Un nuovo Robert Mapplethorpe alla Gladstone Gallery di New York

A New York, la Gladstone Gallery ospita una mostra su Robert Mapplethorpe con una serie di lavori che rappresentano tutta la sua carriera, con uno sguardo inedito proposto da Arthur Jafa. L’esposizione comprende sia lavori iconici, immediatamente riconducibili all’opera di Mapplethorpe, sia opere meno conosciute, alcune Polaroid raramente esibite prima d’ora. “Robert Mapplethorpe” è la seconda mostra del celebre fotografo americano nella galleria newyorkese, dopo quella del 2018. Infatti, dal 2017, è proprio la Gladstone Gallery che rappresenta Robert Mapplethorpe, sostituendo la Sean Kelly Gallery che ha ricoperto il ruolo per 15 anni.

Lo sguardo inedito di Arthur Jafa, in un’unica sequenza visiva

Videoartista e direttore della fotografia, Arthur Jafa ha pensato l’allestimento come una sequenza visiva, ispirato dall’approccio del suo stesso fare artistico. Le opere non sono ordinate secondo un ordine cronologico ma tematico, come in un’unica sequenza visiva appunto. Così, Arthur Jafa riscopre una nuova forza narrativa nelle fotografie di Mapplethorpe, a lungo incorniciate in canoni storici-artistici, a volte limitanti. «Penso che sia un gruppo di immagini entusiasmante. Non ho idea di come le persone reagiranno in un modo o nell’altro, onestamente».

Un delicato equilibrio tra intimità e formalismo

Il sequenziamento messo in atto da Arthur Jafa si basa sul potere narrativo che le immagini assumono alla stregua di un testo. Il curatore ha rilevato, in particolare, quello spazio letterale e metaforico tra Mapplethorpe e i suoi soggetti, in un delicato equilibrio tra intimità e formalismo. È il caso della figura di Sam Wagstaff che, nei lavori in esposizione alla Gladstone Gallery, si presenta come amante ma anche come figura pubblica. Celebri artisti e nudi anonimi, paesaggi lussureggianti e paesaggi del corpo. Come in una coreografia, l’opera di Mapplethorpe e la scelta artistica di Jafa qui convergono in un’interazione dialogica.

In quest’esposizione emergono l’estetica formale di Mapplethorpe e, allo stesso tempo, la dimensione emozionale e sociale del suo lavoro, il lato in qualche modo politico. Un vaso di fiori in un interno domestico, la schiena di una donna, la composizione geometrica delle finestre sulla facciata di un palazzo, corpi di uomini, il sesso maschile. Un nuovo Robert Mapplethorpe alla Gladstone Gallery si mostra attraverso il suo sguardo di rara finezza – anche negli scatti più erotici – con le sue inconfondibili fotografie in bianco e nero.

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