto.

Ti scrivo oggi perchè tanto lo so che lì da te, al polo Nord, anche i leghisti sono terroni ma noi di più e quindi dovrai mettere le letterine in ordine di latitudine.

Ti scrivo oggi non per chiederti il perchè della Read More

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Amico Skaar

Non è perchè te lo avevo promesso ma perchè sentivo di doverlo fare, un’impellenza, un inchino al mio senso di Giustizia!

Labyrinth

13

11\09\2015 (le hai messe inclinate così le astine!)

Al mio amico Domenico,

perchè nella vita non conta quante volte si

cade, l’importante è

sapersi rialzare.

Antonio Lanzetta

Domani il Salone del Libro di Torino sarà finito da 10 giorni. Tu e Ross, come ogni sacrosanto anno, vi siete recati lì nel vostro pellegrinaggio fatto di profumo di carta e di parole, non solo quelle scritte, perchè lì dentro, come in una grande mostra d’Arte, che poi non differisce affatto di tanto, anche le parole pronunciate hanno un profumo diverso, un profumo di congiuntivi azzeccati, il suono delle note a piè pagina ed il calore delle fonti relegate nel retro delle copertine.

Ci sono stato una sola volta mentre ero in leva, allora ancora obbligatoria, a Candiolo (TO). Comprai un libro che ancora leggo: “Il Pensiero Anarchico”, abbastanza un controsenso ma non lo è credimi! Conservo ancora lo scontrino e già all’epoca andai lì da solo, come faccio spesso anche oggi a concerti o altri happening, dopo vent’anni, quando ho la certezza di non essere solo, di Read More

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Lei non sa chi sono io

Distanze, rango, ceto sociale, professione, connotazione politica o religiosa, conto in banca, genealogia o semplicemente il vissuto, sembra incredibile ma la è conoscenza dell’altro a lasciarci cadere, quasi sempre, nella sconcertante scoperta di non conoscere chi si ha di fronte. Più cose sappiamo, più momenti viviamo, più esperienze condividiamo con le persone e più pesante è il fardello che si rischia di dover sopportare quando, all’improvviso, scopriamo che quell’aspetto, quella sfaccettatura, quel neo non lo conoscevamo affatto, ed inatteso, fino ad allora nascosto, ci trafigge da parte a parte come un proiettile rovente.

Non temo delusioni dagli sconosciuti né gesti di cattiveria umana, a differenza invece di chi reputo di conoscere bene. Ed ancora una volta ricordo gli amori estivi, l’amore vero, quelli che fin dall’inizio avevano una data di scadenza certa, che altro non sono che “prove tecniche” degli amori di una notte che finiscono con l’accompagnarti per tutta una vita, embrioni di amicizie consumate in un viaggio di lavoro piuttosto che durante un bagordo di un venerdì qualunque tra il tintinnio del verde scuro di bottiglie che si toccano sotto le stelle. L’ultimo arrivato, l’anima sconosciuta che ti rapisce con gli occhi e con quella spavalda sicurezza che Read More

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